MotoGP | Ecco perché i team non hanno ancora annunciato i loro acquisti per il 2027
Il rinnovo di Marco Bezzecchi con Aprilia è l'unico trasferimento ufficiale del mercato piloti della MotoGP 2027, nonostante molte altre operazioni siano già state concluse. L'assenza di annunci non è casuale, ma risponde ad una ragione collettiva di grande rilevanza per il futuro del campionato.
In effetti, la rappresentazione di una cerimonia di nozze organizzata dal marchio di Noale il giorno prima dell'inizio dei test a Sepang ha infastidito i costruttori che sostengono questo silenzio amministrativo assolutamente intenzionale.
Motorsport.com ritiene che la maggior parte delle mosse che riguardano i box delle scuderie ufficiali siano già state definite e firmate.
È il caso del rinnovo di Marc Marquez con Ducati e dell'ingresso nel box Rosso di Pedro Acosta, che prenderà il posto di Pecco Bagnaia ora che il due volte campione (2022 e 2023) ha deciso di impegnarsi con Aprilia.
Nonostante si fosse seduto al tavolo delle trattative con Yamaha, i problemi a tutti i livelli che il marchio del diapason ha mostrato in Malesia e un'offerta che, a suo avviso, era insufficiente, hanno portato Pecco a cambiare rotta e ad unirsi all'altra Casa italiana del campionato, dove ritroverà Bezzecchi, uno dei suoi migliori amici nel paddock.
L'annuncio del rinnovo di Marco Bezzecchi con Aprilia non è stato accolto bene dal resto dei team della MotoGP.
Foto di: Aprilia Racing
In risposta al passaggio di Fabio Quartararo alla Honda, la Yamaha ha messo sotto contratto Jorge Martin, in attesa di definire chi affiancherà il campione del mondo del 2024. La KTM, dal canto suo, ha già concluso la promozione dal suo team satellite (Tech3) di Maverick Vinales, che condividerà il box con Alex Marquez.
I pezzi dei team indipendenti saranno posizionati dopo quelli ufficiali, anche se quasi metà della griglia sa già quali colori sfoggerà all'inizio dell'era delle moto 850cc. Si dà il caso che solo una di queste manovre, quella di Bezzecchi, sia stata comunicata al mondo. E questo non è casuale.
Dietro questo silenzio c'è una strategia concordata dai membri dell'Associazione dei Costruttori (MSMA), che da mesi, quasi un anno ormai, negozia con Dorna, ora ribattezzata MotoGP Sports Entertainment, per quello che sarebbe l'equivalente del cosiddetto Patto della Concordia nel Campionato Mondiale di Formula 1.
Si tratta del contratto che stabilisce i compensi derivanti dallo sfruttamento dei diritti commerciali del campionato, fondamentalmente televisivi. L'accordo attuale tra il promotore ed i partecipanti scade alla fine di questa stagione, e il braccio di ferro per firmare quello nuovo, che dovrebbe coprire il periodo tra il 2027 e il 2031, non accenna a sbloccarsi.
In questa situazione, i team preferiscono non rendere pubblici i nomi dei loro piloti in vista del 2027, perché al momento non esiste un documento che li vincoli al campionato in quella data.
Infatti, Motorsport.com ha potuto constatare che molti di questi annunci, che avrebbero già dovuto essere resi pubblici, sono stati messi in pausa, in attesa di vedere come si evolveranno le trattative.
Le due parti coinvolte (Dorna e i team) si sono incontrate più volte nelle ultime settimane di persona. Il primo di questi incontri più recenti si è tenuto la sera del 4 febbraio al nono piano dell'hotel Sama Sama, dove è concentrata la maggior parte del personale che partecipa alle prove invernali sul circuito malese di Sepang.
All'incontro erano presenti Lin Jarvis, il rappresentante scelto dalla MSMA per guidare il dialogo con Dorna, Paolo Pavesio (Yamaha), Massimo Rivola (Aprilia) e Pit Beirer (KTM). Il giorno successivo, nell'hospitality Ducati allestita a Sepang, lo stesso gruppo si è riunito nuovamente, con l'aggiunta di Gigi Dall'Igna (Ducati). L'idea era quella di riorganizzarsi prima di sedersi nuovamente al tavolo con Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna, a Kuala Lumpur, il giorno prima dell'evento di lancio della stagione, il 7 febbraio.
Le due posizioni si stanno avvicinando, ma non è ancora chiaro quando ci sarà il verdetto. Il prossimo incontro della MSMA è previsto per martedì prossimo a Buriram, dove il campionato inizierà domenica, e non sarebbe assurdo pensare che allora si possa arrivare ad una svolta.
Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna Sports
Foto di: Alexander Trienitz
Le parti, in ogni caso, sono destinate a trovare un accordo per ovvie ragioni: tutti gli interessati desiderano che il campionato si svolga nel 2027. Il principale punto di discussione riguarda la distribuzione dei proventi del campionato, che provengono principalmente dalla televisione.
L'attuale proposta di Dorna prevede una quota fissa, che si aggirerebbe intorno agli otto milioni di euro per ogni squadra. Queste, dal canto loro, fanno pressione per cambiare il modello di distribuzione, affinché diventi una percentuale degli incassi. È così che funziona in Formula 1 che, come nel caso della MotoGP, è anch'essa di proprietà di Liberty Media.
I team ritengono che l'ingresso in scena del gigante nordamericano dell'intrattenimento sarà fondamentale per la crescita della MotoGP e che non ci sia stimolo migliore per loro che renderli partecipi dei profitti che si riusciranno a raggiungere.
Dorna, invece, preferisce mantenere l'attuale natura dell'accordo, anche se migliorandone la cifra. Ed è proprio in questa trattativa che le Case hanno deciso di mantenere il silenzio riguardo agli ingaggi dei piloti per il 2027.
Hanno adottato questa strategia come misura di pressione, anche se resta da vedere fino a che punto sarà efficace. Soprattutto perché, come dicevamo sopra, sono loro le principali interessate a far parte del sistema MotoGP, oltre ad aver già investito diversi milioni di euro nelle moto con motori da 850 cc con cui si correrà allora.
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