MotoGP | Dall’Igna: “L'uscita di Honda sarebbe stato un problema per tutti”
A poco meno di due settimane dall’inizio della pre-stagione 2024 di MotoGP con i test in Malesia, abbiamo intervistato in esclusiva il massimo responsabile di Ducati Corse, due volte campione del mondo che cerca la terza corona consecutiva.
Luigi Dall’Igna incontra Motorsport.com a una settimana dalla presentazione di Ducati, che quest’anno punterà a conquistare il suo terzo titolo consecutivo in MotoGP, il quarto in totale per la Casa di Borgo Panigale. Al decimo anniversario del suo arrivo al marchio bolognese, l’ingegnere ha acquisito talmente tanta influenza nel team e nel mondiale da essere visto da molti come l’Adrian Newey del campionato. Dopo aver battuto la maggior parte dei record lo scorso anno, Ducati affronterà questo 2024 in piena forza e con la risorsa extra Marc Marquez, che ha rinunciato all’ultimo anno di contratto milionario che lo legava a Honda per salire su uno dei prototipi di Dall’Igna.
È stato il Natale più tranquillo della tua vita?
"In realtà, sono una persona che quando smette di lavorare si scarica. Quando sono con gli amici, chiudo la saracinesca e mi diverto. È stato un Natale tranquillo, ma lo è stato anche lo scorso anno".
Molti ti comparano ad Adrian Newey, leader del reparto tecnico Red Bull in Formula 1, per l’influenza che hai in MotoGP. Tuttavia, con la tua moto non vince solo un pilota, ma lo fanno in molti. Questo ti porta a un livello superiore?
"Questo è impossibile. Newey è una legenda. Solo il fatto che qualcuno mi metta a confronto con lui mi dà soddisfazione. Ma le macchine e le moto sono due universi completamente diversi".
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Marc Marquez, Gresini Racing
L’anno prossimo in Ducati arriva Marc Marquez, che molti considerano il Max Verstappen della MotoGP. Non pensi che si corra il rischio che si parli meno della moto e più di Marc?
"Il mio obiettivo è vincere, e devo fare in modo che Ducati lo faccia per quanto più tempo possibile. Questo è il fine ultimo del mio lavoro. Non sono un egocentrico in questo censo, non vedo solo la Ducati che vince, ma il pilota e il team che vincono insieme. Siamo una squadra. Non mi sono mai chiesto se fosse più importante il pilota o la moto. L’unica cosa che conta è che alla fine della stagione il pilota che vince il premio più ambito guidi una Ducati".
Non sarebbe più facile se i piloti della stessa casa seguissero degli ordini stabiliti?
"Questo è uno sport, significa che dobbiamo comportarci in maniera sportiva e non possiamo giocare sporco. Questa è la base della mia filosofia. Giocare sporco sarebbe limitare le prestazioni di una moto per evitare che un pilota possa vincere. Jorge Martin ha avuto a disposizione tutte le carte per giocarsi il titolo fino alla fine. Senza manovre extra. Questo è giocare pulito, interpretare correttamente lo sport".
Recentemente hai preso qualche riferimento dalla Formula 1?
"Tempo fa, la Formula 1 mi piaceva molto. Ora mi piace un po’ meno. La seguo e mi interessa perché c’è molta tecnologia dietro e io sono molto curioso. Diciamo che non guardo più tutte le gare. Ci sono moltissimi ingegneri aerodinamici che attualmente lavorano in MotoGP provenienti dalla Formula 1. Dopo l’aeronautica, la Formula 1 è la massima espressione dell’aerodinamica. La MotoGP deve ancora fare molta strada per capirla totalmente. Penso che ci siano degli aspetti dell’aerodinamica in cui si deve migliorare tanto, non conosciamo ancora tutte le sfaccettature che possono avere influenza su una moto".
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Jorge Martin, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Ducati
Perché Ducati ha firmato l’introduzione del sistema di concessioni a favore di Yamaha e Honda se si era dichiarata chiaramente contro?
"Noi non eravamo contrari. Siamo sempre stati a favore di aiutarli. Dal mio punto di vista, quando un costruttore è in difficoltà, è giusto dargli una mano affinché cresca e si avvicini a chi sta vincendo. Sì, sono completamente contrario a dare concessioni ad Aprilia e KTM. La prima ha vinto due gare, la seconda si è giocata il podio in quasi tutti i gran premi dell’ultima parte di stagione. Non capisco perché dare vantaggi a loro".
Ma l’accordo contemplava entrambi gli aspetti e Ducati lo ha firmato.
"Abbiamo accettato le concessioni perché abbiamo pensato che fosse più importante aiutare Yamaha e Honda che disapprovare i vantaggi che avranno Aprilia e KTM. Se Honda decidesse di lasciare la MotoGP, sarebbe un problema per tutti. Per aiutare Yamaha e Honda abbiamo dovuto accettare le concessioni agli altri, in questo senso abbiamo firmato. Più competitive saranno le marche, più bello sarà il mondiale".
Le concessioni possono essere di grande aiuto, sempre che si abbia la consapevolezza di dover cambiare. Pensi che Yamaha e Honda lo sappiano?
"La grande differenza è che loro hanno la possibilità di sbagliarsi e correggersi. Per esempio, possono aprire e modificare il motore. Noi no. Chi ha le concessioni può tornare indietro con il propulsore se sorge qualche problema. Noi dobbiamo concludere il campionato con il motore che abbiamo omologato all’inizio dell’anno. per questo dobbiamo essere molto più conservativi. Non è solo una questione di test, ma è la possibilità di rischiare molto di più. Loro, nell’aerodinamica, hanno un aggiornamento in più di noi. Se noi ci sbagliamo, abbiamo un problema".
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Johann Zarco, Pramac Racing, Gigi Dall'Igna, Direttore Generale Ducati Corse
La GP24 cambierà molto rispetto a quella che abbiamo visto nei test di Valencia?
"Quella era all’inizio del suo sviluppo. Ci saranno delle modifiche che si vedranno presto".
Il sistema di partenza che ha implementato KTM nel 2023 ti ha colto di sorpresa?
"Forse sì. Tanto che ci siamo messi a pensare un sistema per migliorare le nostre partenze. In quel momento, le KTM partivano meglio di noi, ma abbiamo reagito per eliminare questo svantaggio".
Quale marca vedi come maggior minaccia nel 2024?
"Tutte le marche proveranno a correggere quello che è successo l’anno scorso. Spero che nel 2024 compiano un passo in avanti. In questo momento non posso fare un nome, ma sicuramente tra quelli con le concessioni e il livello che alcuni hanno dimostrato nell’ultima parte del 2023, avremo le cose più complicate".
Quali argomentazioni ti hanno fatto rimanere in Ducati e non accettare la sfida che ti ha proposto Honda?
"Ci è costato molto arrivare fino a qui. Non abbiamo vinto il mondiale da un anno all’altro. Sarebbe stato completamente stupido rinunciare a un insieme di cose così positive a livello tecnico come quello che c’è ora in Ducati. Il gruppo di lavoro che ho accanto a me è meraviglioso, sia dal punto di vista tecnico che umano. Rinunciare a questo non è facile".
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