MotoGP | Di Giannantonio: "Marquez è Marquez, ma ha anche migliorato la Ducati più di noi"
Il pilota della Pertamina Enduro VR46 ha chiuso quarto nella Sprint di Misano, non riuscendo a resistere quando Jorge Martin gli ha soffiato il podio. Secondo il romano, le Aprilia continuano ad avere qualcosa in più, ma anche il campione in carica ha fatto fare uno step alla sua Ducati che gli altri piloti della Rossa non hanno ancora replicato.
Il podio era lì, quasi a portata di mano, ma Fabio Di Giannantonio l'ha solo "annusato" nella Sprint del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini di MotoGP. Dopo una buona partenza dalla seconda fila, il pilota della Pertamina Enduro VR46 è riuscito a stare in terza posizione per circa metà gara, poi però non ha potuto opporre troppa resistenza quando il leader iridato Jorge Martin si è incollato al codone della sua Ducati e lo ha infilato nel cambio di direzione tra le curve 5 e 6.
Il romano però non sembra aver troppi rammarichi, forse solo quello di una scivolata in qualifica, perché resta convinto che le Aprilia in questo momento abbiano qualcosina in più rispetto alla Desmosedici GP, anche se probabilmente Marc Marquez, che alla fine è uscito vincitore, non ha fatto valere solamente il suo indiscusso talento per farlo, ma è riuscito a tirare fuori un qualcosina in più dalla moto di Borgo Panigale.
"Sicuramente quanto arrivi a Misano vorresti sempre di più, poi il quarto è il primo che rimane giù dal podio, quindi c'è un po' d'amaro in bocca. Però era veramente il massimo oggi. Forse avrei potuto fare meglio solo la qualifica, perché alla quarta curva ero già un decimo e mezzo sotto al mio tempo, quindi sarebbe stato un bel giro", ha detto Di Giannantonio dopo la Sprint ai giornalisti presenti a Misano, tra cui quelli di Motorsport.com.
"In gara poi ho dato tutto, ma purtroppo c'è un piccolo gap con le Aprilia e c'è anche un gap con Marc. Sappiamo tutti il pilota che è, ma lui è riuscito a migliorare di più la moto rispetto a noi e questo mi dà un po' di speranza per domani. Marc mi ha stupito: oltre ad essere Marquez, per carità, a quanto pare sta migliorando la moto meglio di noi, perché riesce a stare più spesso vicino a loro o anche a batterli, quindi dobbiamo migliorare anche noi se vogliamo stargli più vicini", ha aggiunto.
La caduta delle qualifiche poteva essere un grosso problema, perché ieri una delle sue due moto era decisamente più lenta, ma anche da questo punto di vista sembra che la situazione sia migliorata oggi. Inoltre, i danni non erano troppo ingenti: "Fortunatamente, abbiamo rovinato solo le carene. Allo stesso tempo, sembra che la moto 'indemoniata' stia tornando normale, mentre in generale fino a stamattina girava un secondo e mezzo più piano".
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Tornando alla gara, Fabio ha spiegato di essersi sentito praticamente impotente una volta che Martin è riuscito a passargli davanti, perché le Aprilia continuano ad avere qualcosa in più: "Passano le gare ma i commenti sono sempre gli stessi. Jorge è stato bravissimo, è passato in un punto tosto ed è riuscito anche a difendersi bene. Però, in generale, loro hanno un anteriore molto più stabile del nostro, sono molto più precisi, soprattutto nel veloce, e noi lo soffriamo".
Infatti, secondo lui, non ha inciso neppure la scelta diversa della gomma posteriore, visto che lui aveva la soft e lo spagnolo la media: "Qui alla fine le gomme lavorano in maniera differente, ma danno la stessa performance. Sono molto simili, perché il calo è veramente basso, quindi si equivalgono quasi".
Nonostante tutto, Di Giannantonio non perde la speranza di poter salire sul podio nella gara lunga, magari trovando una di quelle modifiche dell'ultimo secondo che tante volte hanno dato una svolta alle domeniche del boss della sua squadra, il grande Valentino Rossi.
"Spero di riuscire a trovare la modifica del Warm-Up alla Vale, che erano quelle che gli toglievano quei due decimini, che sono quelli che ci servirebbero adesso. Abbiamo un po' di idee e se funzionassero davvero sarebbe una figata, perché potremmo giocarci il podio. Se non è così, proveremo comunque a stare più vicino possibile ai primi", ha concluso.
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