MotoGP | Chi è Marco Rigamonti, il nuovo capo tecnico di Marc Marquez in Ducati
Marc Marquez lavorerà in questa stagione in Ducati con un nuovo ingegnere di pista, il secondo diverso dopo la sua partenza dalla Honda, dove aveva sempre lavorato con l'amico Santi Hernandez.
Dopo aver avuto lo stesso ingegnere di pista per tredici stagioni, due anni in Moto2 e undici nel team ufficiale Honda, Marc Marquez si è lasciato alle spalle il rapporto professionale con Santi Hernandez nel 2023 per lavorare, nel Gresini Racing, con l'italo-britannico Frankie Carchedi, con il quale ha condiviso per una stagione il box del team satellite Ducati.
Nel 2024, ancora una volta, Marquez cambierà capo tecnico e lavorerà con un altro italiano, l'ingegnere Marco Rigamonti, che ha un'enorme esperienza nel campionato, al quale è arrivato nel 2009, oltre a quella di aver lavorato con molti piloti diversi e con squadre europee e giapponesi.
Rigamonti è arrivato nel Motomondiale nel 2009 con la Pramac-Ducati, lavorando in quella stagione con Niccolò Canepa, che era uno dei due piloti fissi della squadra insieme a Mika Kallio, e finendo l'anno con Aleix Espargaró, che ha debuttato in MotoGP negli ultimi quattro Gran Premi dell'anno come sostituto di Canepa.
Marco Rigamonti (a sinistra) con Aleix Espargaró al GP di Valencia 2009
Foto di: Pramac Racing
Nel 2010, Aleix è rimasto con Rigamonti come responsabile tecnico in Pramac, sempre con le Ducati che, all'epoca, non erano tra le moto più competitive, come invece lo sono ora. Il miglior risultato dello spagnolo in quell'anno fu un 8° posto all'Estoril.
Nel 2011 Aleix tornò in Moto2, con Randy de Puniet che passò alla Pramac, dove trovà ad accoglierlo Rigamonti come ingegnere di pista. Il sesto posto al GP d'Australia, nella penultima gara dell'anno, è stato il suo miglior risultato in sella alla GP10. Nel 2012, il tecnico italiano ha cambiato pilota e, dopo la partenza di De Puniet, nel garage Pramac è arrivato un altro spagnolo: Hector Barbera. I migliori risultati del pilota valenciano sono stati due settimi posti, ad Assen e a Sepang.
Iannone entra nella vita di Rigamonti
La vita di Rigamonti ha subito una svolta nel 2013, quando Andrea Iannone è arrivato in Pramac. Il giovane talento italiano fu un passo avanti in termini di aspirazioni, anche se nei suoi due anni in Pramac poté certificare, come migliori risultati, solo un ottavo posto in Australia (2013) e tre quinti posti nel 2014, al Sachsenring, a Brno e a Misano.
Il salto più importante, senza dubbio, è avvenuto nel 2015, quando la Ducati ha ingaggiato Iannone per la squadra ufficiale, al fianco di Andrea Dovizioso. Il pilota di Vasto ha portato con sé Rigamonti nel box ufficiale della Casa bolognese.
Foto di squadra dopo la vittoria di Iannone in Austria, la prima per il pilota e Rigamonti, che nella foto è ritratto con Andrea.
Foto di: Ducati Corse
Quell'anno Iannone ha conquistato tre podi: Qatar (3°), Mugello (2°) e Australia (3°), ma la grande impresa di "The Maniac" e del suo capo tecnico è arrivata nel 2016, anno in cui ha ottenuto quattro podi, i terzi posti di Austin, Mugello e Valencia, e la vittoria in Austria, la prima per la Ducati dai tempi di Casey Stoner, e la prima per Iannone e Rigamonti.
Il rapporto tra il pilota di Vasto e l'ingegnere era così forte che, nel 2017, quando la Ducati si separò da Iannone per ingaggiare Jorge Lorenzo, Andrea portò Rigamonti con sé nel team ufficiale Suzuki. Dopo un primo anno di ambientamento in un nuovo box e con una nuova moto, nel quale hanno ottenuto un quarto posto in Giappone come miglior risultato, nel 2018 hanno sommato quattro podi, con tre terzi posti e il secondo in Australia, dove Rigamonti, curiosamente, ottiene sempre buoni risultati.
Nel 2019 Iannone ha lasciato la Suzuki per l'Aprilia e lì si sono separati, con Rigamonti che è rimasto nel team di Hamamatsu come performance engineer.
Il ritorno in orbita Ducati
La separazione è stata peggiore per il pilota che per il tecnico, che nel 2020 è stato reclutato nuovamente dalla Ducati per affiancare Johann Zarco nel team Avintia, con il quale ha ottenuto una pole position e un podio, il terzo posto in Repubblica Ceca.
Nel 2021 e nel 2022 Zarco ha gareggiato con la Pramac sotto contratto con la Ducati e con materiale ufficiale, ottenendo fino ad otto podi, anche se la vittoria gli è sfuggita in quei due anni.
L'ultima gara di Rigamonti con Enea Bastianini con la Ducati a Barcellona lo scorso novembre.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il lavoro di Rigamonti con Zarco non è passato inosservato ed Enea Bastianini lo ha ingaggiato nel 2023, quando è passato dal Gresini Racing alla squadra ufficiale della Casa bolognese, trascorrendo due stagioni insieme nel box rosso, ottenendo tre vittorie ed un totale di 10 podi.
Con il cambio di pilota nel box ufficiale e l'arrivo di Marc Marquez, la Ducati ha voluto mantenere Rigamonti come ingegnere di pista per l'otto volte campione del mondo, avendo grande conoscenza sia dell'ambiente che della moto, in un anno in cui sarà accanto al suo ottavo pilota differente da quando ha esordito in MotoGP nel 2009.
Oltre a Rigamonti, che è l'ingegnere di pista e il responsabile tecnico del team di Marquez all'interno della Ducati, lo spagnolo sarà affiancato da una squadra di altre sette persone: l'ingegnere elettronico e telemetrico Mattia Sereni (ITA); il capo meccanico Michele Ducoli (ITA); e i meccanici Marco Polastri (ITA), Fabio Morandini (ITA), Giuliano Poletti (ITA), Federico Colombo (ITA) e Javier Ortiz (ESP), l'unico che ha accompagnato Marc dalla Honda anche in Gresini. A tutti loro si aggiunge il tecnico delle sospensioni Ohlins, l'australiano Rhys Holmes.
Marc Marquez e Marco Rigamonti nel loro primo giorno di lavoro insieme, in occasione del test di novembre 2024.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
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