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MotoGP | Di Giannantonio: "Peccato aver sbagliato la qualifica, ne avevo di più di Alex e Acosta"

Il pilota della Pertamina Enduro VR46 ha colto il suo secondo podio stagionale in una Sprint, chiudendo terzo grazie ad una gestione molto accorta delle gomme. Per questo in Diggia c'è anche un pizzico di rammarico, con la sensazione che partendo più avanti del sesto posto avrebbe anche potuto lottare per vincere.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Eric Alonso / Getty Images

La costanza di rendimento sta diventando sempre di più l'arma di Fabio Di Giannantonio. Dopo una qualifica al di sotto delle aspettative, come lui stesso ha ammesso, conclusa al sesto posto, il pilota della Pertamina Enduro VR46 si è rifatto nella Sprint del Gran Premio di Catalogna di MotoGP, rimontando fino al terzo posto. Un risultato che gli è valso il quarto podio stagionale tra gare brevi e lunghe, che lo ha riportato a -38 dalla vetta nella classifica iridata.

Un quadro molto positivo, che però lascia anche un filino di rammarico al pilota romano, che sembra convinto che probabilmente avrebbe potuto dare la caccia anche al bersaglio grande se fosse partito più avanti ed un pochino meglio (alla prima curva ha avuto anche un contatto con Brad Binder e Joan Mir, giudicato incidente di gara), perché nel finale il suo ritmo era migliore di quello del vincitore Alex Marquez e di Pedro Acosta che lo precedeva.

"Sono un po' arrabbiato con me stesso, perché ho sbagliato la qualifica. Ho voluto essere un po' più aggressivo del solito ed ho sbagliato. Purtroppo quando parti in seconda fila all'inizio è sempre complicato, con tanti piloti che cercano di attaccare. Però devo dire che è stata una Sprint molto lunga, perché sono sempre stato impegnato a difendermi o a provare a sorpassare, quindi mi sono divertito tanto. Peccato che mancavano pochi giri alla fine quando sono arrivato terzo, perché secondo me avevo qualcosa in più rispetto a Pedro ed Alex, però oggi abbiamo fatto il nostro", ha detto Di Giannantonio ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Come detto, tra gli aspetti da migliorare c'è sicuramente la partenza, anche se secondo "Diggia" quella di oggi non è stata poi così terribile: "Stiamo lavorando tanto sulla partenza e in realtà qui abbiamo fatto un piccolo step in avanti. Il problema è che Barcellona amplifica un po' tutto, perché c'è un rettilineo molto lungo, quindi appena perdi qualcosina diventa molto di più quando arrivi in fondo. Penso che il mio tempo di stacco della frizione non sia stato male, ma devi essere perfetto per recuperare e non perdere. Ci stiamo lavorando, ma non vogliamo neanche concentrarci troppo su questo, altrimenti si rischia di farlo diventare un tabù e di creare tensione".

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, Brad Binder, Red Bull KTM Factory Racing crash

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, Brad Binder, Red Bull KTM Factory Racing crash

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Vista la sua gestione alla distanza, il pilota italiano crede che la gara lunga di domani possa essere un'occasione molto ghiotta. E ha stupito quando è stato il momento di parlare di scelte di gomme, perché non sembra affatto convinto che si debba andare assolutamente sulla media al posteriore.

"L'anno scorso Pedro ha fatto la gara con la soft, quindi non la scarterei a priori. Voglio analizzare bene i dati, perché alla fine ne avevo davvero tanto, potevo continuare a spingere. Allo stesso tempo, quando ci sono queste gare in cui cala tanto il grip, a me piacciono tantissimo, perché devi guidare con la testa, cambiando stile più volte. Penso di avere un bel ritmo, un bel feeling con le gomme usate e che quindi possiamo fare veramente bene".

Senza dimenticare che la gestione di quella anteriore sarà l'altra chiave in una gara di 24 giri: "E' il nostro tema. E' quello che ci manca di solito. Per noi è veramente essenziale, perché la usiamo per girare e la stressiamo tanto. Sto cercando di fare più attenzione possibile e nel T3 e nel T4 ogni tanto mi prendevo un po' di margine proprio per non stressarla tanto. Ma è veramente un terno al lotto, perché se non spingi vai piano e se spingi la rovini troppo, quindi devi essere veramente preciso. Sarà un altro fattore domani", ha concluso.

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