MotoGP | Honda tiene bassa l'asticella anche se Austin è un suo "feudo" storico
La Casa giapponese ha vinto otto delle dieci edizioni del Gran Premio delle Americhe, ma i suoi piloti sono consapevoli che non può bastare un tracciato favorevole per risolvere tutti i problemi della RC213V. Austin però piace a Marini, che lo scorso anno ha colto il suo primo podio, quindi può aiutarlo a risalire la china.
Se si guarda al passato recente, Austin sembra poter essere la pista giusta per aiutare la Honda a rialzare la testa e cominciare ad uscire dalla crisi. Il saliscendi del Texas, infatti, è stato il teatro dell'unica affermazione della Casa giapponese nelle ultime due stagioni, con Alex Rins che è stato bravissimo ad approfittare di un clamoroso errore di Pecco Bagnaia per condurre alla vittoria la RC213V del Team LCR.
Grazie anche alle sette affermazioni precedenti di Marc Marquez, si fa presto a capire che la Honda si è imposta per ben otto volte in dieci edizioni dell'evento del Circuit of the Americas, ma nel box griffato Repsol sembra esserci grande prudenza in vista della trasferta statunitensi.
Il tutto nonostante il COTA sia una pista speciale anche per Luca Marini, che lo scorso anno, quando difendeva ancora i colori della VR46 in sella ad una Ducati, ha colto il suo primo podio in MotoGP, chiudendo secondo proprio alle spalle di Rins. Il marchigiano però è consapevole che questo fine settimana la musica potrebbe essere molto diversa, visto che non ha ancora trovato il giusto feeling con la RC213V e che nei primi due weekend della stagione è sempre stato in coda al gruppo.
"Austin occupa un posto speciale nel mio cuore e ho dei bei ricordi dell'anno scorso. Quest'anno arriviamo in una situazione diversa, ma sono ancora convinto che possiamo fare ulteriori progressi in America. Il circuito texano è molto particolare e la Honda ha avuto successo in passato. A prescindere dalla pista, il nostro obiettivo e la nostra intenzione rimangono invariati, perché continuiamo a costruire questo progetto", ha detto Marini.
Joan Mir, Repsol Honda Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Così come è molto prudente il suo compagno di box Joan Mir, che fin qui ha fatto meglio dell'italiano, ottenendo tutti i sette punti colti tra il Qatar ed il Portogallo dalla HRC. Tuttavia, anche il maiorchino non sembra intenzionato a guardare al passato scintillante della Honda su questo tracciato.
"Andare in America è sempre bello, possiamo vedere questi tifosi solo una volta all'anno, quindi è importante regalargli un buon spettacolo. Andiamo sul terzo circuito molto diverso in tre gare, quindi dobbiamo capire come va la Honda al COTA, che è uno dei più particolari del calendario e soprattutto nel primo settore della pista è molto specifico. La pista è stata riasfaltata in buona parte dall'ultima volta che siamo stati qui, quindi non vedo l'ora di capire l'impatto di queste modifiche", ha concluso Mir.
Watch: Video MotoGP | Il Gran Premio delle Americhe con VideoPass
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments