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MotoGP | Il layout di Goiania esalta i piloti, ma l'asfalto può essere un problema

Nonostante il maltempo, i piloti hanno esaltato le caratteristiche del tracciato di Goiania, che ha riportato la MotoGP in Brasile dopo 22 anni. Il layout tecnico e veloce piace molto, ma l'asfalto sembra richiedere molto tempo per asciugarsi dopo la pioggia. E sarebbe un peccato se questo diventasse un fattore determinante per il weekend.

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

C'era grande attesa per lo sbarco della MotoGP a Goiania. E, fino a pochi giorni fa, sbarco sembrava proprio la parola più corretta, perché le piogge torrenziali che hanno colpito lo Stato di Goias, avevano letteralmente allagato alcune aree dell'impianto rinnovato completamente per riportare il Motomondiale in Brasile dopo ben 22 anni.

Gli addetti del circuito, coadiuvati addirittura da una squadra di detenuti del Carcere di Stato di Goias, hanno lavorato duramente per riportare tutto alla normalità, ma se c'è una cosa contro cui l'uomo non può nulla, quella è il meteo, che purtroppo non è stato clemente.

Nella mattinata è arrivato un altro temporale piuttosto violento, che ha imposto di andare a ripulire alcune zone della pista dal fango scivolato dalle vie di fuga, provocando un ritardo di un'ora nel programma della giornata ed obbligando i piloti delle tre classi a scendere in pista con le gomme rain nelle FP1.

Nel pomeriggio la situazione sembrava essere migliorata, con addirittura qualche raggio di pallido sole arrivato a baciare l'Autodromo Ayrton Senna durante le pre-qualifiche della Moto3, che però non è bastato ad asciugare completamente un asfalto che sembra richiedere più tempo del previsto per eliminare tutta l'umidità.

Il maltempo però era ancora in agguato ed è tornato a colpire proprio durante la MotoGP, con una leggera pioggerella che ha condizionato i primi minuti del turno decisivo del venerdì, cristallizzando poi la classifica e quindi i nomi dei dieci piloti che si sono guadagnati l'accesso diretto alla Q2 ad una trentina di minuti dal termine, quando ha aumentato la sua intensità.

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Nonostante queste difficoltà, la pista brasiliana sembra aver lasciato delle ottime impressioni ai piloti, che non hanno nascosto di apprezzarne il layout, nonostante la brevità del giro. Un pensiero che hanno condiviso in tanti. "Il tracciato è molto bello, ci si diverte a guidare perché è tecnico e veloce", ha detto per esempio Pecco Bagnaia.

"Questa pista richiede due stili di guida diversi. Il settore 1 è fluido, tipo Montmeló o Malesia, circuiti che non mi riescono bene. E poi ci sono i settori 2 e 3, più tecnici, in cui devi essere più preciso", ha aggiunto il suo compagno Marc Marquez.

Anche Pedro Acosta si è divertito tra le pieghe di Goiania, ma il leader del Mondiale ha sottolineato anche il problema dell'asfalto che non si asciuga, che rischia di condizionare parecchio il weekend, soprattutto se le previsioni meteo dovessero trovare conferma, continuando a portare pioggia sia sabato che domenica.

"Il circuito è divertente, ha zone molto veloci, come le curve 3, 5, 6, 7 e 8, fino ad arrivare all'ultimo settore. Ma va bene, credo che ci abbia colti tutti un po' di sorpresa il fatto che la pista abbia impiegato così tanto ad asciugarsi, che alcune zone si siano asciugate mentre altre fossero ancora molto bagnate. Credo che questo giocherà un ruolo importante domani e domenica".

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Una preoccupazione anche per Marco Bezzecchi, che l'ha già pagato a caro prezzo oggi, visto che domani dovrà passare dalla Q1 non avendo sfruttato il momento migliore della pista: "Il circuito è molto bello, il tracciato è piacevole: è veloce e super divertente, ma il problema è che l'asfalto non si asciuga. Basta che piova per pochi minuti e poi le chiazze d'umido rimangono lì tutto il giorno e sono ovunque. Questo è complicato, ma la pista è bellissima".

Idea a cui si è accodato anche Luca Marini, che però ha anche evidenziato il buon grip che offre la pista a prescindere da tutto: "L'asfalto, anche se è nuovissimo, ha comunque bisogno di un po' di tempo per stabilizzarsi, perché ci vuole molto tempo prima che si asciughi, soprattutto tra una sezione e l'altra. Ma offre un ottimo grip in ogni situazione, sia con le gomme slick sotto la pioggia che con quelle da bagnato".

Però c'è anche chi crede che in gara potrebbe essere un problema, perché in gruppo non si può sempre fare la linea ideale: "La pista è meno sporca di quanto sembri, ma di sicuro la traiettoria esterna è più scivolosa rispetto a quella corretta", ha spiegato Fabio Quartararo.

La pioggia fin qui è stata la grande protagonista e lo conferma la classifica, con la Honda LCR di Johann Zarco in vetta e soprattutto la sorpresa della Yamaha del rookie Toprak Razgatlioglu in terza posizione. Contro il maltempo non si può fare nulla, ma è chiaro che sarebbe diverso se a condizionare l'andamento delle due corse dovesse essere un asfalto che non ne vuole sapere di asciugarsi. A maggior ragione su una pista che ha riscosso così tanti consensi...

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