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L'italiano della VR46 chiude il venerdì di Buriram con un solido terzo tempo e la sensazione di avere ancora margine, soprattutto sul giro secco, anche grazie a un feeling con l’anteriore della moto ritrovato. Di Giannantonio non ha effettuato il secondo run a gomma nuova, il che lo porta a credere di avere delle carte da giocarsi in qualifica.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Terzo tempo, a pochi centesimi dalla miglior Ducati di Marc Marquez, ma soprattutto la sensazione di avere ancora margine. Si può riassumere così il primo venerdì di campionato di Fabio Di Giannantonio, che al termine delle prove in Thailandia si è detto soddisfatto, non solo per il passo mostrato in pista, ma anche per tutto il lavoro svolto dietro le quinte per arrivare pronti all’appuntamento.

Naturalmente la calma resta la bussola, perché il rapporto a fasi alterne con la GP25 rimane un monito da non ignorare. Ma, come aveva già spiegato alla vigilia della tappa di Buriram, il feeling con l’anteriore è sensibilmente cresciuto rispetto allo scorso anno. È proprio questa ritrovata confidenza che gli permette di spingere con più decisione in ingresso e in percorrenza, costruendo quella costanza che finora era mancata.

“Al momento, ogni volta che vado in pista l’anteriore mi sembra molto sincero. Questo ti dà, come pilota, tanta fiducia e tanto margine per lavorare su te stesso, ed è ciò che mi sta permettendo di essere più veloce in questo momento”, ha raccontato il pilota della VR46, sottolineando come questo sia uno di quegli elementi che gli permette di essere competitivo in questo avvio di stagione.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Alessandro Giberti - Anadolu - Getty Images

Questo si riflette non solo sul giro secco, dove l’italiano è convinto di avere ancora margine, ma anche sul passo gara. In quella fase, infatti, avere una moto più costante nel comportamento quando la gomma inizia a degradare e il grip cala significa restituire al pilota sensazioni più prevedibili. Ed è proprio questa prevedibilità uno dei temi che ha segnato l’inizio della stagione.

Ciò non significa che non ci fossero altri aspetti da sistemare, ma su quelle aree Di Giannantonio ritiene che il team abbia davvero fatto bene “i compiti a casa”, consegnandogli una moto che qui in Thailandia funziona nel modo giusto. “Sono contento. È un ottimo inizio. Non sono così sorpreso, perché sapevamo che nei test avevamo tantissimo lavoro da fare, quindi era davvero difficile mettere insieme tutti i pezzi”.

“E ci siamo riusciti qui. Sono semplicemente felice dell’analisi che abbiamo fatto a casa, delle idee che abbiamo avuto e di come abbiamo impostato il weekend. Le sensazioni sono ottime, quindi sono contento. Sono soddisfatto del mio passo. Abbiamo fatto un passo avanti rispetto ai test. Abbiamo messo insieme tanti elementi diversi per creare il pacchetto ideale e il feeling è decisamente migliore”, ha aggiunto Diggia.

Sul fronte dei tempi, secondo il pilota romano c’è ancora del margine, dato che non ha usato un’altra gomma nuova nell’ultimo tentativo, quando le condizioni della pista erano ancora buone nonostante i nuvoloni minacciosi che hanno contraddistinto l’ultima parte della sessione pomeridiana.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

“Mi aspettavo condizioni un po’ peggiori, visto il meteo degli ultimi giorni con la pioggia e tutto il resto, ma onestamente il livello di grip è piuttosto buono. Mi sono divertito a guidare. Anche se il mio ultimo tentativo non è stato un vero tentativo, perché sono uscito con gomme usate e non ho montato una gomma nuova nel secondo run. I tempi erano comunque buoni, quindi significa che le condizioni della pista erano davvero valide”.

L’Aprilia si è mostrata subito molto competitiva con Marco Bezzecchi, capace di scavare un solco di quasi quattro decimi sui rivali in un contesto dove, di norma, i distacchi restano contenuti. Un segnale forte per gli avversari ma le Ducati restano tutt’altro che da sottovalutare, come già emerso nei test.

Ora il focus si sposta sulla qualifica, un terreno in cui l’anno scorso Di Giannantonio aveva vissuto alti e bassi, finendo talvolta per precludersi un buon risultato in gara a causa di una posizione di partenza non ideale, nonostante poi il ritmo sulla lunga distanza fosse spesso competitivo. “Penso che molti piloti saranno della partita, come sempre. Alla fine, quando devi fare un giro secco puoi anche chiudere gli occhi e recuperare qualche decimo qua e là. Dal mio lato credo di avere ancora un piccolo margine”, ha spiegato.

“Come ho detto, oggi non abbiamo fatto il secondo tentativo, quindi avremmo già potuto migliorare un po’. Ora però abbiamo tempo per lavorare, analizzare e cercare di fare un gran giro domani in qualifica e giocarci le nostre carte”.

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