MotoGP | Ducati ha scelto: tutti i sei piloti avranno il motore 2024
Davide Tardozzi, team manager della squadra ufficiale Ducati, ha confermato a Motorsport.com che il marchio italiano ha optato per il motore del prototipo dello scorso anno per tutti e sei i piloti.
Questa decisione, presa negli ultimi 15 giorni, ha comportato un notevole cambiamento di piani ed una severa variazione della tabella di marcia preparata durante l'inverno. Marc Marquez e Pecco Bagnaia, compagni di squadra in Ducati per i prossimi due anni, hanno condiviso le loro impressioni sulla GP25 durante i test invernali.
Entrambi hanno sottolineato le difficoltà presentate da questo prototipo, soprattutto in frenata, rispetto al precedente (GP24), protagonista dello scorso campionato con un totale di 16 vittorie su 20 possibili. Il formato più compatto di questo pre-campionato e l'obbligo di omologare i motori per i prossimi due anni (2025 e 2026) ha fatto sì che Gigi Dall'Igna, direttore generale del reparto corse della Casa di Borgo Panigale, optasse per la via più conservativa e distribuisse ai sei piloti in gara su Ducati la stessa specifica di propulsore. Questo, però, costringerà gli operai bolognesi a fare gli straordinari per produrre unità di quel propulsore (GP24) che non erano inizialmente previste.
"Il motore sarà quello del 2024 per tutti i piloti Ducati: saremo in tempo per averlo? Beh, deve avvenire in circa otto o nove giorni, mentre il solito programma ci darebbe circa tre settimane", ha ammesso Tardozzi giovedì, parlando con Motorsport.com nel tendone Ducati. Considerando che la carovana partirà dalla Thailandia il 13 febbraio e che tutte le moto devono avere i motori omologati e sigillati prima della prima sessione di prove libere del primo round del Campionato del Mondo, il 28 febbraio, sempre in Thailandia, c'è poco spazio per gli errori. Il penultimo triplo salto mortale di un pre-campionato che non è stato facile in termini di decisioni, a parte gli aspetti strettamente sportivi.
"La cosa più difficile di questo inverno per la Ducati è stata decidere di non utilizzare nuovi elementi in cui credevamo molto. Il motore 2025 o il telaio, cose che non hanno funzionato come ci aspettavamo", ha aggiunto l'ex pilota. "Nel momento in cui Gigi ha deciso di non rischiare (con la moto 2025), abbiamo cambiato l'intero programma", ha aggiunto.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Per la Ducati, questo inverno è stato una sorta di umiliazione, perché non è facile accettare che il lavoro di sviluppo di tanti mesi non venga realizzato. Tuttavia, Tardozzi non si lascia andare a questioni di orgoglio e preferisce limitarsi al livello più pragmatico: "Non è solo una questione di umiltà, ma di realtà. In Ducati siamo realisti ed abbiamo visto che le cose non sono andate come volevamo. Abbiamo dovuto accettare il fatto che non siamo riusciti a migliorare ciò che avevamo".
In ogni caso, se per Tardozzi è un po' meno difficile riconoscere che la moto base che la Ducati utilizzerà a Buriram tra due settimane è la stessa dell'anno scorso, è perché il punto di partenza era vicino all'eccellenza. "La GP24 è una moto eccezionale. Non oserei dire perfetta, ma eccezionale. Sarà difficile migliorarla, anche se cercheremo di farlo a partire dal test dopo Jerez", ha sottolineato Tardozzi.
Morbidelli e Aldeguer hanno provato il motore della GP25
Nel garage occupato da Marquez e Bagnaia mercoledì c'erano sempre quattro moto, due per pilota. Tutte e quattro avevano motori e telai GP24, ma l'italiano è sceso in pista con il nuovo pacchetto aerodinamico, lo stesso che Marquez ha utilizzato in vari momenti giovedì.
A quanto risulta a Motorsport.com, la Ducati ha permesso a Franco Morbidelli e Fermin Aldeguer di provare il motore 2025 durante il primo giorno in Thailandia, una mossa che Tardozzi considera logica visto il sistema di raccolta dati di Dall'Igna: "Questa è la politica attuale della Ducati, che fa provare le cose anche ai piloti satellite".
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