MotoGP | Di Giannantonio: "Ne avevo di più, ma se parti male... Il podio era il minimo"
Il pilota della Pertamina Enduro VR46 ha conquistato la sua quinta medaglia Sprint stagionale a Valencia, piazzandosi terzo al termine di un bel duello con Raul Fernandez. La sensazione del pilota romano però è che avrebbe potuto anche puntare a qualcosa in più se non fosse partito male.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Spesso in questa stagione, il problema di Fabio Di Giannantonio è stata la qualifica, che si è chiusa con una posizione che non rispecchiava il suo potenziale in termini di passo gara. A Valencia, nell'ultimo appuntamento della MotoGP 2025, il pilota della Pertamina Enduro VR46 è riuscito invece ad andare a prendersi la prima fila, ma a complicargli la vita è stata una partenza non troppo brillante, che lo ha fatto arretrare al quinto posto nelle primissime fasi della Sprint.
Il romano però ha avuto il merito di non arrendersi e proprio al penultimo giro è arrivato a prendersi il gradino più basso del podio, dopo un bel duello con l'Aprilia Trackhouse di Raul Fernandez, con il quale ci sono stati diversi incroci di linee tra le curve 4 e 6, che alla fine hanno visto prevalere il ducatista. Per "Diggia" si tratta della quinta medaglia Sprint stagionale, anche se la sua sensazione è che con una partenza migliore si sarebbe potuto puntare anche a qualcosina in più.
"Purtroppo non siamo costanti in partenza. E' tutto l'anno che ci stiamo lavorando con Ducati, ma è impossibile avere una regolarità di performance in partenza. Oggi purtroppo sono partito male, quindi mi sono trovato indietro. Ho cercato di rimontare, poi davanti a me c'era Raul che era molto veloce in alcuni punti. Sorpassare era molto difficile, perché l'Aprilia ha una grande trazione ed è complicato stargli vicino", ha detto Di Giannantonio ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
"Con il passare dei giri ho preso un po' di spazio, perché la temperatura della gomma anteriore stava salendo, ma alla fine sono riuscito a passarlo con una bella battaglia. Peccato perché ne avevo un po' di più di quello che abbiamo mostrato, ma quando parti male si rovina un po' tutto. Diciamo che il podio era il minimo", ha aggiunto.
Raul Fernandez, Trackhouse Racing, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Jose Jordan / AFP via Getty Images
Da fuori, la sensazione è che forse avrebbe potuto provare a sbarazzarsi anche prima di Fernandez, ma Fabio ha sottolineato quanto sia difficile superare al Circuito Ricardo Tormo, ribadendo che stare vicino all'Aprilia aveva messo in crisi la sua gomma anteriore.
"La pista qui è proprio piccolina, quindi c'è una linea sola e appena fai un attacco ti rovini l'uscita di curva e magari quella successiva. Quindi devi essere millimetrico, preciso, perché non devi perdere in uscita. E' proprio un kartodromo, quindi devi anche azzardare qualcosa in più perché siamo già tutti sul filo. E quando la temperatura è un po' bassa come oggi e sei con la gomma dura, è sempre un po' un sospirone. Anche Raul avrei potuto passarlo prima e ci ho provato all'inizio, ma poi avevo il davanti veramente in crisi, quindi ho preferito prendere spazio per poi concretizzare il terzo posto e non cercare qualcosa in più".
Oggi è andata bene, ma anche per lui, come per Pecco Bagnaia, quest'anno ci sono stati tanti alti e bassi con una Desmosedici GP25 complicata da capire in diverse situazioni: "Purtroppo la cosa negativa di una moto factory è che la devi anche sviluppare. Alcuni pezzi vanno un po' meglio ed altri vanno un po' peggio, ci si mette tantissimo a capire e certe cose a volte ti mandano anche fuori strada senza capire bene il motivo. Diciamo che la nostra moto quest'anno non è stata minimamente costante, mentre l'anno scorso, e anche due anni fa quando ho trovato il mio equilibrio, avevo avuto un rendimento molto più costante. Però con la Ducati ci stiamo lavorando", ha concluso.
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