MotoGP | Honda prima degli "altri" con Zarco: "Ho imparato a godere nelle difficoltà"
Il pilota del Team LCR si è reso protagonista di un weekend strepitoso in Argentina, conquistando la prima fila e piazzandosi poi quarto nella Sprint e sesto nella gara lunga. Davanti a lui c'erano solamente la Ducati e questo la dice lunga sulla grande crescita che la Honda è riuscita a fare nel corso dell'inverno.
Johann Zarco, Team LCR Honda
Foto di: LCR Honda MotoGP Team
Se si deve indicare le grandi rivelazioni del weekend di Termas de Rio Hondo della MotoGP, la risposta è fin troppo semplice e scontata: Johann Zarco e la Honda. In Argentina, il pilota francese ha vissuto un fine settimana a dir poco spettacolare, soprattutto se si considerano le scarse prestazioni che la RC213V era in grado di offrire fino ad appena un paio di mesi fa.
Dopo aver conquistato addirittura la prima fila in qualifica (cosa che per la Honda non accadeva dal GP d'Italia del 2023), il portacolori del Team LCR non ha nascosto la sua ambizione di voler provare a riportare sul podio una moto della Casa giapponese. Un'impresa che non gli è riuscita, ma che non toglie niente alla sua grande performance, visto che ha chiuso quarto nella Sprint e sesto nella gara lunga, e che davanti a lui c'erano solo quelle schiacciasassi delle Ducati.
Se a tutto questo aggiungiamo che il gap dal vincitore Marc Marquez è stato solo di poco superiore ai 7 secondi, è chiaro che il pilota di Cannes può essere molto soddisfatto del lavoro svolto questo fine settimana. Anche se, non è riuscito a nascondere anche una punta di rammarico per non essere riuscito a centrare quel podio che stavolta sembrava davvero alla portata.
"E' stato un fine settimana positivo ed anche una domenica eccellente. Ho provato a fare di tutto per salire sul podio. Rispetto a ieri, sono partito meglio e sono riuscito a risalire fino al terzo posto. Ho fatto due bei sorpassi su Pecco, ma lui è stato bravo a difendersi, incrociando entrambe le volte alla curva 9", ha detto Zarco quando ha incontrato i giornalisti dopo la gara.
"Oggi abbiamo avuto problemi di vibrazioni alla curva 11 e questo mi ha impedito di attaccare alle curva 12 e 13, dove mi sentivo forte. Facendo questa specie di yo-yo con Pecco, la mia gomma anteriore si è surriscaldata molto e non ho più potuto riprovarci. Ho sprecato molte energie per trovare un modo per passarlo, ma era troppo difficile".
Johann Zarco, Team LCR Honda
Foto di: LCR Honda MotoGP Team
"Poi ho dovuto rallentare, perché iniziavo a scivolare molto. Ho cercato di riprendere il ritmo per raggiungerlo, ma alla fine della gara la moto si muoveva ancora di più e non ho potuto controllare la rimonta di Diggia. Mi mancava un po' di performance nei cambi di direzione e lui mi ha superato. Poi volevo provare a tornargli davanti, ma non c'è stato modo di farlo", ha concluso, parlando della sua gara.
Quando poi è stato il momento di tracciare un bilancio del weekend, ha proseguito: "Il sesto posto è buono, abbiamo avuto un weekend da sogno, ma non abbiamo ottenuto il podio e questo mi ha fatto un po' arrabbiare. Ci sono tante piccole cose in una gara che, se girano bene, possono farti guadagnare anche quattro secondi e salire sul podio. Ma se si fa un po' più di fatica, alla fine si arriva sesti".
"Volevamo sognare fino alla fine, per questo ci siamo detti che questa era un'opportunità e che dovevamo giocarci il podio. Detto questo, la prima sensazione è quella di accettare un po' questa delusione. Ma poi devo anche dire che sono molto contento: ho fatto dei punti importanti, il distacco dal primo non è enorme e sono il primo dietro a cinque Ducati. Non è male", ha aggiunto.
Che la Honda fosse partita con il piede giusto lo si era capito già in Thailandia, ma quanto fatto dal due volte iridato della Moto2 in Argentina forse è andato addirittura oltre le aspettative, perché una moto che lo scorso anno era inchiodata all'ultimo posto della classifica costruttori è stata con regolarità la seconda forza dietro alle Ducati. Finalmente, dunque, sembra essere stata imboccata la strada giusta per riportare il marchio dell'ala dorata dove merita di stare.
"Ora la Honda la guido bene e cerco di sfruttare i suoi punti di forza come ad esempio l'anteriore, che ci dà tanta fiducia. Abbiamo inoltre una buona percorrenza nelle curve e sfruttiamo bene il gas. Purtroppo il motore è ancora troppo debole e di conseguenza bisogna forzare, cercando di ridurre alcune vibrazioni. Però mi sto divertendo e voglio fare un altro step. Sono un pilota che ha imparato a godere nelle difficoltà", ha concluso.
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