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MotoGP | Domenicali: "La scelta di Marc è molto divisiva, ma soprattutto in Italia"

L'amministratore delegato della Ducati ha risposto alle critiche ricevuto per aver preferito Marc Marquez a Jorge Martin nella squadra ufficiale del futuro, ma ha anche spiegato che non sarebbe stato possibile tenere tutti i giovani lanciati qualche anno fa, perché bisogna pensare anche alla moto per i nuovi regolamenti 2027.

Claudio Domenicali

Claudio Domenicali

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Nelle ultime settimane si è parlato tanto della Ducati e delle sue scelte per il futuro, perché nel paddock della MotoGP la sensazione diffusa è che la Casa di Borgo Panigale possa aver sacrificato troppo per puntare sull'approdo di Marc Marquez nel team ufficiale.

Jorge Martin e Marco Bezzecchi saranno due piloti ufficiali dell'Aprilia nel 2025, mentre Enea Bastianini andrà a rinforzare i ranghi della KTM. L'ultimo addio, ma solo in ordine cronologico, è stato quello del Pramac Racing, la squadra più vicina a quella factory della Rossa, che dall'anno prossimo andrà a rinforzare i ranghi della Yamaha, con il proprietario Paolo Campinoti che non ha usato giri di parole per dire che non ha condiviso le scelte fatte alle porte di Bologna.

Lo scorso weekend, ad Assen, c'era già stata una prima replica del direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna, che aveva cercato di difendere le sue scelte. Al Sachsenring è stata la volta dell'amministratore delegato Claudio Domenicali, che ha commentato la situazione ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

"Sono successe molte cose, abbiamo letto molto, commenti di tipo diverso. È chiaro che abbiamo un po’ servito le carte, poi quando comincia il domino succedono una serie di scelte che in qualche modo portano ad avere una situazione diversa per l’anno prossimo. Però è un po’ il risultato delle scelte che abbiamo fatto: da lontano abbiamo scelto di puntare sui giovani come Pecco e portarli su", ha detto Domenicali.

"Quando i giovani diventano campioni del mondo, i giovani nuovi che arrivano fanno più fatica a trovare posto. Era impossibile tenere tutti, è il risultato di una scelta di concentrarci anche sullo sviluppo della moto del 2027. Nessuno ne parla, ma è da fare molto bene, quindi è molto importante pensare a quello che stiamo facendo oggi in questo campionato bellissimo, all’anno prossimo e più avanti", ha aggiunto.

Le reazioni sulla scelta di puntare su Marquez e lasciar andare Martin sono state varie ed alcune anche piuttosto dure, anche se secondo Domenicali viene criticato più il personaggio Marc che il pilota. E la cosa riguarda soprattutto i confini nazionali.

Marc Marquez, Gresini Racing

Marc Marquez, Gresini Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

"È stata una scelta difficilissima per noi, perché vogliamo un gran bene a Jorge. Quindi la scelta era Jorge o Marc. Jorge è con noi da tempo, è fortissimo. È stato molto difficile. Il tempo ci dirà se è stata la scelta giusta o no. La scelta di Marc è molto divisiva, molto più in Italia che nel resto del mondo per una storia sua e per quello che è successo nel passato. Da quello che leggo, nessuno mette in discussione il suo talento, ma in diversi hanno delle opinioni molto caratterizzate sulla sua storia".

Quel che è certo è che molti dei principali asset su cui ha potuto contare la Ducati in questi anni sono passati a rafforzare la concorrenza, quindi a Domenicali è stato domandato se non ci sia il timore di averla magari rinforzata troppo. E qui è arrivata anche una risposta all'accusa di aver cambiato la strategia avanzata da Campinoti.

"Noi speriamo di no, nel senso che servono i piloti, la moto, la tecnica. Bisogna dosare bene le energie. C’è anche un problema generale di sostenibilità di questo ambiente, diverse aziende stanno facendo delle scelte secondo me poco sostenibili, ma è opinione mia. Noi abbiamo grande attenzione affinché l’azienda sia un tutt’uno, le corse, l’azienda, le famiglie a Borgo Panigale".

"Bilanciare quello che spendiamo per sviluppare la moto con quello che spendiamo per i piloti. Mi piacerebbe fare un piccolo appunto: ho sentito dire che cambiamo strategia, che non abbiamo più i giovani. Questo penso sia negato nei fatti, perché abbiamo Fermin Aldeguer, che è uno dei piloti promettenti che sarà con noi l’anno prossimo. Non solo non la cambiamo, ma vogliamo anche rafforzarla".

Ora però il mercato è da completare, perché ci sono ancora tre caselle da riempire nelle squadre satellite (Alex Marquez ha rinnovato con Gresini). I prossimi nodi da sciogliere quindi sono l'eventuale permanenza di Fabio Di Giannantonio in VR46 e la squadra in cui verrà appoggiato Aldeguer.

"Diggia è un pilota che ci piace molto e con VR stiamo lavorando per portare a casa quest’obiettivo. È un pilota che è cresciuto molto, saremmo contenti se riuscissimo a fare in modo di trattenerlo. Siamo anche vicini, questa è una buona cosa. Per Aldeguer, dovremo decidere come si incastrano le caselle, qual è l’aspetto migliore tra VR46 e Gresini".

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