MotoGP | E' un Mondiale per ragionieri: un errore pesa più di 5 vittorie
L'attuale classifica delinea nuovamente un'anomalia nel sistema di punteggio: un solo errore è bastato per ribaltare la bellezza di 5 vittorie consecutive di Marc Marquez, premiando il fratello Alex sempre secondo. Le Sprint erano state introdotte per aumentare lo spettacolo, ma hanno reso ancora più importante la costanza a scapito delle vittorie.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Chi va piano, va sano e va lontano. Questo detto è famosissimo, ma non è mai calzato troppo bene al mondo del motorsport. Almeno fino a quando le Sprint non sono diventate un appuntamento fisso nei weekend della MotoGP, raddoppiando di fatto le occasioni di accumulare punti, che nella stagione 2025 sono diventate addirittura 44.
Le Sprint sono arrivate per cercare di dare un po' più di pepe alla classe regina, ma il paradosso è che stanno rendendo il Mondiale una sorta di "endurance", nella quale essere costante viene premiato molto di più che essere vincente. E' vero che De Coubertin diceva "l'importante non è vincere, ma partecipare", ma bisogna evitare che la caccia al titolo della MotoGP prenda questa deriva.
Lo scorso anno si era già discusso parecchio del sistema di punteggio, dopo che Pecco Bagnaia è uscito sconfitto nel duello con Jorge Martin, nonostante il pilota italiano avesse conquistato ben 11 successi domenicali contro gli appena 3 del madrileno, pareggiando anche il conto delle Sprint portate a casa con "Martinator". Nessuno mette in dubbio che il piemontese abbia sbagliato troppo, ma che otto zero (la maggior parte dei quali proprio nelle Sprint) abbiano avuto un peso specifico maggiore rispetto a 18 vittorie complessive lascia qualche perplessità.
E che qualcosa non quadra nell'attuale sistema di punteggio lo conferma anche l'inizio del 2025: un solo errore, quello commesso domenica ad Austin, è bastato per vanificare la bellezza di cinque vittorie consecutive che Marc Marquez aveva conquistato tra Sprint e gare lunghe. Grazie all'ennesimo secondo posto, il sesto consecutivo, suo fratello Alex infatti lo ha passato di una lunghezza. Ed anche un Bagnaia vincitore in Texas, ma in precedenza deludente, ha visto quasi azzerarsi il suo gap (ora è a -12).
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: David Buono - Icon Sportswire - Getty Images
Negli ultimi anni la MotoGP ha copiato spesso la Formula 1, ma si ostina a non farlo proprio con il sistema di punteggio. E' vero che nel Circus delle quattro ruote vanno a punti solo i primi dieci, ma da quando è stato introdotto il sistema che paga 25 punti per ogni vittoria è stato creato un divario di 7 tra il primo ed il secondo.
Si potrebbe anche dire che non c'è poi questa gran differenza tra 5 e 7 punti di scarto, ma la matematica non è un'opinione: in realtà si parla di un 40% in più e non è affatto poco. Per fare un esempio pratico, con il sistema di punteggio della F1, Marc sarebbe ancora (meritatamente) in testa al Mondiale con 5 lunghezze di margine sul fratello minore: i suoi punti sarebbero sempre 86, mentre quelli di Alex passerebbero da 87 a 81.
Se non si vuole toccare i punteggi, con una stagione così lunga potrebbe essere sensato anche tornare a concedere degli scarti, per esempio un paio nelle gare lunghe ed altrettanti nelle Sprint. Vorrebbe dire comunque tenere la bellezza di 40 risultati validi, concedendo ogni tanto un margine di errore in un calendario così lungo e massacrante. Questo eviterebbe anche di far gettare all'aria la stagione a quei piloti che si infortunano, perché con così tanti GP ormai basta anche una caduta banale per saltare facilmente anche quattro gare tra Sprint e lunghe.
Queste sono solo idee e potrebbero esserci anche tante altre opzioni valide. Ma la sensazione è che ora si debba provare a fare qualcosa se si vuole evitare che i piloti più veloci del mondo finiscano per indossare i panni dei ragionieri invece che quelli dei cavalieri del rischio.
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