MotoGP | Ducati difende il feudo Jerez con Alex Marquez, ma ha il sapore di una vittoria di Pirro
Aver fermato la striscia di cinque vittorie consuecutive dell'Aprilia è un segnale importante, ma la caduta di Marc Marquez finisce per far sorridere i rivali di Noale, perché il secondo posto ha permesso a Bezzecchi di consolidare la sua leadership. E ora il campione del mondo in carica è a -44...
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La Ducati è tornata a vincere nel Gran Premio di Spagna di MotoGP. Un segnale di cui aveva bisogno dopo cinque successi consecutivi dell'Aprilia a cavallo tra il 2025 ed il 2026. La sensazione però è che la difesa ad opera di Alex Marquez del feudo di Jerez de la Frontera, dove è imbattuta dal 2021, abbia un po' il sapore di una "vittoria di Pirro" per la Casa di Borgo Panigale.
Il rocambolesco successo di Marc Marquez nella Sprint di sabato - ottenuto grazie ad una caduta che ha favorito un cambio moto anticipato e discusso per il modo in cui il #93 ha imboccato la pitlane, tagliando sull'erba - sembrava aver rilanciato prepotentemente le ambizioni del marchio bolognese. Anche perché il campione del mondo in carica aveva ottenuto 12 punti in una giornata in cui le due Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin e la KTM di Pedro Acosta erano rimaste a secco.
Oggi però la situazione si è completamente ribaltata, perché è stato il pilota di Cervera a salutare la concorrenza senza concludere neanche due giri. Dopo essere stato superato dal fratello, che lui stesso indicava come il grande favorito, Marc ha provato a rimanere al gancio, ma per farlo ha esagerato alla curva 11 ed è finito ruote all'aria.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Uno zero pesante, che allunga addirittura a nove Gran Premi la striscia senza podi domenicali per la squadra ufficiale Ducati. Gli ultimi, infatti, sono stati quelli del trionfale Gran Premio del Giappone, vinto da Pecco Bagnaia nella giornata in cui Marc si è laureato campione del mondo per la nona volta. Dal suo infortunio, nella gara successiva a Mandalika, gli uomini in Rosso non sono più riusciti a fare festa nelle gare lunghe. E per trovare una striscia così lunga senza podi per la squadra ufficiale, bisogna tornare indietro di addirittura 12 anni, a cavallo tra il 2013 ed il 2014.
Sicuramente il trionfo di Alex Marquez è stato un segnale importante, perché per la prima volta in questa stagione si è vista una Desmosedici GP capace di tenere testa alle Aprilia anche alla domenica. Il guaio è che sia stata quella "sbagliata", perché il vice-campione del mondo in carica era il più distante in classifica tra gli uomini di punta del marchio e rimane comunque a 48 punti dal leader Bezzecchi.
Complice la caduta di Marc Marquez ed il ritiro di Bagnaia, dovuto ad un "inconveniente all'anteriore" che nel box Ducati non hanno voluto approfondire troppo, l'Aprilia è uscita quindi sorridendo da un weekend nel quale avrebbe dovuto giocare in difesa, visto che nella sua storia in MotoGP aveva ottenuto fin qui un solo podio in Andalusia.
La Casa di Noale ha piazzato ben quattro RS-GP nelle prime sei posizioni. Oltre a quella di Bezzecchi nella piazza d'onore, ci sono anche quella di Jorge Martin in quarta posizione e le due del Trackhouse Racing quinta e sesta con Ai Ogura e Raul Fernandez. La moto veneta, dunque, si è confermata molto versatile, superando a pieni voti l'esame di una pista che in passato aveva sempre sofferto. E probabilmente questo è un segnale ancora più forte di quello lanciato dai ducatisti.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Jose Breton - Pics Action - NurPhoto - Getty Images
Inoltre, nonostante lo zero nella Sprint, Bezzecchi riparte dalla Spagna con una classifica migliore di quella che aveva al suo arrivo: il vantaggio sulla moto gemella di Jorge Martin è salito a 11 punti e terzo, sia nella gara di oggi che nel Mondiale, c'è Fabio Di Giannantonio, che con il suo -30 è l'unico ad avergli artigliato un punticino nell'arco del weekend. Sono 35 poi le lunghezze di ritardo di un Pedro Acosta mai sui radar sul tracciato andaluso e addirittura 44 quelle di Marc Marquez.
E il problema è proprio questo per la Ducati, il distacco del suo uomo di punta, che deve molto alla pioggia di sabato se questa forbice non è addirittura più ampia, perché pure a Jerez ha dato la sensazione di essere tutt'altro che al 100%. E lui stesso lo ha confermato. "Oggi Alex non era alla mia portata, era imbattibile. Ma partivamo determinati a lottare per il terzo o il quarto posto. Ma con il livello a cui siamo adesso, non si può lottare per un titolo".
Ed è a questo che Gigi Dall'Igna e soci dovranno cercare di dare una risposta con le novità che porteranno nella fondamentale giornata di test che andrà in scena domani sul circuito spagnolo.
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