MotoGP | Finalmente Di Giannantonio: "A podio cotto, ma felice!"
Il portacolori di VR46 è stato autore di una grandissima gara ad Austin, dove stringendo i denti è riuscito a centrare una terza piazza che lo galvanizza dopo un inverno durissimo e un fisico ancora debilitato che però non lo frena nella rincorsa ai primi.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
E' proprio il caso di dirlo: finalmente l'inverno pare ormai messo alle spalle per Fabio Di Giannantonio, al suo primo podio nella stagione 2025 di MotoGP in occasione del GP delle Americhe.
Il grande lavoro compiuto nei mesi scorsi dal romano ha portato i suoi frutti in un fine settimana che lo aveva già visto piuttosto pimpante fin dalle prove cronometrate, per poi arrivare a concluderlo con un meritato terzo posto nella gara di domenica.
'Diggia' ha dato tutto quello che poteva, combattendo anche contro un fisico debilitato che alla fine gli ha presentato il conto una volta sceso dalla sua Ducati, accusando un calo di zuccheri notato subito quando si è presentato ai microfoni di Sky Sport.
"Sono stanchissimo e sicuramente avrò bisogno di dormire parecchio stanotte per recuperare... sono veramente cotto!", ha detto il portacolori di VR46.
"Questo podio è fantastico, lo volevo davvero! Per me stesso, per il team e per l'inverno che abbiamo passato, facendo un grandissimo lavoro assieme".
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Al via Di Giannantonio si è messo subito in quarta piazza dietro al solito trio capitanato da Marc Marquez, seguito dal fratello Alex e Pecco Bagnaia, ma quando lo spagnolo della Casa di Borgo Panigale è scivolato al giro 9 ecco arrivare la ghiotta occasione di salire in Top3.
Nel finale l'ottimo Fabio è stato in grado di recuperare anche nei confronti di Alex Marquez (nel frattempo superato dal vincitore Bagnaia), ma senza riuscire a sfilargli la piazza d'onore e comunque chiudendo distrutto, ma con un grandissimo sorriso in volto.
"Abbiamo avuto un bel regalo da parte di Marc, ma queste sono le corse; ci prendiamo questo podio e ce lo godiamo, sono tornate le giuste sensazioni".
"La gara è stata super, ma anche molto tosta. Al settimo giro il braccio sinistro mi ha salutato... Stavo spingendo all'inizio, anche se non avevo il passo di chi mi era davanti".
"Non guardo quasi mai la tabella che mi espongono sul rettilineo, se non quando inizio ad essere stanco; solitamente noto che mancano 5 giri, stavolta c'era scritto 11 e lì mi sono detto che eravamo morti".
"Invece ho iniziato a compensare con tutto il resto del corpo, probabilmente è lì che mi sono stancato tantissimo. Però forse sono anche riuscito a fare un bel lavoro risparmiando un pochino di più la gomma rispetto ad Alex, sul quale stavo recuperando".
"Purtroppo non ne avevo di più, ma sono contentissimo per questo garone! Fare il podio qui dopo un inverno infinito e miliardi di ore di fisioterapia, col team che mi ha aiutato in tutto mi rende davvero soddisfatto... sfinito, ma felice".
"Sto arrivando ad una condizione fisica ottima, sicuramente trascorrere una settimana a casa aiuterà in vista del Qatar. In realtà non manca tanto, ma il problema è che Austin è già una gara lunga e molto impegnativa anche se sei al 100%. La MotoGP è una categoria tosta e con uno svantaggio fisico questo chiaramente incide maggiormente".
"Dopo ci sono piste in Europa che mi piacciono molto, le cose credo cambieranno e se riusciamo ad ottenere questi risultati quando siamo al 90%, una volta recuperato tutto possiamo divertirci".
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Infine il 26enne ha spiegato ancora una volta che gli servirà ancora un po' per essere in sintonia con la sua Desmosedici, sia per il recupero fisico che sta compiendo che per il lavoro portato avanti fino ad oggi con la squadra romagnola, cosa che lo sta facendo avvicinare ai migliori.
"Questa moto è molto diversa rispetto a quella che guidavo lo scorso anno, dunque mi manca ancora la fiducia per spingere in curva come fanno gli altri, chiudendo le linee facendo quelle giuste".
"Diciamo che ho ancora tre o quattro soluzioni che ho già utilizzato negli anni scorsi per provare a cambiare qualcosa, e che avevano funzionato. Ma provarle in un weekend di gara è sempre difficile, con condizioni di aderenza che cambiano continuamente come abbiamo avuto anche qui, tra sporco e pioggia".
"Penso che ci sia del margine per andare forte come gli altri, purtroppo serve ancora tempo e avendo saltato parecchi test, quella sono l'occasione per provare tante cose e prendere confidenza con la moto. Stiamo migliorando e avvicinandoci, ma dobbiamo ancora raggiungerli".
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