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MotoGP | Di Giannantonio "salva" la Ducati: "Mi aspettavo di più, le Aprilia erano superori"

Di Giannantonio chiude il 2025 con il primo doppio podio stagionale a Valencia (sprint e gara), impreziosito dalla prima fila in qualifica. Un 3° posto che "salva" anche la striscia di podi Ducati consecutiva. Nonostante la vittoria sfuggita e una stagione segnata da una scarsa costanza, il pilota della VR46 può chiudere l'anno con un sorriso.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Javier Soriano - AFP - Getty Images

La sprint di sabato aveva lasciato un retrogusto leggermente amaro a Fabio Di Giannantonio, perché la sensazione era che il pilota del team VR46 potesse ambire a qualcosa in più se non fosse stato per una partenza a rilento, figlia dell’incostanza riscontrata quest’anno nel rilascio della frizione.

Per questo l’italiano vedeva nella gara di domenica la miglior occasione per andare oltre il semplice podio, inseguendo quella prima vittoria stagionale sfuggita per tutto l’anno, nonostante in alcune occasioni fosse arrivata vicina. Tuttavia, sin dai primi metri la corsa si è rivelata in salita, mettendo in luce una certa mancanza di ritmo rispetto alle Aprilia.

Nella fase iniziale della gara, Di Giannantonio è rimasto intrappolato alle spalle dei primi quattro, mentre Marco Bezzecchi prendeva il largo e Raul Fernandez risaliva fino alla seconda posizione, con l’intento di mettere pressione all’italiano dell’Aprilia ufficiale. 

Raul Fernandez, Trackhouse Racing, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Raul Fernandez, Trackhouse Racing, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Jose Jordan / AFP via Getty Images

Consapevole di non avere il passo per restare agganciato alle due Aprilia, ha scelto di gestire la gomma posteriore, prevedendo un degrado più marcato rispetto alla sprint di sabato, con la speranza di poter incidere sulla lunga distanza. La strategia ha pagato: dopo una prima parte di gara senza acuti, nella seconda metà il pilota della VR46 ha ritrovato ritmo rispetto ai rivali, superando sia Pedro Acosta che Alex Marquez.

Di Giannantonio ha così chiuso come miglior pilota Ducati sotto la bandiera a scacchi. Se da un lato resta la delusione per la vittoria mancata, dall’altro il romano può sorridere: il weekend di Valencia gli ha regalato il primo doppio podio stagionale, tra sprint e gara della domenica. Un 3° posto che, tra le varie cose, salva anche la striscia di podi consecutivi della Ducati, che per un momento sembrava destinata a interrompersi.

Inoltre, va sottolineata la prima fila conquistata sabato mattina: un risultato significativo, considerando che le qualifiche hanno spesso rappresentato uno dei suoi punti deboli, compromettendo weekend nei quali, con una migliore posizione in griglia, avrebbe potuto raccogliere ben di più.

“Se guardiamo alla gara, è bellissimo finire con il podio. Oggi sono partito bene, ma all’inizio le Aprilia andavano più forte. Riuscivano a chiudere meglio la linea e avevano un passo migliore. Quindi sono dovuto subito passare al piano B che era quello di salvare la gomma posteriore e provare a tornare nelle prime posizioni sul finale”, ha commentato il pilota della VR46 ai microfoni di Sky.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Tuttavia, al di là della vittoria sfuggita per l’intera stagione, quel podio rappresenta un modo positivo per chiudere l’anno, soprattutto considerando che le prime gare erano state condizionate da un infortunio.

“Però siamo contenti, non è stata una stagione facile. Fare il mio primo doppio podio, a cui si è aggiunta la prima fila, è un ottimo modo per chiudere la stagione. Penso di essere un pilota migliore rispetto agli anni scorsi. Sono contento, comunque, abbiamo dato il massimo”, ha aggiunto Diggia.

Uno dei tratti distintivi della sua stagione è stata la scarsa costanza, sulla scia di quanto si è visto anche con Francesco Bagnaia su un’altra delle tre GP25. Una peculiarità frutto di un mix di fattori, in parte personali e in parte legati a una moto che, va ricordato, ha comunque dominato l’annata con Marc Marquez. Ciò non toglie che, nel complesso, Diggia è stato autore di alcune gare estremamente convincenti. 

“È sempre un mix di cose. Guardando la moto factory dell’anno scorso rispetto alla moto vecchia, aveva un gap più grande, quindi era un filo più facile mantenere una costanza di rendimento, soprattutto nelle posizioni alte. Quest’anno la nostra moto ci ha fatto un po’ arrabbiare durante l’anno, quindi è stato molto difficile essere costanti, anche perché i nostri rivali lavorano, non stanno fermi”.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

“Aprila è cresciuta tantissimo. Ci sono state gare in cui Honda e Yamaha ci hanno impensierito. Dobbiamo crescere un po’ insieme, io devo sempre migliorare, ma io, il team e Ducati dobbiamo fare un bel lavoro per cercare di fare una moto migliore per giocarcela in tutte le condizioni, perché oggi non è stato possibile”.

Nei primi weekend, infatti, Di Giannantonio ha faticato a trovare il giusto feeling con la moto, soprattutto sull’anteriore. Solo dopo il test di Aragon il team ha individuato un elemento capace di fare la differenza, permettendogli di lottare per risultati migliori. Tuttavia, quella costanza di rendimento tanto attesa non si è sempre concretizzata: un aspetto che l’italiano ha provato ad analizzare su più livelli.

“La moto di quest’anno dà meno feeling, è molto meno sincera sull’anteriore, quindi quest’anno la difficoltà è stata quella di provare ma non riuscire a trovare quella sincerità sull’anteriore. Se andiamo a 300 km/h, siamo umani, quando entri in curva magari non ti viene naturale, così veloce. Abbiamo tentato di trovare quella fiducia da parte della moto, ma quest’anno purtroppo non è stato possibile”.

“Abbiamo avuto questa incostanza perché ci sono piste dove lo senti meno, dove riesce ad andare forte e metterci una pezza. Invece ci sono piste dove è stato difficile andare forte perché non riuscito a sentire l’anteriore. Questo è stato il motivo dell’incostanza. Io sicuramente devo migliorare, perché devo essere più veloce anche quando non senso l’anteriore, ma come Ducati e team, dobbiamo provare a rendere il tutto un pochino più facile”.

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