MotoGP | Di Giannantonio: "Essere la prima Ducati va bene, ma il divario dai rivali inizia ad essere ampio"
Il pilota di VR46 si mostra felicissimo del lavoro con il team, trovando conferma nell'essere la migliore delle Ducati, ma anche ad Austin ha capito che bisognerà migliorare il comportamento dell'anteriore per guidare bene sempre e non incappare in consumi eccessivi delle gomme.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: David Buono - Icon Sportswire - Getty Images
Per come si erano messe le cose, il fine settimana di Fabio Di Giannantonio al GP degli Stati Uniti sarebbe potuto terminare in maniera molto diversa e certamente il 4° posto finale nella gara di domenica non è un risultato da grandi sorrisi.
Eppure l'alfiere di VR46 si è confermato il migliore delle Ducati, grazie ad una bellissima Pole Position e ad un ottimo rendimento in gara, con il rammarico di non aver potuto dire la sua nella Sprint del sabato dopo essere stato steso da Marc Marquez.
Un'altra partenza un po' a rilento domenica lo ha visto scivolare dietro alle Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin, oltre alla KTM di Pedro Acosta, che pian piano si sono staccati andando a giocarsi il podio fra loro.
"Mentre ero 4° recuperavo molto nel primo settore, dato che la nostra moto è molto agile, quindi potevo spingere per riavvicinarmi. Ho dato veramente tutto quello che avevo, il problema è che dovevo veramente impegnarmi per far fare alla moto quello che avrebbe dovuto, il che ci ha creato problemi e dato modo agli altri di prendere margine, frenando più tardi e spingendo sull'anteriore, cosa che al momento a noi manca", ha detto il romano.
"Non ricordo di aver mai vissuto un fine settimana come questo prima d'ora, ma in generale mi ritengo soddisfatto di ogni aspetto perché sono in forma e in sintonia con la moto, vado veloce e sono coi migliori piloti Ducati".
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
In effetti Di Giannantonio sta mostrando un ottimo stato di forma e una grandissima sintonia con la squadra di Tavullia, ma c'è ancora qualcosina da sistemare sulla sua Desmosedici per poter essere costantemente nel gruppo dei primi.
"Sono molto contento del lavoro che stiamo facendo con la squadra, c'è grande comunicazione e mi trovo benissimo con loro; anche se non sono perfettamente a posto con la moto in questo momento, sono convinto che con qualcosina in più possiamo fare veramente ottime cose".
"Essere la prima Ducati al traguardo va bene, ma c'è sicuramente ancora da fare per recuperare il divario dai rivali perché sta cominciando ad essere ampio. Anche la KTM sta facendo molto bene, mentre noi dobbiamo darci da fare per migliorare il comportamento dell'anteriore, in modo da poter frenare più forte ed essere in grado di acquisire maggior velocità in curva con la parte davanti".
"Con gomme nuove la moto va molto bene e possiamo fare quello che vogliamo, ma quando la posteriore inizia a degradarsi non hai più stabilità e supporto davanti, il che rende tutto più difficile".
"Questo è il problema che abbiamo al momento e col fatto che in staccata siamo costretti a caricare tutto sulla posteriore, quando la gomma si consuma siamo finiti; essendo a posto in quell'aspetto, finisce che lo utilizziamo troppo per fare tutto".
"Penso che negli ultimi anni abbiamo fatto delle gare incredibili, stando nel gruppo di testa grazie al controllo della gomma posteriore, ma adesso c'è da sistemare la parte anteriore e quindi ci sarà parecchio lavoro in vista delle prossime gare".
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