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Di Giannantonio arriva ad Austin rinfrancato dal podio brasiliano ma con un fastidio alla spalla che, però, non vuole essere una scusa. Il Texas sarà nuovamente un banco di lotta tra Ducati e Aprilia, ma il romano di VR46 vuole spostare il dibattito più su cosa offre al pubblico che sul quale sia la miglior moto attualmente.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Il podio conquistato in Brasile ha fatto decisamente bene a Fabio Di Giannantonio, sia sul piano mentale sia su quello fisico. Il romano convive ancora con un piccolo fastidio che in moto gli crea qualche disagio e che si è fatto sentire anche durante la gara di Goiania. Ora però la sfida cambia scenario e si sposta dall’altra parte del continente, negli Stati Uniti.

La tappa texana di Austin è una delle più apprezzate dai piloti, e non solo per il valore del tracciato, considerato tra i migliori introdotti negli ultimi anni. La sequenza di curve veloci, i tratti più lenti e i lunghi rettilinei in cui mettere in mostra la potenza delle moto creano un mix che piace davvero a chi guida. Non è un caso che molti amino tornare qui ad Austin: l’atmosfera è speciale, le tribune sono sempre piene e il feeling è più autentico, meno costruito.

“La pista è fantastica, ma in generale essere qui per tutto il weekend è stupendo. Mi piace tantissimo. Il primo settore è davvero bello, molto diverso da ogni altro circuito in calendario. Ogni anno sono quindi esterrefatto quando guido qui e anche quest’anno voglio godermi il weekend”, ha raccontato il pilota del team VR46 alla vigilia della tappa americana.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Media VR46

Una pista divertente, ma anche dispendiosa, sia dal punto di vista fisico che mentale. Non a caso qui si gira sopra i 2 minuti, un riferimento importante per la MotoGP, anche perché nel primo settore serve un lavoro continuo sul manubrio per rialzare la moto e darle direzionalità alle alte velocità.

“Penso sia la pista con più curve in calendario. È anche molto dispendioso a livello mentale essere sempre preparato e sempre pronto e concentrato su tutte le curve soprattutto quando si tratta di giro veloce. Questa penso sia la grande particolarità”.

Di Giannantonio arriva negli Stati Uniti con un piccolo dolorino alla spalla, conseguenza della brutta caduta nel warm‑up della scorsa settimana. Non vuole però che diventi una scusa: l’obiettivo è presentarsi al via di questo fine settimana al 100% dal punto di vista fisico.

“L’ho un pochino sottovalutata nel corso della gara, ma non voglio usarla come una scusa. Non voglio nemmeno pensarci, farò il massimo per essere pronto al 100%. Ho delle persone intorno a me che mi aiuteranno ad esserlo. È un problemino, ma con la testa siamo totalmente concentrati”.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Parlando dello scorso weekend, sono emersi due temi chiari. Il primo riguarda la sua battaglia con il compagno di marca Marc Marque, con duelli intensi, qualche episodio al limite ma sempre corretti. Il secondo è il confronto tra Ducati e Aprilia, con la Casa di Noale apparsa estremamente competitiva in questi primi due appuntamenti, anche grazie a una gestione delle gomme fin qui impeccabile.

I piloti non si sono voluti sbilanciare su quale sia, al momento, la miglior moto. Anche perché già lo scorso anno si era visto come la scelta delle gomme da parte di Michelin potesse influire in modo significativo sui valori in campo. Ciò che però appare chiaro è che Aprilia ha compiuto un altro passo avanti, un progresso concreto che le sta permettendo di mettere davvero in difficoltà la Ducati.

La domanda, però, è se Aprilia riuscirà a mantenere questo livello di competitività per tutta la stagione, oppure se la Casa di Borgo Panigale ritroverà maggiore velocità negli appuntamenti più "tradizionali" della fase europea del campionato.

“Penso che non si possa sapere per il resto della stagione, non dobbiamo necessariamente scegliere quale sia la moto migliore. La cosa importante per noi, per la stagione e per la MotoGP è che ci siano delle belle battaglie. Se le battaglie saranno infuocate, che è quello che amiamo vedere e anche i fan vogliono vedere, penso che non sia necessario andare a capire e non capiremo quale sarà la moto migliore”, ha aggiunto Di Giannantonio.

Sul duello con Marquez, nonostante qualche polemica, i piloti in realtà si sono divertiti, anche negli episodi un po’ più al limite. Allo stesso tempo, però, è evidente che con moto così rapide e velocità così alte gli spazi per un sorpasso davvero pulito si stanno riducendo, e a volte serve osare in staccata per portare a termine un attacco.

“Io mi sono divertito tantissimo con Marc il weekend scorso, sia sabato che domenica. Le nostre gare sono state molto pulite, sicuramente aggressive, ma è normale. Corriamo talmente veloci, stiamo andando così forti che non è facile controllare ogni aspetto e ogni movimento della moto e del pilota sulla moto anche. Quello che abbiamo dimostrato l'ultimo weekend credo sia il mondo perfetto di esprimere il motorsport”.

L’altro tema emerso in Brasile è stato quello delle condizioni della pista, su cui però tutti i pilori durante la conferenza stampa, tra cui lo stesso romano della VR46, non hanno voluto forzare la mano: “Penso che le condizioni del Brasile fossero difficili anche un po' da prevedere per gli organizzatori. Improvvisamente la pista ha cominciato a deteriorarsi ma non si poteva sapere prima e non si poteva neanche capire dalla televisione”.

“Però penso che abbiano fatto comunque un buon lavoro a fare entrare in calendario questo tipo di tracciato. Quella del Brasile è una bella pista. La cosa importante è sempre la sicurezza e se noi ci sentiamo abbastanza sicuri per correre e per fare un bello spettacolo penso che sia stato fatto un buon lavoro”.

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