MotoGP | Di Giannantonio: "La sfida vinta con Marquez vale più di un podio"
Il romano del team VR46 si è arreso alle due Aprilia di testa, ma ha colto un prezioso terzo posto che lo porta al quarto posto nel mondiale piloti. Fabio voleva riscattare il sorpasso finale nella Sprint di ieri: "Una vittoria conta di più, ma oggi era o lui o io. E credo di aver capito alcune cose del suo modo di guidare".
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Con le Aprilia imprendibili, Fabio Di Giannantonio a Goiania si è accontentato dell’essere il primo degli altri. È scattato dalla pole position, ma il romano raccoglie un terzo posto importante che lascia Marc Marquez giù dal podio alla conclusione di un GP accorciato di otto giri, poco prima della partenza della gara per l’asfalto che cominciava letteralmente a sbriciolarsi alle curve 11 e 12.
“Ce lo hanno detto a sei minuti dalla partenza – spiega Fabio – e non c’era più tempo per fare niente, nemmeno cambiare la gomma”.
Diggia è primo delle Ducati e quarto nel mondiale piloti a 19 lunghezze dal leader Marco Bezzecchi: il laziale torna a casa dal tracciato dedicato a Senna con un secondo posto nella Sprint dietro a Marquez e oggi festeggia un podio molto combattuto con il nove volte campione del mondo...
“Ieri il confronto l’ha vinto Marc e si è aggiudicato la gara Sprint, mentre oggi l’ho preceduto nel GP e ho conquistato il podio, ma non è la stessa cosa, perché è sempre molto meglio vincere”.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Cosa hai imparato dalla sfida diretta con lo spagnolo?
“Sono contento di aver battagliato con un pilota così forte e con tanta esperienza: è stato molto impegnativo, ma credo di aver imparato molto. Il mio obiettivo oggi era il podio e non provare a vincere, visto che le Aprilia all'inizio ne avevano di più in queste condizioni di pista più scivolose. L’obiettivo era fare il podio e magari provare a prendere Jorge nel finale”.
Cosa è mancato alla Ducati per reggere il passo di Martin?
“Bezzecchi se n’è andato via subito. Quando le condizioni sono un po' più scivolose noi perdiamo tantissimo grip davanti e facciamo tanta fatica: non possiamo più sfruttare il nostro punto forte che è la frenata e l'ingresso in curva. Stiamo molto più sulle... uova e non riusciamo più a portare angolo e percorrenza e velocità dentro la curva, cosa che le Aprilia fanno, tanto che loro sono posizionati meglio anche in uscita e trovano prima il ritmo. Le loro gomme vanno prima in temperatura, prendono del vantaggio e poi alla fine gestiscono il potenziale, tant’è che alla fine stavo guadagnando su Jorge, ma era troppo tardi. Dobbiamo migliorare, in queste condizioni dobbiamo lavorare”.
È parso che avessi due atteggiamenti in pista: molto aggressivo nel primo tratto, con una percorrenza di curva molto veloce, mentre dalla curva 9 alla 12 sembrava che stessi tenendo del margine. Abbiamo visto due Diggia?
“Se analizziamo il weekend possiamo dire che nell’ultimo tratto ho perso una vittoria e mi sono pure steso per cui andavo un po’ calmo. Stamattina ho fatto una scivolata fra la 9 e la 10 che non abbiamo capito, e ho cercato di tenermi un po’ di margine perché era un punto critico, e invece all’11 e 12, l'asfalto si stava rovinando: si staccavano dei pezzi come in Indonesia qualche anno fa e la pista era scivolosissima. Ieri sono stato preso un po' alla sprovvista: ho perso la gara, mentre oggi ho cercato di controllare i rischi”.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Marquez cosa ti ha insegnato nella sfida ravvicinata?
“E’ un pilota molto preciso che sa perfettamente quando è il momento di attaccare e quando è il caso di gestire. Sa calibrare le energie: spinge sempre, ha un grandissimo controllo della moto e, soprattutto, sa quando portare le manovre più azzardate e sono molte mentre guida. Poi è velocissimo nelle curve a sinistra dove ha qualcosa in più degli altri. Sto cercando di studiare come fa, ma non è facile, ma mi ha dato molti spunti”.
Hai tirato fuori l’orgoglio dopo che ti ha beffato ieri alla fine della Sprint...
"Ho spinto davvero tanto, ma all’inizio ho avuto un po’ di problemi perché stamattina ho preso una botta alla spalla sinistra come l'anno scorso. All’avvio della gara quando frenavo forte sul lato sinistro soffrivo tanto, per cui è stato difficile nei primi giri. Alla fine la battaglia con Marquez è stata super divertente. Lui è sempre molto aggressivo, e passarsi non era facile su una pista piuttosto stretta”.
In uno dei contatti ravvicinati la fibbia della tuta si è quasi agganciata alla pedana della Ducati...
“È stato normale, ma stavolta era o io o lui. Oggi sono salito sul podio, non ho conquistato una vittoria, ma è stata una grande battaglia e sono contento di aver battuto Marc”.
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