MotoGP: il calendario 2020 non intacca il dominio di Marquez

Nonostante il calendario MotoGP del 2020 vedrà un numero di gran premi ridotto e su meno piste, i risultati delle ultime stagioni dimostrano che potrebbero condizionare poco l’anno di Marc Marquez.

MotoGP: il calendario 2020 non intacca il dominio di Marquez

La stagione 2020 della MotoGP avrà tre gran premi, che potrebbero essere anche 17 se alla fine verranno inclusi Austin, Termas, Buriram e Sepang. Il calendario particolare che Dorna è riuscita a realizzare, in qualche modo favorirà uno o un altro pilota.

I piloti disputeranno 13 gare in 18 settimane, comprese tre consecutive. Perciò il margine di errore sulla carta sarà minimo. Fuori dal calendario sono rimasti circuiti come il Sachsenring, dove Marc Márquez non conosce sconfitta da quanto è in MotoGP. In altre piste invece ci saranno due gare, come al Red Bull Ring, dove ancora non è riuscito a vincere.

Sulle 8 piste dove approderà il campionato, Márquez accumula 21 vittorie nelle sette stagioni in cui corre in MotoGP. Motorland, tra quelle presenti, è quella dove lo spagnolo ha vinto di più, ben 5 vittorie. In Austria invece è ancora a digiuno.

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Il campione del mondo in carica arriva da un 2019 praticamente impeccabile, dove a parte il ritiro ad Austin non è mai andato più giù della seconda posizione. Dei 475 punti disponibili, Márquez ne ha sommati 420 e questo lo ha portato a conquistare il titolo con quattro gare d’anticipo, con una media di 22.1 punti a gran premio. Ma senza arrivare queste cifre, Márquez ha dominato in maniera autoritaria anche le due stagioni precedenti, con una media di 17.8 e 16.5 punti nel 2018 e nel 2019 rispettivamente.

A priori, il calendario che è stato realizzato può essere visto come un’opportunità per i rivali di insidiare Marquez, ma i numeri dicono esattamente il contrario. La costanza del pilota Honda in queste 8 piste della stagione 2020 è incredibile e ha solo uno zero in tre stagioni (Le Mans, nel 2017). Sugli tutti gli altri tracciati è salito sul podio, con 13 vittorie sulle 24 possibili.

Se questo non fosse abbastanza, la media di punti (che alla fine è ciò che conta) nel 2019 è stata di 24.2, nel 2018 e nel 2017 di 19.7. I suoi rivali devono essere preoccupati. Sebbene Andrea Dovizioso sia arrivato secondo nelle ultime due stagioni, l’ultima volta in cui si è giocato il titolo fino all’ultima gara è stato nel 2017. Uno dei pochi che avrebbe un vantaggio in questa situazione è Fabio Quartararo, terzo nel 2019. Però, a parte Dani Pedrosa nel 2017, la maggior parte dei primi classificati sulle 8 piste di questo calendario 2020 ha ottenuto in media meno punti che nel totale di tutta la stagione.

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