MotoGP | Ecco perché il 2026 sarà un campionato di transizione
Lo status quo stabilito e dominato dalla Ducati, e l'entrata in scena del nuovo regolamento tecnico a partire dal 2027, significa che la maggior parte dei marchi che partecipano al Campionato del Mondo MotoGP guardano alla prossima stagione come ad una stagione di transizione.
Marc Marquez, Ducati Team, Luigi Dall'igna, Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
I quattro titoli consecutivi della Ducati dal 2022 sono la prova più evidente della sua superiorità, nell'attuale contesto normativo. Tuttavia, tale contesto lascerà il posto ad uno completamente nuovo l'anno prossimo, con l'introduzione di moto da 850 cc ed un'aerodinamica rivista.
Un cambiamento che apre una finestra di opportunità per gli altri costruttori, che sperano di poter tornare a competere per tutto. In termini di prestazioni e risultati, Aprilia è il costruttore più vicino a Ducati nella situazione attuale, anche se i numeri dimostrano che la Casa di Noale non è ancora in grado di essere considerata una vera minaccia.
KTM sembra essersi lasciata alle spalle, almeno temporaneamente, il terremoto economico che ha scosso l'azienda ed il suo reparto corse. Honda spera di consolidare la ripresa mostrata lo scorso anno, mentre Yamaha spera che gli ingenti investimenti effettuati comincino a dare i primi frutti.
Tenendo conto di tutto ciò, la logica e le testimonianze di alcuni dei contendenti presentano un 2026 di transizione per diversi fattori.
Aleix Espargaro, Honda HRC
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Per cominciare, i motori rimangono congelati dall'inizio del 2025, un fattore che elimina le possibilità di sviluppo di uno dei componenti più complessi delle moto. Oltre a ciò, anche il programma di aggiornamento dei prototipi varierà in modo significativo da quello che si potrebbe definire convenzionale.
L'arrivo dei nuovi regolamenti nel 2027 significherà che la maggior parte dei miglioramenti sarà introdotta durante la prima parte della stagione. "Prima della pausa estiva - prevista per luglio - mi concentrerò solo sulla moto 2027", ammette il collaudatore Honda Aleix Espargaro.
Allo stesso modo, va detto che gli pneumatici non varieranno rispetto alle specifiche già note, vista la partenza di Michelin alla fine del 2026 e l'arrivo di Pirelli nel 2027. Il piano del fornitore francese per il suo ultimo anno in MotoGP prevede la riduzione delle specifiche di pneumatici anteriori disponibili da tre a due, oltre ad aver frenato l'introduzione di una nuova costruzione anteriore su cui si stava lavorando.
Con un occhio al mercato
Questo cambiamento di programma è rafforzato anche dal desiderio di alcuni team di cercare di convincere i piloti che desiderano confermare, in alcuni casi, o aggiungere alla loro formazione in altri. Yamaha, KTM e Honda ne hanno particolarmente bisogno.
Il marchio dei diapason vorrebbe che Fabio Quartararo rinnovasse il suo impegno, che scade alla fine del 2026. "El Diablo" sembra aver esaurito la pazienza, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate negli ultimi mesi, ed è ancora in attesa di una svolta nelle prestazioni della M1 che lo seduca abbastanza da non passare oltre.
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
KTM si trova in una situazione simile con Pedro Acosta. Lo spagnolo ha già preso in considerazione una possibile uscita alla fine del 2025, un anno prima della scadenza del suo contratto, ma i dirigenti di Mattighofen (Austria) non si sono nemmeno seduti a negoziare una cifra di compensazione.
Acosta ha messo gli occhi su Ducati e Honda, e la KTM sa che la sua minima possibilità di prolungare la storia con il pilota di Mazarron è quella di mettere in pista un razzo in pre-stagione che lo faccia ricredere. Soprattutto perché a Motorsport.com risulta che l'idea del numero 37 è quella di chiudere il suo futuro prima che il Campionato del Mondo prenda il via in Thailandia all'inizio di marzo.
Per quanto riguarda la Honda, la fabbrica di Tokyo è, stando ai numeri, quella che è cresciuta di più rispetto al 2024 - ha ottenuto il 25% di punti in più. Se questo indicatore sia sufficientemente rappresentativo per concludere che il gigante giapponese si è finalmente risvegliato dal suo torpore sarà chiaro nei prossimi mesi.
Anche se nessuno dei partecipanti ammetterà apertamente di essere più concentrato sul progetto 2027 che sul campionato che prenderà il via in Thailandia il prossimo marzo, la realtà va in quella direzione.
"Nessuno deve aspettarsi che le cose siano molto diverse quest'anno, perché le cose saranno più o meno le stesse del passato", ha dichiarato un funzionario Honda a Motorsport.com.
Il punto di vista del marchio dell'ala dorata è condiviso dalla Yamaha, che ha dato una scossa alla sua struttura in vista del 2025 e ha riportato in auge la sua struttura satellite, in attesa che tutta questa iniezione di capitale abbia un effetto in pista, cosa che non è ancora avvenuta.
Augusto Fernandez, Yamaha Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
L'azienda di Iwata si è già divisa la scorsa stagione per correre con la M1 con il motore a quattro cilindri in linea, sviluppando parallelamente il motore V4, con il quale Augusto Fernandez ha già gareggiato in alcune tappe del calendario come wild card.
È molto probabile che le prestazioni dell'Aprilia non si discostino molto da quelle dell'ultimo Campionato del Mondo, anche se rimane l 'interrogativo su Jorge Martin e su come affronterà il secondo anno di contratto dopo un primo anno tormentato da imprevisti.
La RS-GP potrà anche continuare a crescere, ma le statistiche dimostrano che, nell'arco di un campionato, è ancora molto lontana dalla Desmosedici. Visti gli sforzi che Aprilia deve fare per convincere la casa madre Piaggio ad aprire il rubinetto in condizioni normali, probabilmente costerà un po' di più in vista di un cambio di regolamento che richiederà un'iniezione maggiore del solito.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
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