MotoGP | Fernández eroico: "Sabato avevo la schiena bloccata, non pensavo neanche al podio"
Il terzo posto centrato al Sachsenring dal pilota Trackhouse è un'impresa vera e propria, visto il retroscena che ha svelato all'arrivo, ma ora con la sua Aprilia si trova molto bene e riesce ad essere competitivo in tutte le situazioni.
Raul Fernandez, Trackhouse Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
C'è molto di più di un podio dietro alla prestazione di Raúl Fernández al Sachsenring, dove il portacolori di Trackhouse è stato a lungo dietro ai fratelli Márquez fin dalla partenza.
In sella alla sua Aprilia privata, al via del GP di Germania lo spagnolo si è messo all'inseguimento del leader Marc e di Alex, che però dopo una manciata di giri è scivolato lasciando il Campione del Mondo della Ducati in fuga solitaria.
A quel punto, Fernández si è ritrovato secondo e senza il dovere di rischiare, anche perché la Desmosedici #93 era oggettivamente imprendibile, ma alle sue spalle è giunto pian piano Ai Ogura a farsi minaccioso, fino a quando il giapponese non ha portato l'attacco al compagno di squadra sfilandogli la piazza d'onore.
Ma come ha rivelato nel post-gara, le condizioni fisiche del madrileno erano tutt'altro che buone per salire in moto, dunque il terzo gradino del podio è un risultato da accogliere a braccia apertissime per come si erano messe le cose.
"Sono veramente contento perché durante le Libere 2 di sabato mattina ho avuto un problema sulla moto che mi ha fatto fare un movimento brusco; la schiena mi si è bloccata e non sono riuscito a fare più nulla", racconta il 25enne.
"Ho fatto solamente trattamenti e massaggi, saltando anche le attività coi media. Stamattina, quando mi sono svegliato, riuscivo a muovermi abbastanza bene e quindi non posso far altro che ringraziare il mio fisioterapista Elu: ha fatto un lavoro incredibile e quindi è grazie a lui e alla squadra di fisioterapisti che la MotoGP porta in pista se sono qui ora".
Raul Fernandez, Trackhouse Racing, Ai Ogura, Trackhouse Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Oltre a questo, Fernández ha sottolineato come si stia trovando molto bene con la propria Aprilia-Trackhouse grazie al lavoro compiuto con il team nella messa a punto che da alcune gare gli consente di esprimersi al meglio.
"Nella settimana di Barcellona siamo riusciti a lavorare sulla parte anteriore che mi dà molta più fiducia in frenata, riuscendo a staccare e a rilasciare il freno nel modo in cui facevo prima di arrivare in MotoGP; questo mi consente di guidare più forte ed essere più competitivo, da allora non ho più toccato nulla sulla moto".
"In partenza ho rischiato perché mi sono dimenticato di sbloccare l'abbassatore e in curva 3 ho strisciato per terra, poi sono riuscito a risistemare il tutto".
"Dopo è arrivato Ai e lì non ho potuto fare molto, anche perché è molto impegnativo lottare con lui visto che è un pilota leggero che conserva maggiormente le gomme per gli ultimi giri. Al via fatica qualche tornata a scaldarle, ma dopo ne ha di più degli altri e quindi non c'è molto da fare".
"Fosse stato subito attaccato a Marc, probabilmente avrebbe anche potuto combattere con lui, mentre noi lottiamo sempre per arrivare nelle migliori condizioni alla fine con le gomme".
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