MotoGP | De Luca: "L'Aprilia spingerà su tutto, non rallenterà lo sviluppo per la nuova 850cc"
Il responsabile del progetto e dello sviluppo di Noale assicura il massimo impegno sui due programmi in parallelo. La differenza prestazionale della moto 2027 è valutata in un secondo al giro: non ci sarà una rivoluzione, ma cambieranno tanti parametri.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing Team
Foto di: Marc Fleury
A Le Mans nel box dell’Aprilia si è visto anche Marco De Luca, Project Director & Head of Vehicle della Casa di Noale. Ed è stata ghiotta l’occasione per avere una prima valutazione del prototipo della RS-GP 850cc che ha fatto il suo debutto nei test privati di Jerez.
All’ingegnere ex ferrarista è corretto chiedere cosa cambierà nella moto con il nuovo regolamento che entrerà in vigore nel 2027...
“Avremo un veicolo completamente diverso sia per il peso che per la sua distribuzione, dovremo essere molto attenti nelle simulazioni e andare nella giusta direzione. Gli abbassatori? Basterà toglierli. Ci saranno meno costi e meno complicazioni tecniche. Non vedo una rivoluzione epocale, ma sicuramente porterà a un qualcosa di diverso".
Lecito domandarsi quanto saranno più lente le MotoGP del prossimo anno?
“Dipenderà molto dal disegno dei circuiti, però quando togli 40-50 cavalli la differenza si sente. In termini di timing la differenza sarà sull’ordine del secondo, ma molto dipenderà anche dal tempo che ci metteremo, come in tutti i regolamenti nuovi, a recuperare la potenza”.
“Perché chiudere il gap col motore termico vorrebbe dire fare un miracolo. Ma nel computo c’è anche il discorso delle gomme. Questo argomento apre un altro aspetto che ho già detto in passato, perché si poteva ottenere lo stesso risultato in altri modi, ma vabbè”.
Aprilia RS GP 27 850cc
Ma scopriremo un concetto di moto diverso, o no?
“Beh, il motore è sempre un aspirato, per dire non è un ibrido, quindi il concetto rimane quello, ma il peso, per esempio, è diverso, e quindi ci devi andare dietro. Devi ragionare su come ridistribuire le rigidezze, il packaging”.
Il raffreddamento potrà essere ridotto?
“Sarà un po' diverso, ma devi fare i conti con qualcosa che scalda. Un pilota ha il bisogno di rimanere il più fresco possibile. Quindi non ci vedo una rivoluzione epocale. Però sicuramente l'esercizio porterà a qualcosa di diverso”.
Ogni Casa con il proprio prototipo ha imboccato una strada dello sviluppo senza sapere cosa fanno gli altri...
“Noi sicuro, stiamo guardando solo a noi stessi”.
Sarà importante il primo test collettivo con i piloti titolari: solo a quel punto saprete dove siete?
“Sarà fondamentale, però io mi aspetto che nessuno scoprirà tutte le carte che ha all'inizio. E quindi bisognerà essere capaci di interpretare cosa stanno facendo gli altri. Nei primi test di Brno (in programma il 22 giugno ndr) dovremo analizzare due aspetti: uno, gireremo con quello che vorremo mettere in pista. Due, non avremo ancora tutte le cose pronte, ovviamente. Perché si sarà in pieno sviluppo. Quindi sarà interessante confrontarci, però dovremo tenere in mente che ci sono questi aspetti”.
Aprilia Racing
Foto di: Pierre-Louis Le Mouëllic
L’aerodinamica sarà ancora protagonista anche con un motore con 50 cavalli in meno?
“No, non perderà il ruolo da protagonista che ha oggi. Perdi dei cavalli, quindi vuol dire che il target di alcuni comportamenti aerodinamici deve cambiare. Non si può trasferire delle soluzioni attuali alla MotoGP 2027, si farebbe un esercizio sbagliato”.
“L'aerodinamica, quindi, dovrà essere adattata, ma i fondamentali, resistenza, carico, bilanciamento, sensibilità, ecc. saranno sviluppati con altrettanta cura e attenzione”.
Guardando la classifica del mondiale si può dire che siete il riferimento in pista: per voi è stata una sorpresa oppure, dopo il lavoro svolto, state centrando un obiettivo previsto?
“Parliamo delle prestazioni?. È una bella domanda: eravamo consapevoli del fatto che il momentum poteva essere favorevole perché il lavoro di sviluppo ci portava a credere che la moto di quest'anno fosse qualcosa di meglio rispetto a quella dell'anno scorso. E così è stato, ma rispetto alla concorrenza non lo so. Quante gare abbiamo disputato finora?
Bisogna aspettare per dare un giudizio e poi sono un po’ scaramantico. Aspettiamo la penultima gara?”.
“Il bello di questo sport, come di tutti gli sport del motore, è che gli altri, come noi, stiano spingendo come dei dannati nello sviluppo. Sarà interessante vedere chi deciderà di investire in questa stagione magari sacrificando un pelino la prossima, oppure ci sarà chi si rilasserà un po' per concentrarsi maggiormente nel 2027”.
Aprilia Racing 850
Foto di: Aprilia Racing
E quale sarà il vostro atteggiamento?
“Noi spingeremo dappertutto. Senza lasciare nulla al caso”.
Con la moto nuova sarà importante avere nel team un pilota della Moto2 che conosca le gomme Pirelli, tenuto conto che le 850 cc potrebbero avvicinarsi alle Moto2?
"Quando do queste risposte non ci prendo mai. Posso dire che i piloti di MotoGP sono dei fenomeni e si adattano molto in fretta ai cambiamenti”.
Quanto è stato complicato il passaggio dalla F1 alla MotoGP considerato che la dinamica delle due ruote è molto diversa?
“Tanti me lo chiedono. Una volta che sei abituato a masse diverse, a comportamenti e dinamiche completamente diverse, ci vuole un po’ di tempo all'inizio: non che abbia fatto fatica, ma qualche giorno ci ho messo per capire che cercavo certe risposte e ne trovavo altre. Ma ero io che sbagliavo, perché non adottavo le metriche giuste. Nessuno nasce imparato e, almeno all’inizio, bisogna fare un po' la tara”.
“In materia di aerodinamica siamo ancora dove siamo, perché secondo me in Formula 1 è forse più facile capire, ma con la dinamica della moto forse siamo arrivati al 70%”.
“Nelle due ruote la difficoltà è come avere due veicoli allo stesso momento, perché tra il pilota che interagisce con l'aerodinamica, la moto ha un comportamento molto diverso se è dritta o stesa. E siccome è un corpo rigido tu devi ottimizzarlo e diventa importante trovare il miglior compromesso”.
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