MotoGP | Iannone: "Che fatica, mi fa male tutto! Non sono pronto a queste moto"
Ciò che maggiormente ha condizionato Andrea Iannone nella Sprint di Sepang è la preparazione fisica. I prototipi attuali sono impegnativi e il pilota del team Pertamina Enduro VR46 riconosce di non sentirsi pronto fisicamente a guidare queste moto, ma sostiene che il potenziale sia enorme.
Andrea Iannone, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La MotoGP attuale è un gioiello di tecnologia, ma questa porta con sé un impegno fisico non indifferente che, forse, troppo spesso si sottovaluta. Ma provate a chiedere ad Andrea Iannone quanto questi prototipi siano impegnativi. Ne ha avuto la prova questo fine settimana, dove è tornato a correre in MotoGP come sostituto di Fabio di Giannantonio. Il pilota di Vasto ha familiarizzato con la Ducati nel venerdì di libere del Gran Premio della Malesia per poi fiondarsi al sabato, con qualifiche e Sprint che hanno reso tutto ancora più impegnativo.
“Che fatica! Una Sprint? Vuoi dire un giro! Al mio potenziale ho fatto un giro”, esordisce Iannone scherzando sulla sua condizione fisica in pista. “La gara potrei farla tranquillamente sull'1’59”5, ma bisogna essere preparati fisicamente. Io non avevo idea, in SBK non hai neanche l'1% del carico aerodinamico che hai qua in MotoGP. Diventa tutto più difficile, in frenata la moto ti sfinisce, per fermarti puoi fare tanto col freno, genera tanto carico in inserimento. Accelera fortissimo, frena fortissimo e curva fortissimo e tu devi sempre fare tutto al massimo perché se rallenti un po’ perdi tantissimo a livello di tempi sul giro”.
Se anni fa pagare qualche decimo significava comunque essere in top 10 o almeno giocarsela con il primo gruppo, oggi vuol dire viaggiare nelle retrovie: “Non me l’aspettavo. Il problema è che quando capisci che il limite è sempre più avanti, devi fare tutto di più. Oggi ho iniziato a capire più o meno dove sia il limite della Ducati, ma nelle percorrenze non c’è bisogno di prendere il gas. Più inserisci forte, più freni forte e più vai forte”.
Andrea Iannone, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Nonostante la fatica fisica, il pilota del team Pertamina Enduro VR46 si è difeso bene in gara, mostrandosi combattivo. Il 21° posto finale non è significativo per l’abruzzese, che sentiva di avere un grande potenziale non pienamente sfruttato per il limite fisico: “Potevo essere più veloce di tutto il gruppo che avevo, ma lo senti… Dici ‘dove vado, a che serve?’ Io sono venuto qua, ma bisogna prepararsi bene a un weekend del genere, perché è da folli essere qua come me. Ma va bene, è esperienza”.
“Ora so cos’è una MotoGP. Mi dicevano che è molto fisica, ma non lo sai fino a che non ci sali… Poi non è che ho scelto una pista facile con temperature miti. Stamattina mi sono svegliato con tutti i dolori possibili che un uomo può avere. Stamattina, quando camminavo, lo facevo sui talloni perché mi facevano male anche le dita dei piedi! Anche queste ho usato per guidare fino alla fine, evidentemente. Pensa domani 20 giri! Ma non ci penso e il mio limite è proprio questo, non pensare”, spiega The Maniac.
In qualifica, però, Iannone ha sfiorato la Q2. Dopo dei giri seguendo il compagno di squadra Marco Bezzecchi, ha perso terreno chiudendo poi in 17esima posizione, la stessa da cui partirà nella gara di domani: “Per fare tutto bene, alla Curva 14 ho attivato l’abbassatore un po’ dopo. Mentre ho fatto una manovra diversa dal solito, mi è sembrato di non aver scalato la marcia e di essere ancora in terza. Invece ero in seconda, quindi ho messo la prima, è partita dietro e ho perso non tanto l’inserimento, ma la percorrenza e l’accelerazione che poi ti porti dietro in rettilineo. Ho lasciato lì due decimi e mezzo. Poi mi sono innervosito e all’ultima curva sono arrivato lungo. Il potenziale per entrare in Q2 ce l’avevamo, ma per me è la prima. Il pacchetto c’è, il team è come se fosse factory, ma sono io il limite di questa moto, soprattutto fisicamente. Non sono pronto per queste moto, tra l’altro ci ho fatto solo 45 giri e con questo livello, con le moto di oggi è molto poco”.
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