MotoGP | I costruttori frenano l'intenzione della KTM di aprire i propri motori
Il costruttore austriaco ha chiesto agli altri membri della MSMA di poter aprire i propri motori di MotoGP per questioni di sicurezza, qualcosa per cui ha bisogno del via libera unanime di tutti gli altri costruttori.
Alex Marquez, Gresini Racing, Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Da quando la KTM RC16 di Pedro Acosta si è fermata a metà gara del GP di Catalogna il 17 maggio, causando l'incidente di Alex Marquez e le spaventose immagini viste alla curva 10 del tracciato catalano, i tecnici del costruttore austriaco cercano di capire il motivo di quel guasto e, soprattutto, la reiterazione che ha portato a problemi successivi sulla moto del murciano, che si è fermata fino ad altre quattro volte nei Gran Premi successivi.
Come già accaduto nel 2020, quando Yamaha chiese di aprire i motori della M1 per motivi di sicurezza, ora KTM ha chiesto ai membri della MSMA, l'associazione dei costruttori, di poter ispezionare i propri propulsori, per determinare la radice del problema.
Tuttavia, affinché ciò possa andare avanti, è necessaria l'autorizzazione di tutti i marchi: Honda, Yamaha, Ducati e Aprilia. Quest'ultima è l'unica che, apparentemente, ha dato il via libera.
Il direttore sportivo di KTM, Pit Beirer, ha confermato questa domenica che "qualcosa non va" nei motori della KTM, provocando quelle situazioni che portano la moto a fermarsi improvvisamente in pista.
"C'è qualche problema con i nostri motori. Sappiamo che questo rischio esiste ancora con alcune unità, e abbiamo adottato altre misure per evitarlo", ha spiegato ai microfoni di Sky, aggiungendo: "Voglio ringraziare Sterlacchini e Rivola di Aprilia per il loro aiuto", lasciando intendere chiaramente che la Casa di Noale è l'unica che, per il momento, è disposta ad autorizzare l'ispezione.
Pit Beirer, director de Motorsport de KTM Racing
Foto de: Gold and Goose Photography / Getty Images
Da regolamento, eccetto Honda e Yamaha che hanno le concessioni, i costruttori di MotoGP devono sigillare i propri motori prima del primo Gran Premio della stagione, consegnando un'unità identica alla direzione tecnica dell'IRTA, per poter avere sempre un riferimento e confrontare i pezzi. Una volta sigillato un motore, non può essere aperto e, tantomeno, smontato, senza l'autorizzazione di tutti i membri della MSMA.
"La situazione non è facile, c'è qualcosa che non va nei nostri motori", ribadisce Beirer. "Sappiamo che questo rischio esiste ancora in alcune unità, per cui ne abbiamo attivate altre (nuove) per evitarlo. C'è un problema e dobbiamo risolverlo; ci sono motori che non possiamo usare anche per motivi di sicurezza. Dobbiamo sfruttare le vacanze estive per farlo". Un altro problema è che KTM, Aprilia e Ducati hanno i motori limitati ad otto unità per stagione, e si è disputata solo la metà dei Gran Premi.
Fino al GP della Repubblica Ceca, KTM aveva utilizzato sei motori per Brad Binder e altri sei per Acosta nel team ufficiale; e cinque per Enea Bastianini e quattro per Maverick Vinales in quello satellite. Dei sei di Binder, tre sono già stati inviati in fabbrica come "motore ritirato dall'assegnazione", mentre uno di Pedro e uno di Enea sono stati ugualmente ritirati.
Non sono state fornite informazioni al riguardo dopo il GP d'Olanda e, per il momento, nemmeno dopo quello di Germania. I motori che vanno in fabbrica possono essere controllati senza aprirli in nessun caso. I costruttori possono aprire un motore solo in presenza di un tecnico dell'IRTA.
Secondo quanto appreso da Motorsport.com, questo fine settimana si sono tenute diverse riunioni al riguardo al Sachsenring, l'ultima delle quali domenica pomeriggio, un ultimo tentativo di KTM di ricevere l'OK dal resto dei costruttori, che non è arrivato.
A differenza del 2020, quando Yamaha chiese di aprire i motori e ricevette l'autorizzazione degli altri, il costruttore di Iwata aveva individuato perfettamente il problema, che erano alcune valvole consegnate da un fornitore che avevano cambiato millimetricamente le loro dimensioni, causando problemi.
Ora, tuttavia, non c'è la certezza che KTM conosca il problema o se, sostanzialmente, ciò che vuole sia scoprirlo aprendo i motori. In una stagione così serrata e con la corsa al titolo così aperta, qualsiasi "vantaggio" può essere importante, da qui il fatto che tutti i costruttori stiano giocando le proprie carte con molta cautela.
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