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MotoGP | Di Giannantonio: "Con Martin la scena più brutta della mia vita. Deve far riflettere"

Fabio Di Giannantonio s'è visto rovinare la sua gara a Lusail da un contatto con Alex Marquez, ma ha anche vissuto il momento più brutto della carriera, quando ha colpito in modo incolpevole Jorge Martin, stesosi davanti a lui durante la gara.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Fabio Di Giannantonio era atteso come uno dei grandi protagonisti del Gran Premio del Qatar e a Lusail lo è stato davvero, ma per motivi molto diversi da quelli da lui sperati.

Il pilota del team Pertamina Enduro VR46 si è trovato coinvolto prima in un contatto innescato da Alex Marquez che gli ha fatto perdere diverse posizioni e la possibilità di lottare per il podio.

Poi, nella seconda parte della gara, il momento terribile. Fabio si è trovato Jorge Martin steso davanti a lui tra curva 12 e 13, impotente nel poter fare qualunque manovra con cui evitare il campione del mondo in carica appena caduto davanti a lui.

L'impatto è stato inevitabile. A fine gara - ovvero dopo pochi giri - Di Giannantonio s'è fermato al box Aprilia per avere le prime informazioni su Martin. Sul suo volto la preoccupazione di chi aveva fatto gli ultimi giri di gara con un'apprensione non comune. Una maschera di terrore che, fortunatamente, s'è sciolta dopo aver avuto le prime rassicurazioni.

L'evento con Martin ha messo in secondo, se non in terzo piano il risultato mancato, anche perché sono stati fattori esterni a estromettere il pilota romano dalla lotta per le prime posizioni del Gran Premio del Qatar. Una magra consolazione, ma è bene annotare anche questo aspetto.

Non è arrivato il risultato che volevi. Ma cosa ti porti a casa da questo fine settimana?
"Sono molto consapevole del mio potenziale, siamo sempre molto veloci. Nel warm up abbiamo trovato qualcosa che mi permetteva di andare anche più veloce, andare forte senza sforzo. Sono consapevole di avere un ottimo potenziale. Oggi mi sentivo bene e l'obiettivo era vincere, di provare a stare con Marc e vincere. Il nostro passo era da podio. Quindi mi piace guardare sempre il lato positivo, dunque vedere che siamo sempre forti in tutte le piste e che ce la possiamo giocare per fare grandi risultati. Voglio tornare a casa prendendo il buono di questa situazione".

Cosa ci dici del contatto con Alex Marquez?
"Ero piuttosto davanti e lui mi ha colpito. Non l'ha fatto apposta, è certamente stato un errore. Ma in MotoGP, errori del genere sono un po' al limite. Li puoi accettare in Moto3, forse in Moto2 e forse forse da un rookie in MotoGP. Noi dobbiamo evitare certe manovre, sono molto pericolose e Alex mi ha messo in una situazione pericolosa. Se mi fossi fatto male non sarei qui a parlare con voi. Mi sarei fatto davvero male. E poi era il quarto giro... Voglio lasciare la cosa alle persone, che traggano loro le conclusioni. Sicuramente una cosa del genere non può essere conclusa con un long lap penalty, perché è stata una manovra pericolosa e io ho perso 20-25 secondi e tanti punti. Non è giusto, a mio avviso".

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Karim Jaafar - AFP - Getty Images

Prima del contatto con Alex ti sei trovato dietro a Marc. Cos'hai pensato in quel frangente?
"Ho pensato di mettermi davanti il più possibile perché sapevo che ero uno dei piloti messi meglio con le gomme usate a fine gara. Per cui avrei dovuto cercare di mettermi davanti e cercare di rimanere nelle prime posizioni per poi sfruttare il mio passo e giocarmela alla fine con Marc. Ma non è andata così...".

Parlaci dei due contatti grossi che hai avuto in gara...
"Siamo umani. Sappiamo che facciamo uno sport pericolosissimo, forse uno dei più pericolosi al mondo. Quando siamo in pista siamo consapevoli. Noi però non prendiamo mai in considerazione la morte o un brutto infortunio. Ma sai benissimo che quando hai alle spalle diverse moto che pesano 200 chilogrammi e vanno a 200 km/h può succedere di tutto. C'è chi è più realista e chi meno. Ma siamo tutti coscienti dei rischi che prendiamo. Quello che è successo con Alex è stato molto pericoloso e tutti abbiamo visto quello che è successo. E i rischi in questi casi li prendono tutti, sia quelli che prendono la sportellata, sia quelli che la danno".

E con Martin?
"Me lo sono trovato steso davanti alla mia moto mentre andavo tra i 160-180 km/h. Curva 12 è una curva veloce quella. E' stato molto brutto quello che ho visto con Jorge. La vittoria più grande oggi non è quella di avere avuto un buon passo, è quella che Jorge sta bene. E' in ospedale per i check up, ma sono contento stia bene. Ho vissuto la scena più brutta della mia vita e vorrei che facesse riflettere tutti. Dobbiamo essere solamente grati che stia bene. Ero davvero spaventato a fine gara ed è per quello che mi sono fermato al box Aprilia, per sapere se Jorge stesse bene".

Hai visto Valentino? Hai avuto un suo commento sulla gara?
"Valentino è molto dispiaciuto, perché è consapevole che avremmo potuto fare un grande risultato. Però è stato un grande come sempre, mi ha confortato ed è molto orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto, della performance che abbiamo dimostrato. E questa è una bella vittoria, in fin dei conti".

Hai visto Alex (Marquez) dopo il contatto? Vi siete già visti dopo la gara?
"Alex non l'ho mai visto. Non è venuto a chiedermi scusa per il momento".

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