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MotoGP | Dall'Igna: "I risultati di Marquez sono la consacrazione di un campione ritrovato"

Nel suo consueto bilancio del weekend, il direttore generale di Ducati Corse ha sottolineato come il filotto di sette doppiette firmate da Marc Marquez nonostante una concorrenza sempre più temibile certifichi il suo ritorno al livello di prima dell'infortunio. Nonostante le difficoltà, resta immutata anche la sua fiducia in Pecco Bagnaia.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Ducati Corse

Non ci sono veramente più aggettivi per descrivere quello che Marc Marquez sta riuscendo a fare nella sua prima stagione da pilota ufficiale Ducati. Con la doppietta di Balaton Park, in Ungheria, lo spagnolo è arrivato a mettere in fila 14 successi tra Sprint e gare brevi, quindi per lui ormai il nono titolo della carriera, il settimo in MotoGP, è davvero ad un passo.

Talmente vicino che potrebbe diventare realtà già a metà settembre, a Misano, con sei gare d'anticipo. Per riuscirci, deve portare ad almeno 222 punti il margine nei confronti del fratello Alex, che al momento è di 175 lunghezze, ma che è cresciuto in maniera davvero mostruosa nelle ultime uscite. 

Di fronte a questo strapotere, fa fatica ad aggiungere qualcosa anche Gigi Dall'Igna che, come di consueto, ha affidato le sue riflessioni post-gara al suo profilo LinkedIn: "Sulla forza di Marc Marquez non c'è nulla da aggiungere a quanto già detto e scritto dall'inizio della stagione. Tutti questi risultati non sono altro che la consacrazione di un campione ritrovato. Non ci si abitua mai alle vittorie e bisogna festeggiarle ogni volta come se fossero le prime, sia per stimolare il nostro entusiasmo che per onorare il suo grande talento", ha scritto il direttore generale di Ducati Corse a proposito del #93.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

"Dobbiamo assaporare questi momenti al massimo ed essere immensamente grati a tutti coloro che, con il loro prezioso lavoro dietro le quinte, hanno contribuito così tanto allo sviluppo del nostro progetto con il massimo impegno, lontano dai riflettori e dalla fanfara dei media: un grande "grazie" a tutti quelli di Ducati Corse", ha aggiunto.

A dare ulteriore smalto alle imprese del pilota di Cervera c'è anche il fatto che nelle ultime gare la concorrenza si è fatta decisamente più aggressiva, come certificato dal filotto di podi messo insieme da Marco Bezzecchi sull'Aprilia e da Pedro Acosta sulla KTM.

"La varietà dei marchi avversari nella classifica finale la dice lunga sulla competitività dei nostri rivali e aggiunge ancora più valore alle nostre vittorie. Per questo motivo, vale la pena menzionare il podio tutto Ducati nella Sprint Race, con i due piloti VR46 che hanno dimostrato la forza sia del team che dei suoi piloti".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Di contro, nell'altro lato del box, quello occupato da Pecco Bagnaia, le cose sembrano andare sempre peggio, con il piemontese che dopo la pausa estiva ha conquistato la miseria di 15 punti tra l'Austria e l'Ungheria. Il punto più basso lo ha toccato proprio al Balaton Park, che con le sue chicane strette ha amplificato le sue difficoltà sulla GP25, anche se domenica alcune modifiche radicali d'assetto sembrano aver dato dei frutti. O almeno questo è quello che sperano gli uomini in Rosso, che non hanno perso la loro fiducia in Pecco.

"È stato un weekend davvero complicato per Bagnaia, dalle prove libere alle qualifiche e poi al GP. C'è stata solo una nota positiva, ma importante: le sensazioni provate in gara con le significative modifiche all'assetto apportate dopo le qualifiche. Ciò che conta in questo momento non è il risultato della gara in sé, ma il "feeling" che ha ritrovato sulla moto".

"I risultati arriveranno solo dopo che avrà ritrovato pienamente la giusta fiducia, il che comporta anche abituarsi a fare "cose" che dovrebbero essere normali ma che la configurazione precedente non gli permetteva di fare. La prossima tappa sarà quindi importante per confermare la strada intrapresa: non vediamo l'ora che questo accada. Noi crediamo in Pecco, e lui lo sa", ha concluso.

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