Dovizioso punge Ducati: “Poco leale, con Dall’Igna zero rapporto”

Andrea Dovizioso rivela la sua verità alla Gazzetta dello Sport sulla fine della sua avventura in Ducati e si toglie qualche sassolino dalla scarpa, affermando di non aver avuto il sostegno sufficiente da Borgo Panigale, in particolare da Gigi Dall’Igna.

Dovizioso punge Ducati: “Poco leale, con Dall’Igna zero rapporto”
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È ormai ufficialmente finita l’era di Andrea Dovizioso in Ducati. A partire da gennaio, il forlivese non è più un pilota di Borgo Panigale, dopo otto stagioni lascia la casa bolognese e, ad oggi, non ha ancora una sistemazione per il 2021. In questi otto anni insieme, il binomio italiano ha vissuto momenti di gloria e altri molto complicati, che hanno poi portato all’addio di Dovizioso al team e, di conseguenza, alla MotoGP.

Al termine della sua avventura in Ducati però, ‘DesmoDovi’ non tace più e in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport rivela la sua verità sugli attriti degli ultimi due anni. È un Dovizioso pungente quello che si mostra, nonostante apprezzi il grande lavoro della squadra, non perde occasione di lanciare una stoccata alla dirigenza, in particolare a Gigi Dall’Igna, con cui afferma di non aver avuto più comunicazione nel suo ultimo anno a Borgo Panigale.

“Che rapporto c’era con Gigi? Zero – dichiara Dovizioso – Ma gli anni passati era al 30%. Poi da quando è arrivato Jorge Lorenzo nel 2017, nel discutere e andare in contrasto, la mia squadra ed io ci siamo un po’ isolati. Non abbiamo più parlato dello sviluppo della moto, non abbiamo più fatto meeting per svilupparla. Ma in Ducati c’è il potenziale per farlo, perché la competenza e la bravura sono altissime. Di questi otto anni è l’unica cosa che mi fa arrabbiare, perché avremmo potuto fare di più. Gigi ed io dal 2017 non abbiamo più parlato con tranquillità, io davo il feedback, lui lo prendeva e lo gestiva nel migliore dei modi”.

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Dovizioso dunque lascia intendere che la scelta di Ducati di non continuare con lui è dipesa solo da Dall’Igna: “Sì, queste decisioni arrivano solo da Gigi. Si parla di Ducati, ma è sbagliato, perché tutte le decisioni prese sono sue. Come la scelta di Lorenzo nel 2017. All’inizio del 2016 c’era la possibilità di prendere Marquez, ma Gigi aveva già deciso che voleva Lorenzo”.

La scelta del Direttore Generale di Ducati Corse ha influito pesantemente anche sulla questione rinnovo, che nel 2020 ha tenuto banco per molto tempo. Molte erano le voci circolate durante l’anomala stagione che si è conclusa lo scorso novembre e ora Dovizioso chiarisce per quale motivo Ducati prendesse così tanto tempo per discutere del rinnovo: “Offensivo? Non lo so. Ma non c’è stato un comportamento trasparente, come è invece avvenuto con Petrucci, a cui è stato detto che non c’era più posto prima che iniziasse la stagione. Ma poi Gigi ha dichiarato di aver capito che era finita già dal meeting del 2019 fatto tra il Sachsenring e l’Austria”.

“Quello doveva essere un meeting tecnico – prosegue Dovizioso smentendo le dichiarazioni di Dall’Igna, che invece affermava la volontà di non continuare da entrambe le parti – avevamo idee diverse, c’era attrito e volevamo incontrarci con tutti gli ingegneri. È iniziato come un incontro tecnico ma poi si è concluso come un confronto tra noi due. Gigi si è sentito attaccato, colpito. Credo che in quel momento lui abbia chiuso le porte, ma lo ha fatto in silenzio e quello che dice ne è la conferma. Però poi nel 2020 sono state fatte dichiarazioni sulla mia motivazione. Si diceva che io volessi questo, poi quello...tutte balle. Non c’è mai stata un’offerta, non c’è stata alcuna negoziazione. Eppure io all’epoca non avevo ancora capito che non mi volessero più, ma quello che si diceva era la conferma che per Dall’Igna era finita già dopo la riunione del 2019”.

Nonostante il finale amaro, la storia fra Andrea Dovizioso e Ducati ha avuto anche momenti belli, che al pilota piace ricordare apprezzando poi il grande lavoro della squadra: “Il 2017, il 2018 e un po’ il 2019 sono stati spettacolari. Io ho dato l’anima a Ducati, credevo davvero in questo progetto. A differenza di altri che in me hanno visto sempre un non provarci a sufficienza. Chi ha visto questo in me è davvero limitato, se si pensa che non ho messo impegno è fuori strada e dovrebbe cambiare lavoro. Ho sempre riconosciuto la bravura della maggior parte degli ingegneri del reparto corse, è pazzesco quanto siano svegli, intelligenti, italiani. Lo stesso Gigi è molto bravo a tirare fuori tanto da loro e questo è un lato positivo enorme. Io però ho sempre faticato tanto a convincere e portare lo sviluppo verso la mia direzione”.

Sulla griglia del 2021 sembra non esserci spazio per Andrea Dovizioso, che continua a pungere Ducati affermando che una maggiore trasparenza gli avrebbe permesso di muoversi nel mercato piloti: “Non è stato un comportamento leale, avrei considerato la possibilità di KTM in modo diverso”. Tuttavia, continua a farsi strada l’ipotesi di un passaggio alla Honda se Marc Marquez non dovesse rientrare dall’infortunio per l’inizio della stagione: “Qualcosa succederà, ma non ho idea di cosa e in che giorno. Al momento non abbiamo nulla sul tavolo. Sostituire Marc? Non voglio rispondere, voglio vedere cosa mi propongono, se lo faranno”.

“Ho preso il calendario e ho scritto tutte le gare del campionato regionale e italiano di cross – conclude Dovizioso parlando del futuro imminente – sono 28 e la prima è il 28 febbraio, tra i test della Malesia e quelli del Qatar. Ho anche controllato i calendario, non perdo nessuna gara facendo i test”.

Foto di gruppo della Ducati Campione del Mondo costruttori. Luigi Dall'Igna, Direttore Generale Ducati Corse, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Danilo Petrucci, Ducati Team
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Andrea Dovizioso, Ducati Team
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I membri del Ducati Team ringraziano Andrea Dovizioso, Ducati Team
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Andrea Dovizioso, Ducati Team
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Andrea Dovizioso, Ducati Team
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