MotoGP | Ducati sfrutterà al massimo l'imbattibile motore 2024 fino alla fine dell'era 1000cc
Il costruttore italiano punta a mantenere nella sua Desmosedici GP26 la base dello stesso motore che sta dominando la MotoGP dal 2024, prolungandone la vita utile fino all'entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico, nel 2027.
Quando nel novembre 2024 Marc Marquez è arrivato nel box ufficiale Ducati e ha provato la Desmosedici GP24 e la GP25 per confrontarle, ha capito che la differenza tra i prototipi che stava provando in quel test a Valencia e quello che aveva lasciato nel box di Gresini, la GP23, era abissale.
Ma né lo spagnolo, né Pecco Bagnaia, il suo compagno di squadra, sono stati categorici nel puntare sulla moto campione del 2024 o del 2025. "I due piloti concordano nei loro commenti", è stata la versione ufficiale, confermata dagli stessi piloti nelle loro dichiarazioni, dando senso all'affermazione del costruttore, che assicurava che "il motore è quasi lo stesso".
Nel suo primo anno, la GP24 ha dominato senza pietà. Pecco ha ottenuto undici vittorie nei Gran Premi e cinque nelle Sprint; Jorge Martin ha vinto il campionato del mondo, totalizzando tre vittorie la domenica e sette il sabato; mentre Enea Bastianini ha completato il dominio con due vittorie in gara e altre due nelle Sprint. Solo Marc Marquez, con la GP23 di Gresini, e Maverick Vinales, con l'Aprilia, sono riusciti a totalizzare rispettivamente tre e una vittoria, in risposta al dominio della Ducati 2024.
Il passaggio dal motore 2023 al 2024 è stato il grande salto della Desmosedici GP, il capolavoro dell'ingegnere capo di Borgo Panigale, Gigi Dall'Igna, e nonostante le dichiarazioni ambigue rilasciate durante tutto questo tempo sui motori, ora il costruttore spiega che da allora ha sempre lavorato su quel propulsore di base.
Gigi Dall'Igna, Direttore Generale di Ducati Corse
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Inoltre, dopo l'annuncio ufficiale nel maggio 2024 che la MotoGP introdurrà un nuovo regolamento tecnico a partire dal 2027, Ducati ha capito che, avendo un motore quasi "imbattibile", non aveva molto senso costruirne uno nuovo da zero per il 2025. E tanto meno con i motori congelati per il 2026 da tutti i costruttori, tranne Yamaha.
"Il motore di quest'anno è identico per oltre il 90% a quello dell'anno scorso e a quello di due anni fa", spiegano a Motorsport.com dal costruttore italiano.
La percentuale restante corrisponde a parti esterne, del contorno, che non sono soggette alla normativa sul congelamento dello sviluppo dei propulsori. "I motori sono quasi identici, hanno le stesse parti, gli unici cambiamenti che ci sono, da un anno all'altro, riguardano il materiale di alcuni elementi, alla ricerca di una maggiore affidabilità", aggiungono.
Nessuno parla di motori
Nel primo test pre-stagionale, lo scorso novembre a Valencia, Alex Marquez è sceso dalla GP24 per salire, in teoria, sull'ultimo modello della Desmosedici GP, lo stesso che avevano Marc e Pecco nel loro garage. Il pilota del Gresini Racing, che aveva appena conquistato il titolo di vicecampione del mondo, tuttavia, non ha voluto rivelare con quale motore avesse girato.
"Mi sono trovato bene con questa moto 'diversa', non voglio darle un nome, che sia GP25, GP26 o qualsiasi altra cosa, è semplicemente diversa. Mi sono trovato bene, e questo è positivo", ha ammesso il catalano appena sceso dalla moto, che nel 2024 ha sofferto non poco con la GP23.
Alex Márquez correrà quest'anno con una Ducati GP26 nel team Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Dopo i test di Sepang, Alex ha continuato a parlare di prove aerodinamiche e messa a punto.
"In pre-stagione ci sono molte cose da provare, Gigi viene più spesso ai box, sono stato il primo a montare la nuova aerodinamica", ha rivelato la scorsa settimana.
L'ultimo giorno dei test di Sepang, dopo una simulazione di Sprint nella quale è stato il più veloce superando Pecco e Marc, Alex ha insistito ancora una volta sui temi aerodinamici, senza menzionare il motore. "Non ho ancora deciso l'aerodinamica, ma mi sono sentito più a mio agio con quella dell'anno scorso. Il potenziale è simile; tutto dipende dalle caratteristiche di ogni pista".
Neanche Marc e Pecco hanno parlato del motore durante i test di Sepang, limitandosi a commentare le prove della nuova aerodinamica e, nel caso dell'italiano, le buone sensazioni che ha ritrovato dopo le difficoltà dello scorso anno.
Proteggere Bagnaia e il business
Per quanto Ducati ora ammetta che dal 2024 ha sempre mantenuto lo stesso motore nel suo prototipo MotoGP, sorprende che durante tutta la scorsa stagione il costruttore italiano non abbia messo fine alle voci e alle speculazioni sul fatto che il propulsore 2025 montato da Marc e Pecco fosse peggiore del 2024 di cui disponeva Alex Marquez.
Francesco Bagnaia, Ducati Team, Alex Márquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"La priorità di Ducati è sempre stata quella di lavorare affinché Pecco potesse recuperare il suo miglior livello, e questo includeva mantenere un ambiente il più tranquillo possibile intorno a lui", sottolineano le fonti, suggerendo che rendere pubblico il fatto che l'italiano ed il pilota della Gresini guidavano una moto quasi identica avrebbe affossato ancora di più Pecco.
Inoltre, bisogna tenere conto di un aspetto cruciale: quello commerciale. Ducati vende alle squadre satellite le moto ed i ricambi, applicando un prezzo per il modello dell'anno precedente e il doppio per l'ultima versione. Da qui deriva che la nomenclatura GP e l'anno, anche se alla Ducati non vogliono mai parlarne in questi termini, acquisiscono valore quando si tratta di far pagare a Gresini e VR46 le moto, teoricamente dell'ultimo modello, che guideranno Alex e Fabio Di Giannantonio.
La posizione ufficiale è che quest'anno tutti i piloti Ducati avranno un motore quasi identico con la base del 2024, e da lì sarà il costruttore a decidere quale aerodinamica, telaio e forcellone avrà ciascuno a seconda che si tratti di una GP25 o di una GP26.
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