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MotoGP | Dall'Igna ammette il no a Honda: "Lasciare Ducati non era logico"

In un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, il direttore generale di Ducati Corse ha ammesso che la Honda ha provato a tentarlo per affidargli il suo rilancio, ma che lui ha preferito proseguire con la Casa di Borgo Panigale. Inoltre, ha offerto il suo punto di vista sull'arrivo di Marc Marquez sulla Desmosedici GP del Gresini Racing.

Luigi Dall'igna, Ducati Team

La rottura di Marc Marquez con la Honda dopo 11 anni insieme ed il suo imminente approdo al Gresini Racing, che gli affiderà una Ducati nel 2024, è la notizia che ha scosso il paddock della MotoGP nelle ultime 48 ore.

A dire il vero, questo scenario si era delineato ormai da circa un mese, ma quello che bisogna capire era se l'otto volte campione del mondo avrebbe avuto il coraggio di andare fino in fondo e voltare le spalle al più grande costruttore al mondo, con cui si è seduto per ben sei volte sul trono della classe regina, per salire su una Desmosedici GP in versione satellite.

Per rimanere legato al costruttore di Tokyo, aveva chiesto una campagna di rafforzamento che potesse portare idee nuove, quindi tecnici che arrivassero dall'Europa. E uno dei nomi in cima alla lista era senza ombra di dubbio quello di Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse, che nel 2014 aveva ereditato una Rossa in una situazione ben peggiore di quella che stanno vivendo ora i giapponesi, ma l'ha trasformata in una macchina da guerra che domina in lungo ed in largo da almeno un anno e mezzo a questa parte.

L'ingegnere veneto ha parlato dell'arrivo del #93 in un'intervista che ha concesso alla Gazzetta dello Sport, nella quale ha ammesso che ci sono stati dei contatti con la Honda e di averci anche pensato, spiegando i motivi che lo hanno convinto a rimanere a Borgo Panigale.

"Come probabilmente è normale che sia, si sono fatti dei ragionamenti. Io sto bene in Ducati. Ho faticato tanto per arrivare ad una situazione in cui Ducati è considerata un modello, andare via ora forse non sarebbe stato logico. Poi, è vero che quello che dovevo fare qui l'ho fatto, poteva essere una sfida vinta e archiviata e la Honda è una sfida altrettanto interessante ed importante", ha spiegato Dall'Igna.

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Inevitabilmente, il grande capo del reparto corse non si è potuto esimere dal commentare l'arrivo di Marc in una delle squadre satellite del marchio: "L'operazione è tutta merito di Gresini, sono loro ad averlo preso, non Ducati. Con Marc ho parlato di tante cose, ma voglio ribadire una cosa, non è un'idea mia. E' un team che ha deciso di fare un accordo con un pilota. Chiaro che poi sia contento di vedere sulle mie moto piloti che vanno forte".

La moto che avrà a disposizione il pilota di Cervera dovrebbe essere una GP23, anche se non è ancora chiaro se nella versione che terminerà il Mondiale a Valencia o in una differente: "E' ancora da valutare, se quella o la precedente alla ultime evoluzioni, che sono ancora in fase di analisi e hanno delle criticità".

Come avevamo anticipato in occasione dell'annuncio, Dall'Igna ha confermato che Marquez non dovrebbe portare con sé uomini della Honda nel suo sbarco nella squadra di Faenza: "Io credo che venga da solo". Anche se in Ducati non c'è il timore che Marc possa rubare i segreti della Rossa e poi emigrare in altri lidi nel 2025: "Zarco andrà in Honda. E' la stessa cosa, no? Le informazioni, le conoscenze, le porterà con sé. E peggio se va via un ingegnere".

La Ducati in questo momento dispone già dei primi tre piloti nella classifica iridata, il campione in carica Pecco Bagnaia ed i suoi inseguitori Jorge Martin e Marco Bezzecchi. L'inserimento di un campionissimo come Marquez potrebbe complicare ulteriormente le cose, anche se non sembra preoccupare troppo Dall'Igna.

"Questa è una preoccupazione, una delle sfide da affrontate. Dovremo essere bravi a gestire piloti forti, con caratteri forti. Al di là di Marc, già ora c'è una concentrazione di campioni importante. Ne arriva forse uno più ingombrante, ma è un lavoro che sappiamo fare".

Infine, ha risposto a chi teme che la MotoGP possa diventare un monomarca Ducati e quindi un po' noiosa da seguire: "A me pare che la battaglia di quest'anno tra Pecco e Martin sia già entusiasmante. Si vedranno delle belle lotte, non sarà un Mondiale triste".

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