MotoGP | Dominio di Bezzecchi e Aprilia a Buriram nella domenica nera Ducati
Il pilota riminese riscatta la caduta nella Sprint conquistando il terzo successo consecutivo e la Casa di Noale riesce addirittura a piazzare quattro moto nella top 5. Ducati interrompe la striscia di 88 podi consecutivi, con Marc Marquez che si ritira per una foratura e la miglior moto sesta con Di Giannantonio. Acosta, 2°, è il leader iridato.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Lillian Suwanrumpha / AFP via Getty Images
La delusione è stata cocente, ma la reazione ancora più veemente. Marco Bezzecchi e l'Aprilia hanno riscattato una Sprint da dimenticare, portandosi a casa la vittoria nel Gran Premio della Thailandia che apre la stagione 2026 della MotoGP. Un trionfo, il settimo della carriera, che vale la storia per il pilota riminese, che diventa il primo a vincere tre gare di fila per la Casa di Noale se si contano le ultime due del 2025.
E per l'Aprilia è una domenica indimenticabile quella di Buriram, perché sono addirittura quattro le RS-GP che si sono andate a piazzare nelle prime cinque posizioni. E lo stesso vale anche per Pedro Acosta, alla fine secondo dopo la vittoria di ieri della Sprint, che quindi lascia la Thailandia da leader della classifica iridata. Di contro, è una giornata nera per la Ducati, che interrompe a 88 la sua striscia di podi consecutivi, con il sesto posto di Fabio Di Giannantonio come miglior risultato.
Se ieri aveva perso un po' la calma nella battaglia iniziale con Marc Marquez, cadendo dopo appena due giri, questa volta "Simply the Bez" ha messo in chiaro fin dall'inizio che non ci sarebbe stato niente da fare per la concorrenza, perché ha preso il comando delle operazioni fin dalla partenza, imprimendo un ritmo insostenibile per tutti gli altri e dando vita ad una fuga solitaria che si è conclusa sotto alla bandiera a scacchi, con un trionfo più che meritato in una gara resa durissima da un caldo asfissiante.
Alle sue spalle, solamente Raul Fernandez ha provato a tenere il passo di Bezzecchi, ma lo ha pagato alla distanza, probabilmente anche dal punto di vista fisico, visto che nel Warm-Up di questa mattina aveva subito una sorta di lussazione di una spalla in una sbacchettata. Nel finale, infatti, il pilota del Trackhouse Racing è stato raggiunto da Acosta, che non ha avuto grosse difficoltà a soffiargli la piazza d'onore.
Il pilota della KTM però in precedenza non si era affatto risparmiato nella battaglia con Jorge Martin e con Marc Marquez, che ha regalato grande spettacolo nelle primissime fasi della corsa. Alla lunga però è stato chiaro che lo "Squalo di Mazarron" ne avesse di più. Quello che alla vigilia doveva essere un weekend da giocare in difesa, è diventato quindi per Pedro quello delle prime volte.
Come detto, dopo il successo nella Sprint, è arrivata la prima leadership iridata con 7 punti di Bezzecchi. Nonostante il calo accusato nella seconda parte di gara, Fernandez invece è riuscito a bissare il gradino più basso del podio di ieri e quindi si tiene a sorpresa terzo anche anche nel Mondiale, staccato di 9 lunghezze da Acosta.
E questo vuol dire quindi che dopo ben 89 gare si è conclusa la striscia di gare a podio per la Ducati, che ha vissuto una domenica nera. Solamente Marc Marquez stava provando a tenersi agganciato alla lotta per il podio, ma lo ha pagato a cinque giri dal termine, quando la gomma posteriore della sua Desmosedici GP si è afflosciata improvvisamente. Non è chiaro se la foratura sia avvenuta per una scordolata o appena prima, ma quel che è certo è che la prestazione odierna delle Rosse fa rumore.
La miglior Ducati al traguardo, infatti, è solamente in sesta posizione con Fabio Di Giannantonio, e paga un distacco di ben 16"845. Una vera e propria era geologica per chi di solito invece è abituato a dominare. Anche Alex Marquez ha concluso la sua gara nella via di fuga, dopo una scivolata avvenuta un giro più tardi rispetto al fratello, e pure Pecco Bagnaia ha chiuso solo nono, alle spalle anche di Franco Morbidelli. Una debacle per la quale urge trovare risposte a Borgo Panigale.
Se per la Ducati è andata malissimo, è stato un vero e proprio sogno thailandese per Aprilia. Oltre alle RS-GP di Bezzechi e Fernandez sul podio, ci sono anche quelle di Jorge Martin ed Ai Ogura nella top 5. E bisogna dire che il campione del mondo 2024 si è presentato ai blocchi di partenza della stagione in condizioni migliori delle aspettative, dopo un inverno con due operazioni chirurgiche, soprattutto per la grinta con cui ha duellato ad armi pari con Acosta e Marquez all'inizio della corsa. Occhio quindi a non sottovalutarlo alla distanza.
Il crollo della gomma posteriore ha rovinato anche la gara della Honda, perché Joan Mir era riuscito ad infilarsi nel trenino che lottava per la top 5, ma a tre giri dalla fine è stato costretto ad alzare bandiera bianca. La migliore delle RC213V è stata quindi quella di Luca Marini, che ha chiuso al decimo posto, giusto davanti a Johann Zarco del Team LCR.
Bisogna scendere invece al 14° posto per trovare la prima delle Yamaha V4, con Fabio Quartararo che si è piazzato alle spalle anche della KTM di Enea Bastianini e della Honda del rookie Diogo Moreira, incassando oltre mezzo minuto di ritardo. L'altro esordiente Toprak Razgatlioglu invece è rimasto fuori dai punti, chiudendo 17° con la M1 del Prima Pramac Racing.
GARA
| Cla | Pilota | # | Moto | Giri | Tempo | Distacco | km/h | Ritirato | Punti | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | |
72 | Aprilia | 26 |
39'36.270 |
25 | |||||||
| 2 | |
37 | KTM | 26 |
+5.543 39'41.813 |
5.543 | 20 | ||||||
| 3 | |
25 | Aprilia | 26 |
+9.259 39'45.529 |
3.716 | 16 | ||||||
| 4 | |
89 | Aprilia | 26 |
+12.182 39'48.452 |
2.923 | 13 | ||||||
| 5 | |
79 | Aprilia | 26 |
+12.411 39'48.681 |
0.229 | 11 | ||||||
| 6 | |
49 | Ducati | 26 |
+16.845 39'53.115 |
4.434 | 10 | ||||||
| 7 | |
33 | KTM | 26 |
+17.363 39'53.633 |
0.518 | 9 | ||||||
| 8 | |
21 | Ducati | 26 |
+18.227 39'54.497 |
0.864 | 8 | ||||||
| 9 | |
63 | Ducati | 26 |
+18.340 39'54.610 |
0.113 | 7 | ||||||
| 10 | |
10 | Honda | 26 |
+19.101 39'55.371 |
0.761 | 6 | ||||||
| 11 | |
5 | Honda | 26 |
+19.903 39'56.173 |
0.802 | 5 | ||||||
| 12 | |
23 | KTM | 26 |
+23.386 39'59.656 |
3.483 | 4 | ||||||
| 13 | |
11 | Honda | 26 |
+24.686 40'00.956 |
1.300 | 3 | ||||||
| 14 | |
20 | Yamaha | 26 |
+30.823 40'07.093 |
6.137 | 2 | ||||||
| 15 | |
42 | Yamaha | 26 |
+32.955 40'09.225 |
2.132 | 1 | ||||||
| 16 | |
12 | KTM | 26 |
+36.545 40'12.815 |
3.590 | |||||||
| 17 | |
7 | Yamaha | 26 |
+39.194 40'15.464 |
2.649 | |||||||
| 18 | |
43 | Yamaha | 26 |
+47.848 40'24.118 |
8.654 | |||||||
| 19 | |
51 | Ducati | 26 |
+1'03.598 40'39.868 |
15.750 | |||||||
| dnf | |
36 | Honda | 23 |
+3 Giri 36'04.638 |
3 Giri | Ritirato | ||||||
| dnf | |
73 | Ducati | 21 |
+5 Giri 32'38.163 |
2 Giri | Ritirato | ||||||
| dnf | |
93 | Ducati | 20 |
+6 Giri 31'11.314 |
1 Giro | Ritirato | ||||||
| Guarda i risultati completi | |||||||||||||
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