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MotoGP | Di Giannantonio: "Sanzione giusta, ma manca un po' di umanità"

Il Gran Premio di Francia del portacolori Pertamina Enduro VR46 è stato condizionato da un affaticamento all'avambraccio sinistro e a un Long Lap per un taglio della chicane. La sesta posizione finale non rende giustizia al potenziale, ma Diggia chiede alla Direzione Gara più "umanità" nel giudicare.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Il Gran Premio di Francia è stato uno dei più spettacolari della stagione, con la battaglia per la vittoria tra Jorge Martin, Marc Marquez e Pecco Bagnaia (al traguardo in quest’ordine). Tuttavia, anche dietro di loro si sono consumate delle lotte senza sconti tra piloti che avevano anche il passo per giocarsela con il trio di testa. Tra questi, Fabio Di Giannantonio, sesto, ma in lotta per il podio nelle fasi iniziali.

A Le Mans, il pilota del team Pertamina Enduro VR46 aveva conquistato un’ottima quarta posizione in qualifica e, con un’ottima partenza, si è portato subito nel gruppo di testa, riuscendo anche a tenere il passo dei primi. Qualche problema di troppo però, dal fisico a un Long Lap Penalty, ha condizionato la sua gara, che ha concluso in sesta posizione, limitando i danni nonostante l’ottimo potenziale.

Nella seconda metà di gara, infatti, Diggia ha iniziato ad accusare un dolore all’avambraccio, frutto dello sforzo importante in sella alla GP23, che a Le Mans presentava diverse novità provate (e approvate) nei test di Jerez: “Bella gara, fino a 11 giri alla fine abbiamo fatto una grande gara! Sono partito bene, mi sono messo lì, ho sorpassato Aleix dopo aver battagliato un po’ all’inizio. Poi stavo andando a prendere i primi due, mi sentivo molto forte, molto bene”.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

“Solo che ho iniziato a faticare un po’ con l’avambraccio destro. È tutto il weekend che in uscita di curva pompa tantissimo, è veramente tanto nervosa e non siamo mai riusciti a calmarla davvero. Questo mi ha fatto affaticare molto, quindi a un certo punto ho dovuto abbassare il ritmo, così Vinales e Marquez mi sono venuti a prendere. Ero un po’ finito da metà gara in poi. È un peccato, perché eravamo molto forti. Però sappiamo che dipende da più cose, e una di queste è il lavoro con la squadra, possiamo migliorare qualcosa sulla moto. Vedo del gran margine per le prossime gare”, ha spiegato il romano.

Non si tratta di arm pump, dunque, ma di semplice abitudine a una moto che, con le novità, deve essere domata: “La MotoGP è anche questo: trovare il setup giusto che ti faccia guidare il più sciolto possibile. Da quando sono arrivati i pezzi nuovi a Jerez, la moto è un po’ cambiata, mi dà una mano in molti aspetti, soprattutto la frenata. Ma è un po’ più cattiva in uscita di curva. Ma è solo la prima gara in cui stiamo lavorando con questa nuova configurazione, quindi ci dobbiamo lavorare un po’ e abbiamo bisogno di una o due gare per lavorarci. A parte questo, c’era tutto, quindi sono più che positivo di questo weekend”.

Oltre al fisico, si è messo in mezzo anche il regolamento. Per un taglio della chicane, l’alfiere VR46 è stato sanzionato con un Long Lap Penalty, situazione che ha contribuito a non raccogliere quanto mostrato. Tuttavia, per quanto accetti la penalità, Diggia chiede maggiore “umanità” alla Direzione Gara nel momento di prendere delle decisioni: “Long Lap? Abbiamo delle regole ed è giusto che ci siano. A volte, però, manca un po’ di umanità. Mi spiego: sono passato dall’essere davanti al gruppo al perdere due posizioni, per prendere una penalità in cui di fatto ho perso un’altra posizione. Quindi di base ho perso molto di più rispetto a quello che ho guadagnato in quell’andare lungo. A livello umano non puoi perdere una posizione in più per due decimi. Da parte mia, non ci stava il Long Lap, ma ovviamente c’è una regola e alla fine fa rispettata”.

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