MotoGP | Dall'Igna: "Puntare su Marc è stata la decisione più corretta possibile"
Nel giorno del nono titolo iridato di Marquez, il settimo in MotoGP e il suo primo con la Ducati, il direttore generale del reparto corse di Borgo Panigale ha ribadito ancora una volta l'importanza della scelta di portarlo in Rosso. Sul ritorno alla vittoria di Bagnaia ha aggiunto: "Abbiamo sofferto con lui, ci fa stare meglio con noi stessi".
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La Ducati non avrebbe potuto chiedere di più alla trasferta di Motegi. Non solo la Casa di Borgo Panigale si è portata a casa il quarto titolo piloti consecutivo, nel weekend del grande trionfo di Marc Marquez c'è stata anche la rinascita di Pecco Bagnaia, finalmente competitivo in sella alla GP25, che ha completato la festa del collega spagnolo con la pole position ed una perentoria doppietta.
La storia più importante oggi però è chiaramente quella legata al #93, tornato sul tetto del mondo a sei anni dal precedente trionfo, dopo essere passato attraverso stagioni di gravi infortuni e grande sofferenza. Un percorso di risalita iniziato nel 2023, quando ha deciso di uscire dalla sua confort zone, lasciando la Honda, che era sempre stata la sua casa, per entrare nell'orbita del marchio bolognese, anche se inizialmente su una moto satellite, e dimostrare a tutti, compreso se stesso, di poter essere ancora il campione che era prima del grave infortunio di Jerez 2020.
Quando l'anno scorso, dopo un inizio incoraggiante con i colori del Gresini Racing, i vertici della Ducati avevano deciso di puntare su Marc per affiancare Pecco Bagnaia nel team ufficiale, scaricando quel Jorge Martin che poi si era laureato campione del mondo a fine stagione, erano arrivate parecchie critiche alle porte di Bologna. Forse è anche per questo che il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna, ha ribadito la bontà di quella scelta nel giorno in cui Marquez si è seduto sul trono della MotoGP per la settima volta (i suoi Mondiali sono 9 in tutto), dopo una stagione dominata dall'inizio alla fine.
"Prima di tutto, due anni fa non siamo stati noi a scegliere Marc, ma è stato il Gresini Racing, e devo dire che hanno fatto una grande stagione insieme. Durante quella stagione poi è maturata la decisione di portarlo nel team ufficiale e credo che sia stata quella più corretta possibile, perché gli abbiamo dato gli strumenti per potersi esprimere al meglio", ha detto Dall'Igna ai microfoni di Sky Sport MotoGP, commentando un ruolino che parla di 11 vittorie nei GP e ben 14 nelle Sprint.
Come detto, per la Ducati si tratta del quarto titolo piloti consecutivo, dopo i due di Bagnaia e quello di Martin, insieme a ben sei corone costruttori. All'ingegnere veneto, dunque, è stato domandato quale possa essere stata la pietra angolare di questi trionfi, visto che la rinascita è cominciata proprio quando lui è approdato a Borgo Panigale nel 2014.
"Probabilmente il mattone più importante è stato la realizzazione della prima moto, la GP15, che credo abbia fatto fare un salto di qualità tecnico abbastanza importante alla Ducati. Quella ha rappresentato probabilmente le fondamenta su cui poi abbiamo costruito tutto il resto".
Luigi Dall'lgna, Japanese MotoGP Race, 28 September 2025
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Passando alla vittoria di Bagnaia, nel box della Rossa c'è stato anche un po' di apprensione, perché ad una decina di giri la sua Desmosedici GP ha iniziato a fumare dallo scarico. Cosa che aveva portato anche alla visita di un funzionario dell'IRTA, arrivato a chiedere chiarimenti. Tuttavia, Dall'Igna ha assicurato che era tutto sotto controllo.
"Noi sapevamo perfettamente quello che poteva essere successo alla moto, quindi eravamo abbastanza tranquilli che sarebbe potuta arrivare al traguardo, altrimenti avremmo preso noi la decisione di fermare Pecco. Chiaramente, non è mai bello vedere una moto che fuma, ma c'è sempre la possibilità che possa uscire un po' d'olio dallo scarico, anche se sapevamo che si trattava di un qualcosa di limitato".
Ancora una volta, il tecnico è stato interrogato su quale sia stata la chiave che ha permesso a Pecco di tornare ad essere veloce grazie al lavoro svolto nei test di Misano, ma non ha voluto confermare o smentire se ci sia stato un riavvicinamento al pacchetto della GP24 o meno.
"Alla fine quello che conta non è capire, è far andare forte i piloti. Quando un pilota vince, poi tutto il resto si può fare con calma e ragionando meglio. Come abbiamo sempre detto, la differenza tra le due moto non è tanta e hanno caratteristiche che possono essere 'mischiate'. Ci sono componenti che si possono aggiungere o togliere a seconda delle necessità del pilota".
A caldo, Marc ha detto di sentirsi in pace con se stesso subito dopo la conquista del titolo. Quando gli è stato domandato se oggi possa dire la stessa cosa anche Bagnaia, Dall'Igna ha concluso: "Possiamo dirlo un po' tutti, perché anche noi abbiamo sofferto insieme a Pecco in questi mesi, quindi vederlo tornare a vincere è stato anche per noi un qualcosa che ci fa stare meglio con noi stessi".
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