MotoGP | Ecco perché Raul Fernandez cerca ancora il suo nuovo contratto
Nonostante abbia iniziato questa stagione con lo stesso slancio con cui ha concluso quella precedente, Raul Fernández non ha ancora ricevuto alcuna offerta concreta che gli consenta di pianificare il suo futuro oltre quest'anno in MotoGP.
Da alcuni mesi Raul Fernandez appare diverso, molto più solido in pista e maturo fuori, quando deve dare spiegazioni davanti ai giornalisti.
La scorsa stagione, la migliore da quando gareggia nella classe regina, è andata in crescendo, fino al punto di ottenere una vittoria e due podi nelle ultime quattro gare del calendario. Un'accelerazione che lo ha portato a finire nella top ten della classifica generale e come secondo miglior pilota Aprilia. E questo nonostante la caduta subita a Portimao, nella penultima gara della stagione, nella quale si è infortunato alla spalla sinistra, cosa che gli ha impedito di schierarsi sulla griglia di partenza della domenica.
L'eco di quei problemi si è ripetuto domenica scorsa, a Buriram, durante il Warm-Up prima della gara che ha aperto il Mondiale: le immagini hanno mostrato come Fernandez soffrisse alla spalla colpita da una brutta sbacchettata. Nonostante tutto, il ragazzo del team Trackhouse è riuscito a salire sul podio tre ore dopo, eguagliando il terzo posto ottenuto sabato. Un risultato che lo pone nella stessa posizione in classifica generale, a nove punti da Pedro Acosta, il leader.
Sia Acosta che Marco Bezzecchi, i due piloti che lo precedono in classifica, hanno il futuro assicurato rispettivamente con Ducati e Aprilia. Non è così per Raúl, che continua a non avere offerte concrete per il 2027 nonostante il suo evidente salto di qualità.
Raúl Fernández, Trackhouse Racing, conversa con Davide Brivio, team manager della squadra
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"Sono molto tranquillo e mi limito a fare il mio lavoro. Ho Paco (Sanchez), il mio agente, che si occupa delle questioni relative al mio futuro. Da alcuni mesi ho smesso di preoccuparmi di tutto ciò che non posso controllare", ha commentato Fernandez in Thailandia, in una conversazione con Motorsport.com.
"Sia Davide (Brivio, il team manager di Trackhouse) che Paco mi hanno aiutato molto a concentrarmi sull'ultimo tratto del 2025. Ora non mi preoccupo di quali componenti hanno gli altri e io no; mi concentro semplicemente sull'estrarre il 100% del potenziale di ciò che ho a disposizione", aggiunge il #25.
Nonostante la sua apparente calma, il panorama non è semplice per uno dei nove spagnoli della griglia di 22, una quota troppo alta agli occhi di Liberty Media, promoter e proprietario del campionato, che sostiene la globalizzazione del campionato attraverso l'internazionalizzazione dei suoi principali protagonisti.
Un percorso complicato in MotoGP
"Raúl non ha avuto vita facile da quando è arrivato in MotoGP. Prima in Tech3 (2022), dove ha passato un brutto periodo e ha dovuto pagare un indennizzo alla KTM per potersi liberare dal contratto. Poi è approdato in RNF (2023), i cui mancati pagamenti e la cattiva gestione non hanno fatto altro che aumentare l'incertezza e l'insicurezza", spiega a Motorsport.com una fonte vicina al pilota del Trackhouse Racubg, una squadra con cui sta affrontando la sua terza stagione e dove ha finalmente trovato la stabilità che gli permette di dare il meglio di sé.
Raúl Fernández, Trackhouse Racing, festeggia il podio conquistato a Buriram domenica scorsa
Foto di: Qian Jun / MB Media via Getty Images
"Questo mi permette di tornare ad essere quel pilota che è arrivato in Moto2 e ha attirato così tanta attenzione", riflette Fernandez, che cerca di vivere lontano da tutto quel mercato che da giorni è in fermento, anche se per il momento non lo tiene troppo in considerazione.
Se consideriamo i movimenti che possono essere dati per scontati in attesa di essere annunciati, le opzioni a disposizione del pilota madrileno non sono molte. L'ingaggio di Pecco Bagnaia gli chiude le porte a un'ipotetica promozione nella squadra ufficiale Aprilia. Yamaha è più propensa a tentare Luca Marini affinché affianchi Jorge Martin nella sua struttura ufficiale, e anche il suo ingresso in Pramac non sembra facile. Honda si è affidata a Fabio Quartararo e nemmeno Joan Mir ha il posto assicurato; VR46 e Gresini stanno seguendo un'altra strada, insieme a Ducati e con l'attenzione rivolta ai debuttanti.
Stando così le cose, la mossa più logica sarebbe quella di ampliare il suo legame con Trackhouse. Tuttavia, Motorsport.com ritiene che Justin Marks, il proprietario, stia valutando molto seriamente la possibilità di vendere parte del team, un'operazione che potrebbe influenzare la scelta della formazione dei piloti titolari per il 2027.
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