MotoGP, Iannone: settimana prossima il ricorso al TAS

L'avvocato De Rensis ha spiegato che lunedì o massimo martedì depositerà il ricorso al TAS, con la speranza che nella migliore delle ipotesi il pilota dell'Aprilia possa essere scagionato entro la fine di luglio.

MotoGP, Iannone: settimana prossima il ricorso al TAS

La settimana prossima arriverà un nuovo capitolo nella vicenda legata alla sospensione di 18 mesi di Andrea Iannone. Il pilota dell'Aprilia era stato trovato positivo al Drostonalone in un controllo antidoping avvenuto in occasione del Gran Premio della Malesia dello scorso anno.

Sebbene il successivo processo di fronte ai giudici della FIM avesse riconosciuto la contaminazione alimentare, dovuta alle carni "pompate" che aveva mangiato durante il tour asiatico della MotoGP, ammettendo di fatto l'assenza di dolo, il pilota di Vasto è stato comunque punito con una squalifica di 18 mesi, con decorso dal 17 dicembre, quando era scattato lo stop preventivo.

Una sentenza che la settimana prossima sarà appellata al TAS (Tribunale Arbitrale Sportivo), come ha spiegato il legale di Iannone, l'avvocato Antonio De Rensis, ai microfoni di Sky Sport.

"Entro lunedì o massimo martedì della prossima settimana presenteremo il ricorso al TAS con le motivazioni della sentenza di primo grado. Nella nostra squadra, per la parte scientifica si è aggiunto il Dottor Pascal Kintz, uno dei massimi esperti mondiale nella lotta al doping" ha detto De Rensis.

Rileggendo la sentenza, il legale non sembra avere particolari dubbi riguardo alla possibilità che il TAS vada a scagionare definitivamente il suo assistito.

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"La sentenza ha acclarato la contaminazione a seguito di assunzione di carne, c’è un punto a pagina 15 che, a nostro avviso, dovrebbe determinare la conclusione del processo con un’assoluzione perché i giudici, e leggo letteralmente “prendono anche nota delle affermazioni nei documenti presentati dal pilota riguardanti gli hotel di alta classe in cui il pilota mangiava i pasti e dove non ci si aspetta di trovare cibo contaminato. Ne consegue che l’alimentazione del pilota dipendeva dal cibo disponibile negli hotel e non aveva molte altre scelte per i pasti”. Lei mi deve dire, di fronte a queste parole dei giudici, come si possono dare 18 mesi di sospensione a una persona. Loro dicono che lui ha fatto ciò che doveva, non aveva altre possibilità per mangiare".

Rispetto al giudizio di primo grado, dovrebbe esserci un procedimento più "snello" in questo caso, visto che non sarebbe richiesta neppure un'ulteriore udienza.

"Sulla base della sentenza non c’è necessità di fare ulteriori sviluppi scientifici, questo è un processo che può basarsi solo sugli scritti. Il TAS dovrà valutare se un atleta ha fatto tutto ciò che doveva, come peraltro è scritto nella sentenza. Io credo che Andrea Iannone meriti di essere prosciolto completamente".

Riguardo alle tempistiche, la speranza di De Rensis che è il verdetto finale possa arrivare alla fine di luglio, permettendo a Iannone di tornare in sella alla sua Aprilia per buona parte del Mondiale.

"Noi depositiamo il ricorso entro il 15 maggio, ma sicuramente prima, a quel punto la federazione ha 20 giorni di tempo per replicare alle nostre argomentazioni. In seguito, i giudici del Tas prendono in mano i fascicoli e se stabiliscono che non c’è necessità di stabilire un’udienza, io confido che in due mesi si possa arrivare a una decisione. Qualora il Tas dovesse decidere per un’udienza, ci sarebbe uno slittamento in avanti, non di moltissimo di un mese, un mese e mezzo in più".

"Ripeto, viste le motivazioni, ritengo che possa decidere sui documenti senza convocare un’udienza. Nella migliore delle ipotesi a fine luglio potremmo avere una sentenza, nella peggiore subito dopo l’estate, insomma confidiamo che quando presumibilmente inizierà il mondiale, Andrea abbia già avuto la sentenza definitiva".

Andrea Iannone, Aprilia Racing Team Gresini

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