MotoGP | Dall'Igna: "Vedere Marc in Rosso è stata un'emozione forte"
Il direttore generale di Ducati Corse ha tracciato un bilancio del 2024 trionfale del marchio bolognese, soffermandosi sulle 14 triplette e sulla top 8 della Sprint in Thailandia. Parlando del futuro, non ha nascosto l'emozione per aver accolto in squadra un otto volte campione del mondo come Marc Marquez.
Gigi Dall'Igna, direttore Ducati Corse
Foto di: Giacomo Rauli
Fare meglio del 2023 sembrava quasi impossibile, ma la Ducati c'è riuscita ancora una volta. Nel 2024, la Casa di Borgo Panigale ha reso ancora più clamorosa la sua supremazia in MotoGP. Non solo si è portata a casa tutti i titoli, ma ha lasciato solo le briciole agli avversari, vincendo 19 dei 20 Gran Premi in programma e monopolizzando le prime quattro posizioni della classifica iridata con Jorge Martin che ha conquistato la corona di campione e Pecco Bagnaia, Marc Marquez ed Enea Bastianini a completare i "Fantastici 4" che il marchio bolognese ha celebrato con l'evento "Campioni in festa".
E in un'occasione come questa non poteva mancare il bilancio dell'uomo che più di tutti ha contribuito a trasformare la "Cenerentola" che ha trovato quando è arrivato a Borgo Panigale nel 2014 in un'armata praticamente imbattibile, ovvero il direttore generale del reparto corse, Gigi Dall'Igna.
"Devo dire che i numeri parlano abbastanza da soli. E' stata una stagione bellissima dal punto di vista sportivo, ma soprattutto è stata una stagione sportiva per come si sono comportati i piloti in pista e per come abbiamo gestito una situazione delicata", ha detto l'ingegnere veneto, che poi ha passato in rassegna i numeri di un'annata che è destinata a rimanere nella storia non solo della Rossa, ma dell'intera classe regina.
"Abbiamo fatto qualcosa di veramente particolare e incredibile. Faccio fatica a leggere e credere ai numeri che abbiamo raggiunto. Vorrei ricordarne due: il 14, che sono le volte in cui Ducati ha monopolizzato il podio; ricordo l'emozione quando centrammo per la prima volta l'intera Top 3 sotto la mia gestione (Valencia 2021), riuscirci 14 volte su 20 gare dimostra veramente la nostra forza".
Gigi Dall'Igna, direttore Ducati Corse
Foto di: Giacomo Rauli
"L'altro numero che mi fa particolarmente piacere ricordare sono gli 8 piloti Ducati davanti a tutti nella Sprint in Thailandia: ciò significa che tutte le nostre moto hanno battuto la concorrenza. Si tratta di un numero incredibile e non posso far altro che ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto, dalle persone a casa, ai team e piloti che ci hanno aiutato a raggiungere questi risultati".
Infine, Dall'Igna ha voluto sottolineare ancora una volta la parità di trattamento offerta a Martin e Bagnaia fino all'ultima gara, nonostante il madrileno fosse in sella ad una Desmosedici GP del Prima Pramac Racing e sia lui che la squadra fossero in uscita a fine stagione: "Ducati quest'anno ha messo in mostra tutta la sportività del marchio, lasciando che i piloti lottassero per il campionato senza giochi di squadra, aiuti o cercando di penalizzare i propri team, clienti e piloti".
Poi però è stato anche il momento di iniziare a guardare al futuro e al "dream team" che ci sarà nel box della squadra ufficiale nel 2025, quando accanto a Bagnaia arriverà a Marquez a formare una coppia da 11 Mondiali. E l'inizio è stato promettente, nella prima giornata di test a Barcellona hanno dato indicazioni molto simili sulla direzione da prendere con la GP25.
"Sono due campioni, due piloti che hanno sicuramente tanta esperienza, quindi perché no? Il pilota alla fine dice quello che sente sulla moto e le sensazioni sono state effettivamente molto simili. Questo, come ha detto Pecco, aiuta il nostro lavoro, perché ci dà la conferma della strada da seguire".
Marc Marquez, Ducati Team, Luigi Dall'lgna, General Manager Ducati Corse
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
A Dall'Igna è stato anche chiesto in cosa i due possono essere simili e in cosa invece sono diversi tra loro: "Credo che siano entrambi grandi campioni e questa è la cosa su cui si assomigliano di più. Hanno tutti e due grandissima esperienza. Tutti e due sono molto determinati, ma d'altra parte questo è lo spirito del campione. Dal punto di vista della differenza, probabilmente uno è un po' più staccatore e l'altro percorre un po' di più a centro curva, però comunque sono due piloti che sanno cosa serve per vincere un campionato del mondo".
Infine, cosa ha provato quando ha visto per la prima volta Marc con la tuta rossa in Catalogna: "Quando vedi un campione che guida la tua moto è sempre un'emozione forte".
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