MotoGP | Di Giannantonio crea un personaggio horror: "L'insuperabile Binder"
Dopo il quinto posto di Termas de Rio Hondo, il pilota della Pertamina Enduro VR46 ha spiegato di essersi fatto sfuggire la possibilità di salire sul podio non riuscendo a superare il pilota della KTM. E ci ha scherzato, paragonandolo all'innominabile del racconto horror di H.P. Lovecraft.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose
Fabio Di Giannantonio ha regalato spettacolo due volte nella domenica di Termas de Rio Hondo. All'ultimo giro, quando è andato a superare di forza Johann Zarco per prendersi il quinto posto e regalare alla Ducati una strepitosa cinquina. Ma anche quando si è presentato ai microfoni di Sky Sport MotoGP, perché è riuscito a raccontare il suo GP d'Argentina in maniera davvero divertente.
Considerato che non è ancora al 100% della condizione fisica, in seguito all'infortunio ed all'operazione alla clavicola sinistra, che per di più gli sono costati quasi tutto il pre-campionato, il weekend del portacolori della Pertamina Enduro VR46 è stato di quelli da incorniciare.
Dopo aver conquistato un'insperata seconda fila in qualifica, il pilota romano si è piazzato quinto sia nella Sprint che nella gara lunga. Un risultato per il quale forse avrebbe firmato alla vigilia, ma che domenica sera però gli stava un po' stretto. Anche alla luce del fatto che dopo la gara breve non aveva nascosto l'ambizione di poter essere "l'underdog" in quella domenicale.
Sulla sua strada però ha trovato qualcosa che non aveva messo in conto: Brad Binder e la sua KTM. Ancora una volta, dopo essersi reso protagonista di una bellissima partenza, il pilota sudafricano ha dimostrato di essere un osso durissimo da superare, complice la sua capacità di andare a staccare profondissimo. Al punto che "Diggia" è arrivato a creare una nuovo personaggio horror per descriverlo, paragonandolo all'innominabile di H.P. Lovecraft.
Brad Binder, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
"Ci sono tantissime cose positive in questo weekend. Abbiamo fatto uno step pazzesco su tutti i fronti, ma oggi mi rode proprio, perché si poteva fare il podio. Alla fine avevo un passo buonissimo, ma Morbidelli è stato più bravo di me, mi ha passato e da lì la gara è un po' finita", ha detto Di Giannantonio al microfono di Sky Sport MotoGP.
"Ho fatto anche un paio d'errori di concentrazione. Per esempio ho lasciato l'abbassatore attivato alla curva 6 e l'ho fatta tutta come se fossi su un chopper. Questo succede perché penso al fisico e perdo concentrazione. La verità però che è ho buttato la gara dietro a Binder. Ho salvato le gomme, ma perché andavo piano dietro di lui. Binder è l'insuperabile. C'è l'innominabile e poi c'è l'insuperabile che è Binder (ride)".
"Speravo facesse un errorino, invece era sempre preciso e staccava tardissimo, quindi l'ho buttata lì la mia gara. Quindi sì, alla fine avevo tanta gomma perché è vero che di solito sono bravo a gestirla, ma oggi sono proprio andato piano (ride)", ha aggiunto.
Il tono scherzoso è proseguito comunque, perché Di Giannantonio ha ammesso anche di aver imprecato non poco nei confronti di Binder sotto al suo casco: "Mi dispiace, perché è un bravissimo ragazzo ed un gran pilota, ma oggi gliene ho dette parecchie", ha concluso tra le risate.
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