MotoGP "delusa" dai membri del paddock che rompono la bolla

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MotoGP "delusa" dai membri del paddock che rompono la bolla
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L'IRTA ha inviato una lettera a tutto il paddock della MotoGP per esprimere il suo disappunto per il ritorno a casa di alcuni piloti tra le gare di Aragon e la rottura della bolla COVID-19.

In questa stagione, la MotoGP ha adottato misure di prevenzione contro il COVID-19, che hanno incluso una riduzione del personale ammesso al paddock, tamponi regolari ed un sistema a bolle pensato per limitare l'interazione anche all'interno dei circuiti.

Come parte del suo protocollo per le gare "back to back" sullo stesso circuito, la Dorna chiede a tutto il personale di rimanere all'interno della bolla circuito/albergo per la somma dei due eventi, consentendo ulteriori spostamenti solo per "importanti motivazioni di business".

Ma un certo numero di piloti ha viaggiato al di fuori di questa bolla tra i due round di Aragon.

Prima del Gran Premio d'Aragona, a Valentino Rossi è stato diagnosticata la positività al COVID-19 dopo il viaggio di ritorno da Le Mans, mentre Tony Arbolino è stato costretto alla quarantena in occasione della prima gara di Motorland, perché sempre di ritorno dalla Francia era stato seduto in aereo vicino ad un positivo al virus.

Nella seconda gara di Aragon, il Gran Premio di Teruel, è stata la volta di Riccardo Rossi di stare a guardare, essendo risultato positivo. Stessa situazione che aveva imposto anche Jorge Martin di saltare le due gare della Moto2 di Misano. Ma sono numerosi i membri del paddock che sono risultati infetti dall'inizio della stagione.

Lo scorso weekend l'IRTA ha inviata una lettera ai piloti per esprimere la propria delusione e quella dell'IRTA per il personale del paddock che ha rotto la bolla tra le due gare di Aragon.

"Con le procedure di test e le precauzioni che si stanno prendendo all'interno del paddock, come il distanziamento sociale, l'uso di mascherino e il confinamento delle attività all'interno delle bolle di squadra ed aziendali, il paddock della MotoGP probabilmente rappresenta un rischio minimo di infezione da COVID-19 rispetto a quello della comunità esterna", si legge nella lettera.

"Il rischio maggiore proviene da individui che contraggono la malattia a casa loro o durante i viaggi".

La lettera afferma che è "impossibile determinare con precisione" da dove provengano le infezioni che hanno escluso le persone dai weekend, ma "l'evidenza" dell'IRTA ha suggerito che il virus è stato raccolto al di fuori del paddock.

L'IRTA ha "fortemente sollecitato" il paddock a rimanere nelle sue bolle designate per le ultime tre gare, mettendo anche in guardia contro il recente rilassamento della conformità delle misure di sicurezza all'interno dei box che sono state riprese dalla telecamere.

"Si è notato che alcune persone hanno iniziato ad allentare l'osservanza delle misure di sicurezza richieste nel paddock e nei box", si legge nella lettera.

"Sono apparse in TV e sui social network immagini di personale che festeggiava con i piloti senza indossare le mascherine".

"Se vogliamo che ci sia permesso di continuare a correre dobbiamo dimostrare all'esterno che stiamo rispettando le condizioni che sono state concordate per ottenere i permessi".

"Vi preghiamo di non pregiudicare il completamento della stagione!".

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Serie MotoGP
Autore Lewis Duncan