Martín: "Il podio non era l'obiettivo, ora non mi pongo limiti"

Dopo la fantastica Pole di sabato, a Doha il portacolori della Ducati Pramac ha condotto per 18 giri prima di cedere a Quartararo e a Zarco. Ma il potenziale è enorme e lo spagnolo da questo terzo posto vuole trarre il massimo beneficio per il futuro.

Martín: "Il podio non era l'obiettivo, ora non mi pongo limiti"

Jorge Martín è stato il grandissimo protagonista del GP di Doha, nel quale ha colto il suo primo podio in MotoGP.

Partito dalla Pole Position - che già di suo era stato il super-risultato del sabato - il portacolori della Ducati Pramac ha condotto per 18 giri, fino a quando un irresistibile Fabio Quartararo non lo ha raggiunto e superato, beffandolo al traguardo.

Nelle ultimissime curve, Martín ha dovuto cedere anche la seconda piazza al suo compagno di squadra, Johann Zarco, accontentandosi comunque di un terzo gradino del podio che non era affatto nei suoi piani.

"Oggi è stata una bella lotta e ammetto che il mio obiettivo non era andare sul podio! - esulta sorridendo lo spagnolo ai microfoni di Sky Sport - E' meraviglioso e lo dedico a Fausto Gresini, che ha creduto in me fin dall'inizio della mia carriera".

Già domenica scorsa, Martín si era messo in luce con una partenza a fionda che dalle retrovie lo aveva proiettato fino alla Top5 in curva 1, cosa che ha provato a ripetere oggi dalla prima casella dello schieramento.

 

"Stare davanti per 18 giri alla seconda gara di MotoGP non è certamente facile, ma penso di essere stato bravo a gestire la corsa e le gomme. Fortunatamente nessuno mi ha superato all'inizio, altrimenti avrei dovuto sfruttare di più gli pneumatici, per quello ho tirato per rimanere primo anche se c'era qualcuno che ha provato a passarmi".

"Su questa pista, quando fai le curve più 'rotonde', devi utilizzare molto angolo e in accelerazione la gomma si consuma tantissimo. Siccome quando apro il gas solitamente sono molto forte, qua mi sono reso conto che avrei rischiato di rovinare subito gli pneumatici, quindi ho preferito modificare il mio stile di guida".

"Ero comunque tranquillo e il ritmo era buonissimo, quindi ho pensato solamente a stare in testa e non farmi superare. Quando c'è riuscito Quartararo ho provato a stare con lui, ma a quel punto la percorrenza curva cambiava e le gomme erano ormai finite, quindi non potevo rischiare ulteriormente".

Dopo il pilota della Yamaha, anche Zarco ha scavalcato il nativo di Madrid, che comunque ha preferito accontentarsi del terzo posto, seppur le possibilità di fare meglio ci fossero tutte.

"Peccato aver perso la seconda posizione all'ultimo giro, ma si trattava del mio compagno di squadra e non volevo rischiare un incidente fra noi. Ma se fosse stato un altro, ci avrei provato, sicuro al 100%! Sono molto contento per il team e per Johann, che ora è leader di campionato".

Da debuttante, il 23enne ha mostrato un potenziale davvero enorme, che è figlio del suo talento, del grande lavoro svolto assieme agli uomini del team Pramac e di una Ducati che è perfetta per il suo stile di guida.

"Onestamente la moto non è così difficile da guidare come pensavo all'inizio, ma c'è anche da dire che mi sto adattando molto in fretta. Anni fa si svolgevano tanti test su piste differenti, oggi abbiamo potuto lavorare in pre-stagione solo in Qatar, però eccomi qui sul podio, sfruttando il fatto di aver girato tanto su questa pista".

"Diciamo che mi manca ancora un po' di velocità e fare km, per questo era importante oggi rimanere in testa con pista libera, in modo da concentrarmi su questo tipo di lavoro".

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"Quando sei primo c'è però il problema che non puoi imparare dagli altri perché sono dietro e questo mi penalizza perché io ho ancora tantissimo da apprendere, essendo un rookie. E oggi ci sono riuscito tanto, soprattutto nella gestione di gomme e benzina, ma anche dal punto di vista della concentrazione. Quando stai davanti per così tanti giri, inseguito da cani rabbiosi che vogliono vincere, non è per niente facile!"

"Ho fatto una bellissima gara, stando da solo e gestendo a modo mio tutto, anche le traiettorie. A questo punto non mi pongo limiti, riuscire ad arrivare terzo alla mia seconda gara in MotoGP vuol dire che potrò arrivare in alto".

"La Ducati? Ha tanti punti di forza da imparare a sfruttare, sta a me e al team capire come farlo. So che è una grande moto, adatta al mio stile di guida. Riesco a frenare forte, a fermarla e ad aprire bene il gas; la Desmosedici su questi aspetti fa paura, quindi ero già convinto di salirci sopra, anche prima di parlare con Gigi Dall'Igna".

A questo punto ci si domanda cosa possa fare da qui in avanti un Martín che, nonostante sia in grande spolvero, preferisce mantenere i piedi per terra, facendo vedere che anche la testa è quella di un potenziale grandissimo pilota per il futuro del motomondiale.

"Sinceramente sono un debuttante e il mio obiettivo, per ora, è arrivare in Top10. Su altre piste sarà molto diverso perché in Qatar abbiamo girato per oltre 10 giorni, quindi c'era la possibilità di fare bene, specialmente se parti dalla Pole Position".

"Diciamo che se a Portimao e Jerez arriverò in Top10, allora sarò felice, con la speranza poi di andare un po' più avanti al Mugello, attorno al sesto-settimo posto".

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Jorge Martin, Pramac Racing al primo posto

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Jorge Martin, Pramac Racing, Johann Zarco, Pramac Racing

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