MotoGP | Diggia esalta la GP26: "È prevedibile e sincera all'anteriore, anche con il setup base"
L'italiano si appresta ad affrontare un 2026 cruciale con una GP26 più prevedibile e “sincera” sull’anteriore, dopo un 2025 segnato da infortuni e mancanza di costanza a causa della carenza di fiducia a fasi alterne con la GP25. Non aver passato un inverno segnato dagli infortuni ha anche dato modo di lavorare meglio sulla preparazione.
Marc Marquez, Alex Marquez e Francesco Bagnaia. Questi sono i nomi “caldi” dell’inizio del campionato 2026, coloro che hanno destato le migliori impressioni sul fronte Ducati, a cui poi si aggiungono i nomi di casa Aprilia. Tuttavia, c’è un pilota che vuole sorprendere, Fabio Di Giannantonio, quest’anno alla sua terza stagione con i colori VR46 e, soprattutto, alla seconda con una moto ufficiale.
Così come nel 2025, anche nel 2026 l’italiano avrà una delle moto ufficiali realizzate da Ducati, ma con una differenza sostanziale. La GP26 sembra aver già offerto quella fiducia e quella costanza che l’anno passato erano mancate alla GP25, più difficile da mettere a punto soprattutto a causa di un feeling anteriore carente.
Un problema denunciato soprattutto da Bagnaia, ma che aveva colpito anche Di Giannantonio, la cui stagione era stata segnata da continui alti e bassi. Quando il set‑up riusciva a restituirgli fiducia, l’italiano diventava uno dei più veloci in pista, con diversi podi accompagnati però da qualche rimpianto per cadute di troppo o qualifiche negative che avevano compromesso il passo gara.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Quando però quella fiducia veniva a mancare, tutto si faceva inevitabilmente più complicato. Ciò che è realmente mancato l’anno scorso è stata soprattutto la costanza di rendimento, in parte legata alle difficoltà incontrate nel “cucirsi” la moto addosso. Tuttavia, riprendendo quanto spiegato da Bagnaia, la GP26 sembra essere fatta di una pasta differente, capace di garantire quel feeling all’avantreno che nel 2025 era venuto meno.
“Sembra di sì [che la GP26 sia più semplice]. A Sepang ero un po’ spaventato dal dirlo perché era solo una pista, ma arrivando qui non abbiamo toccato molto la moto, quindi il setup base sembra già esserci. Mi sento davvero bene con la moto. Ti dà più confidenza e sembra più sincera sull’anteriore, quindi è molto positivo”, ha raccontato Di Giannantonio alla vigilia della prima tappa del mondiale.
“Ovviamente dobbiamo vedere nelle gare, con piste diverse e tutto il resto, ma la base di questa nuova moto, con i nuovi componenti, sembra più onesta e più prevedibile. È un ottimo punto di partenza anche per la moto”, ha poi aggiunto l’italiano, che ha sottolineato soprattutto l’elemento della prevedibilità del comportamento della GP26 come uno degli aspetti chiave della fiducia ritrovata.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Come ha sottolineato anche il pilota della VR46, questo non significa che la GP25 non fosse una moto straordinaria: basti pensare che Marquez ha dominato il mondiale, conquistando il titolo con diverse gare d’anticipo. Tuttavia, proprio quella difficoltà nel mantenere una costanza di rendimento rendeva complicato per gli altri piloti replicare con continuità i medesimi picchi prestazionali dello spagnolo.
Di Giannantonio ha spiegato di aver scelto anche quale carena usare per questa stagione, ma non è voluto entrare nel dettaglio. Ciò non toglie che, realisticamente, dovrebbe essere una scelta simile a quella dei suoi colleghi: “Ho provato tutte le carene disponibili e abbiamo deciso… Non so se posso dire il nome della carena, ma la vedrete, ed è abbastanza comune da vedere, diciamo così. Ma è importante non dare un nome legato all’anno della moto”.
Il 2026 rappresenta anche un anno cruciale per l’italiano, non solo perché si gioca una parte importante del suo futuro, ma anche perché è la prima stagione in cui ha potuto contribuire realmente allo sviluppo di una nuova moto, grazie anche al lavoro svolto nei test invernali. Nel 2025, infatti, alla sua prima annata con una moto ufficiale, si era infortunato nei test pre‑campionato, limitando la fase di adattamento nei primi mesi. A questo si erano aggiunti gli acciacchi accumulati nei mesi precedenti, che avevano ulteriormente rallentato la sua crescita.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Icon Sportswire via Getty Images
Al contrario, senza alcun infortunio a limitarlo, quest’anno non solo ha potuto partecipare attivamente allo sviluppo della moto durante i test, ma ha anche potuto affrontare una preparazione fisica differente, studiata per ridurre al minimo i problemi di resistenza in gara.
“È stato un inverno intenso. Ho potuto allenarmi molto fisicamente, che era l’obiettivo principale per quest’anno, e mi sento davvero pronto: fisicamente sono nella forma migliore della mia carriera, quindi è fantastico. È stato bello anche perché siamo riusciti a fare tanti giri nei test. È la prima volta che posso essere davvero coinvolto nello sviluppo della moto già dall’inverno, quindi è stato positivo”.
“La differenza rispetto all’anno scorso è che ho potuto allenarmi e mettere su un po’ di muscoli. L’anno scorso non era possibile. È davvero difficile costruire massa muscolare durante la stagione, tra gare e viaggi: devi fermarti e ripartire troppe volte, e fisicamente riesci solo a mantenere più o meno la forma”.
“Quest’inverno invece ho potuto spingere, quindi mi sento davvero bene. In tutti i long run, in tutte le giornate di test con tutti i giri che ho fatto, sono sempre riuscito a spingere forte in frenata, che è la cosa principale in MotoGP. Quindi al momento mi sento davvero in forma”, ha poi concluso l’italiano.
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