MotoGP | Il capo tecnico di Marquez racconta il nuovo approccio di Marc dopo l'ultimo infortunio
Il capo tecnico di Marc Marquez, Marco Rigamonti, spiega come il pilota della Ducati abbia progressivamente adattato il proprio stile di guida per superare i propri limiti fisici, dopo essersi sottoposto ad un settimo intervento chirurgico alla spalla destra.
Marc Marquez, Ducati Team, Marco Rigamonti
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La schiacciante vittoria di Marc Marquez nell’ultimo Gran Premio d’Ungheria è stata un ulteriore chiaro segnale della sua capacità di competere ai vertici della MotoGP. Pur non essendosi ancora ripreso completamente dall’infortunio subito in Indonesia lo scorso ottobre, il campione del mondo in carica è riuscito a conquistare la pole position e a trasformarla in una doppietta al Balaton Park.
È stato un ritorno impressionante per il pilota ufficiale della Ducati, ad appena un mese dal settimo intervento chirurgico alla spalla destra ed una settimana dopo il rientro dall’infortunio.
Sebbene in qualsiasi altra stagione sarebbe stato quasi impossibile battere Marquez su un circuito con senso di marcia antiorario, questa volta le probabilità erano contro di lui. L’impatto dell’infortunio subito in Indonesia è stato così grave che all’inizio della stagione faceva fatica persino ad affrontare le curve a sinistra, le sue preferite.
Ma, nonostante la vittoria e l'aver dimostrato di poter essere veloce sui circuiti in senso antiorario, il quadro non è del tutto roseo per il nove volte campione del mondo. Marquez continua a soffrire di una mancanza di forza muscolare, che potrebbe limitarlo nelle prossime gare, a Brno e ad Assen, dove ci sono più curve a destra, come lui stesso ha ammesso in Ungheria.
"È soprattutto una questione di forza. Non sono è 100% per poter sfruttare quella forza durante tutti i giri", ha spiegato il responsabile tecnico di Marquez nel box Ducati, Marco Rigamonti, a Motorsport.com in Ungheria. "Quindi nella FP1 e nella FP2 ha completato 20 giri, ma ha spinto al massimo solo in 4-6 di questi. E forse in un giro ha spinto solo in alcune curve, per capire il limite della moto. Di conseguenza, anche questo rappresenta un limite per le prestazioni".
"Ad esempio, ha detto che in alcune curve del Balaton Park bisogna lottare contro il 'wheelie' (quando si solleva la ruota anteriore). E per contrastarlo, bisogna tirare il manubrio. Ma ha detto: 'Non ho forza, non ho potenza'. Quindi forse usa di più le gambe, ma non è un buon modo per contrastare il ‘wheelie’. Ed è per questo che a volte Marc dice: 'Faccio molti impennate, ma probabilmente è perché non sto guidando bene'. Ma credo che forse, tra due o tre settimane, potrebbe essere abbastanza vicino al livello dell’anno scorso".
La dura esperienza dopo l’Indonesia
Marc Márquez, Ducati Team
Foto: Ducati Corse
Gli ultimi otto mesi non sono stati facili per il pluricampione di Cervera. Appena una settimana dopo aver conquistato il suo settimo titolo nella classe regina ed aver completato una risalita epica dopo gli infortuni subiti a Jerez nel 2020, è tornato in sala operatoria a causa di un’altra frattura alla spalla.
Marquez sperava di recuperare la piena forma fisica per l’inizio del tour europeo della stagione 2026, ma continuando a dover affrontare le stesse limitazioni fisiche a Jerez, ha deciso di sottoporsi ad un altro intervento, il mese scorso, poiché una vite inserita nel 2019 gli stava comprimendo il nervo radiale. Dopo essersi infortunato in Francia e aver saltato il GP di Catalogna, ha anticipato l’intervento e è tornato in pista al Mugello, dove ha mostrato un immediato miglioramento delle prestazioni, prima di tornare alla vittoria in Ungheria.
Durante questi ultimi alti e bassi, Rigamonti è stato al fianco di Marquez in ogni momento. L’italiano faceva parte della ristretta cerchia di persone a cui Marc ha confidato i suoi piani riguardo ad un ulteriore intervento chirurgico. Solo dopo essersi fratturato il piede nella Sprint di Le Mans la notizia dell’intervento è stata resa pubblica.
Rigamonti ha parlato apertamente delle difficoltà del #93 nella prima parte della stagione e ha spiegato come sia giunto alla conclusione che fosse necessario un altro intervento: "All’inizio dell’anno, Marc si è reso conto di non riuscire a mantenere una forza costante", ha spiegato l’ingegnere.
"Pensava che fosse solo una questione di mancanza di allenamento durante l’inverno. Ma poi, dopo Austin — dato che il GP del Qatar era stato annullato —, ha detto: ‘Va bene, ho tre settimane per allenarmi’. E quando è tornato a Jerez, ha detto: ‘Va bene, ora sono abbastanza vicino al 100%, come l’anno scorso’. A Jerez, però, si è reso conto che qualcosa non andava. Perché era preparato e ha iniziato la FP1 in buona forma. Ma in ogni sessione, ha iniziato a perdere forza e potenza. Così ha deciso di andare dal medico, e lì hanno individuato il problema al braccio".
Marc Márquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Primo barlume di speranza al Mugello
Si è notata una differenza immediata nell’umore di Marquez quando è tornato in pista nel Gran Premio d’Italia, alla fine del mese scorso, dopo aver saltato l’intero weekend a Montmeló. Nonostante il Mugello sia uno dei circuiti fisicamente più impegnativi del calendario, il pilota di Cervera è riuscito ad offrire una prestazione migliore rispetto alle gare precedenti, cosa che lo ha finalmente riportato sulla strada giusta.
"Abbiamo visto che nelle curve a sinistra è tornato ad essere come l’anno scorso. È quindi riuscito a fare la differenza in quelle curve e ha ottenuto anche un buon tempo sul giro", ha rivelato Rigamonti.
Marc Márquez, Ducati Team
Foto di: Ferenc Isza / AFP via Getty Images
"L’unica cosa è che pensava di essere più preparato fisicamente. Ma il circuito era molto impegnativo in quel momento, quindi ha faticato molto ad essere costante, perché a volte arrivava senza forza in una direzione. Per questo è stato contento di rendersi conto di essere in forma abbastanza buona. È riuscito a guidare bene. Ma ora sa che gli serviranno alcune settimane per recuperare al 100%", ha commentato Rigamonti.
Incertezza sul futuro
Questo spiega perché Marquez non descrive ancora la sua vittoria in Ungheria come un ritorno completo ai massimi livelli. E Rigamonti nutre qualche preoccupazione su quale sarà il nuovo limite massimo del suo pilota in MotoGP.
"È difficile da sapere perché lui stesso dice che, dopo ogni infortunio, non si sa quale sia il nuovo 100%, né come si rapporti all’ultimo 100%", ha spiegato l’italiano. "Quindi non sappiamo se, dopo tre o quattro mesi di allenamento a pieno ritmo e di recupero totale, sarà nelle stesse condizioni dell’anno scorso o meno. Questo dal punto di vista fisico".
"Inoltre, sappiamo che i nostri avversari migliorano. Quindi non sappiamo se, con la stessa forma fisica dell’anno scorso, sarà in grado di vincere 14 gare consecutive come l’anno scorso, perché i nostri avversari migliorano", ha concluso.
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