MotoGP | Honda: la rivoluzione aerodinamica inizia con Albesiano
La Casa giapponese sembra aver dato un taglio netto con il deludente passato recente: dopo aver scelto il tecnico piemontese al vertice della HRC, ha avviato un piano di revisione della RC213V che è solo nella fase embrionale, ma che già evidenzia nei test di Sepang una diversa modalità d'approccio alla stagione 2025. Vediamo come...
Johann Zarco, Team LCR Honda
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La Honda sta programmando il riscatto in MotoGP dopo le recenti brutte figure e, nei test di Sepang che anticipano la stagione 2025, si è presentata con una moto completamente diversa da quella molto deludente che avevamo visto lo scorso anno.
La Casa giapponese sta scommettendo su Romano Albesiano, l’ex direttore tecnico Aprilia, per programmare un rilancio in attesa che cambino i regolamenti tecnici nel 2027. In Malesia abbiamo potuto osservare una RC 213V completamente diversa che denota un approccio aerodinamico rivoluzionato, rompendo con uno schema che era stato sviluppato dai nipponici e aprendosi ai concetti che, in particolare, le Case italiane come Ducati e Aprilia, hanno saputo introdurre.
Ecco il nuovo codone molto profilato della Honda RC 213V provato a Sepang
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Sebbene l’arrivo del tecnico piemontese sia datato solo da inizio gennaio, l’impronta del suo approccio (è un ingegnere aerodinamico di nascita) sembra vedersi nel nuovo approccio che la Honda finalmente ha appreso affidandosi a un responsabile tecnico che non fosse del Sol Levante e aprendosi, in grave ritardo, all’esperienza maturata in Europa.
Già nello shakedown dei giorni scorsi Aleix Espargarò, nuovo collaudatore del marchio, aveva potuto scoprire alcune delle molte novità che i piloti impegnati nella sessione di tre giorni avranno modo di scoprire. Joan Mir ha chiuso la prima giornata con il sesto tempo a mezzo secondo da Fabio Quartararo con la Yamaha, ma il dato più interessante è che il maiorchino ha tolto mezzo secondo dalla sua prestazione di novembre sulla stessa pista.
Joan Mir ha iniziato con la Honda HRC con la vecchia configurazione del codone
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
L’attenzione degli addetti ai lavori è caduta sul codone che è stato liberato dai flap verticali e dalla vistosa ala posteriore a sbalzo, per presentare ora una soluzione molto profilata e tondeggiante che cerca l’efficienza aerodinamica, più che il carico. È evidente che si tratta del punto di ripartenza e che poi vedremo le evoluzioni, ma è un taglio netto con quanto visto di recente.
Somkiat Chantra, Team LCR Honda
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Anche la carena è già in linea con i nuovi dettami che ha imposto la Ducati GP25: si sono viste diverse interpretazioni del soffiatore per portata d’aria e grandezza ed è apparso quel vistoso canale che separa questo strumento aerodinamico dalla carena che presenta un bordo d’entrata sporgente ai limiti del regolamento e poi più indietro rivela uno scavo che identifica la volontà di incrementare il canale Venturi utile a creare più downforce quando la moto è alla massima piega.
Ovviamente non manca il gradino che risulta un po’ coperto dal flap verticale, seguendo un concetto che è ormai diffuso su tutte le MotoGP, mentre l’aletta è forse l’elemento più tradizionale con la forma ad asola e dimensioni leggermente ridotte.
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