MotoGP | Il divieto delle leg wing va in frigorifero, se ne riparlerà nel 2027
La proposta della FIM di vietare le seat winglet già all'inizio della prossima stagione non è stata bocciata, ma sospesa: siccome non sono emersi oggettivi elemento di pericolosità dalle soluzioni aerodinamiche lanciate da Aprilia e Honda, è stato deciso di rinviare al 2027 la revisione del provvedimento.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Per il momento non se ne farà nulla: la decisione non è stata presa ed è stata rinviata al 2027 quando la MotoGP introdurrà le nuove regole con i motori da 850 cc.
Le seat winglet, quindi, non saranno vietate dalla FIM, sebbene la Federazione Internazionale avesse mandato ai team una disposizione nella quale invocava la causa di sicurezza per abolire le appendici aerodinamiche apparse nel corso della seconda parte della stagione subito dietro la sella.
La safety matter (questione di sicurezza) era stata tirata fuori subito dopo il giorno di test a Valencia che ha fatto seguito all’ultimo GP della stagione 2025: il dubbio era che la leg wing potesse tenere agganciato il pilota alla moto in caso di caduta, creando una situazione di pericolo. Il tema si è subito fatto caldo perché nel campionato appena concluso non abbiamo registrato situazioni di rischio tali da aprire un confronto sull’incolumità dei rider per l’adozione delle soluzioni introdotte prima da Aprilia sulla RS-GP e poi riprese dalla Honda.
Ecco le limitazioni che avrebbero impedito la presenza delle leg wing nel 2026: è saltato per ora il tema di sicurezza
Su Motorsport.com avevamo pubblicato in anteprima il testo che la FIM voleva introdurre e che dalla prima gara avrebbe reso illegali le leg wing:
“La parte della moto che si trova tra 800 e 500 mm più avanti della linea verticale che tocca il bordo posteriore della gomma non deve superare, in vista dall'alto, un'area rastremata che va da una larghezza di 450 mm a 500 mm più avanti della linea verticale che tocca il bordo posteriore dello pneumatico posteriore, ad eccezione di pedane/comandi/staffe e copri-tubi di scarico, che sono contenuti in uno sfalsamento di 20 mm rispetto alla superficie esterna dei tubi di scarico”.
La proposta, svuotata dalla safety matter, poi non ha trovato l’unanimità necessaria a imporre un cambiamento regolamentare senza il previsto preavviso regolamentare per l’opposizione, facile da prevedere, di Aprilia e Honda. Queste due Case hanno investito tempo e risorse umane e finanziarie per studiare in galleria del vento nuove appendici che possono dare stabilità alla moto, rendendo la guida dei piloti più redditizia: evidentemente c'è chi ha ispirato la questione di sicurezza per bloccare un nuovo fronte dello sviluppo.
Insomma, tutto resta com’è e se ne riparlerà l’anno prossimo quando le MotoGP saranno completamente riviste con l’introduzione del nuovo regolamento che, oltre a introdurre i motori di cilindrata ridotta, avranno forti limitazioni dell’aerodinamica. La vicenda non è stata superata, ma semplicemente messa nel... frigorifero. Fino alla prossima puntata.
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