MotoGP | Doohan: "Non so se Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o Ducati l'abbia fatto indietro"
Pur riconoscendo grande merito alla Casa di Noale per l'inizio dominante di questa stagione 2026, il cinque volte campione del mondo della 500cc si interroga soprattutto sulla grande involuzione che sembra aver colpito la Ducati in questo avvio del Mondiale MotoGP.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Essendo l'ultimo anno di questo ciclo regolamentare, in tanti si aspettavano che la stagione 2026 avrebbe rappresentato solo una transizione verso le moto da 850cc per la MotoGP, senza particolari stravolgimenti. Probabilmente, mai un pronostico si era rivelato tanto sbagliato, visto che le prime tre gare dell'anno hanno visto un ribaltamento completo dei valori.
Dopo aver dominato in lungo ed in largo nelle ultime stagioni, la Ducati si è improvvisamente ritrovata a vestire i panni del cacciatore nei confronti di una Aprilia in forma davvero straripante. Anche se, ad onor del vero, la Casa di Noale ha ripreso da dove aveva lasciato alla fine del 2025: Marco Bezzecchi, infatti, aveva già vinto anche a Portimao e Valencia, ma ora ha aggiunto anche i trionfi di Buriram, Goiania ed Austin, arrivando tra l'altro a collezionare la bellezza di 121 giri consecutivi in testa. Nuovo record per la classe regina.
E' vero che a Borgo Panigale devono fare anche i conti con un Marc Marquez che non si è ancora ristabilito al 100% dall'infortunio alla spalla dello scorso anno, ma è innegabile anche che in questo momento le Desmosedici GP abbiano un problema legato ad un consumo eccessivo degli pneumatici, con un anteriore che la fa girare poco, obbligando i piloti ad usare molto il posteriore per fare le curve.
I numeri quindi parlano chiaro, perché la Ducati non solo ha interrotto la sua striscia di podi consecutivi nella gara di apertura in Thailandia, ma fin qui si è portata a casa solamente una Sprint con Marquez in Brasile. In classifica, dunque, il più vicino al leader Bezzecchi è Fabio Di Giannantonio, che è quarto a -31. E anche nel Costruttori sono ben 32 le lunghezze a favore dell'Aprilia.
Una situazione che ha sorpreso parecchio anche tra gli addetti ai lavori. E tra questi c'è anche una delle leggende del paddock, il cinque volte campione del mondo della 500cc Mick Doohan, che in un'intervista concessa a Marca ha sottolineato le sue perplessità in tal senso.
Mick Doohan, Suzi Perry
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"Penso che sia ancora troppo presto per parlare di questa stagione. Torneremo a breve in Europa, poi vedremo cosa succederà. Quello che non capisco è la Ducati. Non so se l'Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o se la Ducati abbia perso terreno. E, se fosse così, perché ha perso terreno?", ha detto Doohan.
"Sembra che la VR46 stia ottenendo dei risultati migliori rispetto alle moto del team ufficiale Ducati. Se è così, chi ha guidato la sviluppo? Stanno andando nella direzione giusta? Ma non so se sia stata l'Aprilia a fare un grande passo avanti o la Ducati a fare un passo indietro", ha aggiunto.
In tutto questo, l'ex pilota australiano ha voluto sottolineare anche l'ottimo lavoro che stanno facendo i due piloti del marchio veneto, partendo proprio dal leader del Mondiale, che sembra essersi letteralmente cucito addosso la RS-GP: "Bezzecchi ha fatto un lavoro incredibile con questa moto, è molto forte sia sul giro secco che sulla distanza di gara. L'Aprilia sembra davvero competitiva".
Ma ha riservato un applauso anche alla rinascita di Jorge Martin, tornato finalmente ai suoi livelli dopo un 2025 da dimenticare tra gli infortuni ed il tentativo di fuga dall'Aprilia: "Prima di tutto mi piace come persona: è un tipo alla mano, un ragazzo normale, ma estremamente veloce. Lo abbiamo visto quando ha vinto il Mondiale con una Ducati del Pramac Racing".
"Purtroppo l'anno scorso ha subito molti infortuni. Ha attraversato un periodo davvero difficile con l'Aprilia. Ora, invece, ha iniziato alla grande. E' secondo nel Mondiale. Gli sta andando tutto alla grande... Tranne che deve esercitarsi un po' di più con le esultanze dopo le vittorie!", ha concluso, con un chiaro riferimento a quando accaduto dopo il successo nella Sprint ad Austin, dove è caduto impennando.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments