MotoGP | Dall'Igna: "La testa del pilota è la cosa da curare più della moto"
Il direttore generale di Ducati Corse ha accolto positivamente il ritorno alla vittoria di Pecco Bagnaia ad Austin, seppur favorito dall'errore di Marc Marquez. Per lui però è più importante il passo avanti che ha fatto in termini di feeling, ma soprattutto a livello di testa e di fiducia.
Luigi Dall'igna, Ducati Team Manager
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il weekend di Austin sembra poter essere finalmente quello della svolta per Pecco Bagnaia. Il 2025 è iniziato in salita per il tre volte campione del mondo, che aveva assistito quasi impotente alla cinquina di successi del nuovo compagno di box Marc Marquez. Dopo aver faticato anche a tenere testa ad Alex Marquez nelle prime due uscite, in Texas il piemontese sembra finalmente aver fatto un passo avanti nella messa a punto della sua Ducati e anche la sorte ha girato dalla sua parte, perché il #93 ha commesso un errore quando era in fuga solitaria, spianandogli la strada verso la vittoria.
Un successo importante per il morale del piemontese, anche se, secondo il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna, nel proseguimento della stagione sarà più importante lo step che ha fatto a livello di feeling, anche perché all'orizzonte c'è il Gran Premio del Qatar e Lusail è sempre stata una pista più nelle corde di Pecco rispetto a quelle che ha affrontato per ora.
"Sicuramente credo che per Pecco fosse importante tornare alla vittoria. Ma al di là della vittoria, questa gara è stata importante per delle sensazioni che ha avuto sulla moto già da ieri (sabato). Questo è quello che mi fa ben sperare di più. Soprattutto, la prossima è una pista sua, quindi credo che partire da qua con questo risultato possa essere sicuramente un moltiplicatore di motivazioni per la prossima gara", ha detto Dall'Igna ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
Secondo l'ingegnere veneto comunque non c'è stata solo una svolta tecnica dietro a questa vittoria: "La tecnica fa sempre un passo indietro rispetto alla testa del pilota. Questo è sempre da considerare, perché tante volte si scartano delle soluzioni tecniche che sulla carta sono migliorative, ma se per la testa del pilota non lo sono, è sempre meglio lasciarle perdere. Sicuramente, la testa del pilota è la cosa da curare più della moto".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Quando poi gli è stato domandato se ci siano delle differenze tra la moto di Bagnaia e quella di Marquez, ha spiegato: "C'è sempre una differenza tra le moto di due piloti diversi, perché evidentemente hanno necessità diverse e stili di guida diversi. Sia dal punto di vista dell'assetto, ma anche di quello delle parti che vengono utilizzate sulla moto, ci possono essere delle differenze. Ci sono sempre state e sempre ci saranno, soprattutto in una gestione come quella Ducati, che è sempre mirata a cucire la moto intorno al pilota".
Dall'Igna ha anche smentito che sulla configurazione tecnica della moto di Pecco fosse stato fatto un passo indietro verso la GP24 per aiutarlo in questo fine settimana: "I particolari tecnici che abbiamo usato ad Austin sono gli stessi che avevamo utilizzato in Argentina. Sicuramente gli assetti sono differenti, ma la moto di base è sempre quella".
Il grande capo del reparto corse bolognese ha voluto spezzare una lancia anche a favore di Fermin Aldeguer, caduto a due giri dal termine quando era risalito in quinta posizione ed era il più veloce in pista. Un ottimo assaggio del talento del rookie del Gresini Racing, che però non si è concretizzato in punti.
"Aldeguer è un pilota che abbiamo scelto, che stavamo seguendo da tanto tempo, quindi sono felice di vederlo contento sulla moto. Mi dispiace però che sia caduto a due giri dalla fine perché, anche se la prestazione è stata meravigliosa, i punti alla fine servono. Domani quando guarderà la classifica e si vedrà indietro, sicuramente non sarà contento. Quindi per il suo morale sarebbe stato meglio arrivare alla fine, ma credo che comunque abbia fatto una bellissima gara e sono contento che sia con noi".
Dopo la meritata festa per l'ennesimo trionfo targato Ducati, lo sguardo si volgerà subito al prossimo appuntamento: "Il Qatar è un circuito che di solito ci piace e piace soprattutto a Pecco. Magari piace un po' meno a Marc, ma poi alla fine la gara è sempre la gara, quindi anche chi è favorito rischia di non vincerla e chi parte per secondo può fare un risultato importante. Le gare di moto sono sempre belle per questo", ha concluso, con quello che è sembrato un accenno a quanto appena accaduto ad Austin.
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