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Intervista

MotoGP | Cecchinello: “Con Marc Ducati apre la porta ai mercati asiatici”

Lucio Cecchinello continua ad attendere il rinnovo del suo contratto con Honda, costruttore di cui è team satellite dal suo arrivo in MotoGP come team privato, nel 2006. Nel frattempo, commenta le manovre di mercato, in particolare l’arrivo di Marc Marquez in Ducati ufficiale.

Marc Marquez, Gresini Racing

Marc Márquez, Gresini Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Ex pilota e proprietario di uno dei team più solidi e di successo della MotoGP, Lucio Cecchinello è uno degli uomini meglio informati del paddock del mondiale, oltre ad essere un autentico gentiluomo, sempre disposto a offrire il suo punto di vista.

In un momento della stagione in cui è esploso il mercato dei top rider, Cecchinello, con Johann Zarco sotto contratto per il 2025 e con una seconda moto che gestisce Honda a livello sportivo, resta tranquillo e rilassato guardando le strategie dei suoi rivali. La prima grande manovra è stata l’ingaggio di Marc Marquez nel team ufficiale Ducati, a costo di perdere Jorge Martin, Enea Bastianini e, in parte, Marco Bezzecchi.

“Non sono molto sorpreso, è chiaro che Jorge meritava di andare in Ducati, ma dall’altra parte bisogna capire che stiamo parlando di un marchio che deve vendere moto per poter mantenere il suo team in MotoGP. Se hai un pilota con un profilo indiscutibile come Marc Marquez, che è straordinariamente conosciuto in tutti i mercati, soprattutto quelli asiatici, e potrebbe rappresentare un asset di marketing importante per aumentare le vendite, quindi il potenziale commerciale che hai è maggiore”, ha spiegato Cecchinello.

“Quindi non mi sorprende che Ducati abbia optato per un pilota che è otto volte campione del mondo. Sicuramente pensando a futuro, Jorge, essendo più giovane, se Ducati continua ad avere la moto più competitiva, magari fra qualche anno si incontreranno di nuovo”, ha sottolineato.

L’ex pilota italiano è convinto che gli interessi di marketing sono stati un elemento di valore in questa manovra: “Penso che prendere la decisione di prendere Marquez sia stata molto difficile, ma il proprietario, il direttore di Ducati Claudio Domenicali, ha sicuramente fatto i suoi calcoli”.

Lucio Cecchinello junto a Johann Zarco, que tiene contrato para la próxima temporada

Lucio Cecchinello junto a Johann Zarco, que tiene contrato para la próxima temporada

Foto de: Team LCR

Per molti anni, Cecchinello ha condiviso il marchio con Marquez, che conosce molto bene e sa che valore ha: “Sicuramente in Ducati sono molto delusi per aver perso tre piloti molto giovani e talentuosi, ma insisto sul fatto che lì non comanda Gigi Dall’Igna, ma Domenicali”.

Fedele a Honda anche nei momenti difficili

Al momento, Cecchinello non ha un contratto per la prossima stagione con Honda, con cui si trova dal suo primo giorno in MotoGP. Tuttavia, l’italiano si mostra fedele al progetto nonostante il momento complicato che la Casa di Tokyo sta attraversando: “Non abbiamo un contratto per la prossima stagione. Siamo in una situazione in cui entrambe le parti abbiamo l’intenzione di arrivare a un accordo. Stiamo definendo i dettagli e la mia priorità è continuare con Honda il prossimo anno”.  

Tuttavia, Yamaha continua a cercare un team satellite e offre condizioni molto buone: “A me non hanno chiamato. Lasciare Honda per andare con un costruttore è una cosa che posso valutare. Ma, con tutto il rispetto, al momento Yamaha è solo un po’ migliore rispetto a Honda, non molto di più. Nella vita non contano solo gli affari, anche se sono importanti, soprattutto se devi pagare gli stipendi a cinquanta persone. Ma non è nel mio stile utilizzare un’offerta di un altro team per avere un contratto migliore con Honda, non mi piace fare questo tipo di cose”.

“Sinceramente, a inizio e fine dell’anno scorso mi ha chiamato KTM e abbiamo avuto alcune conversazioni. Ma come team devo pensare quanto ha fatto la Dorna per il campionato, in particolare per darmi l’opportunità di correre in MotoGP e farlo con un solo pilota per molti anni. Ho capito che non era una situazione ideale che Honda passasse da avere quattro a due moto, e KTM da quattro a sei. Ho anche capito che dovevo provare a fare il massimo prima di chiudere una porta come quella di Honda. È chiaro che ora le cose non vanno bene, ma secondo me la cosa corretta è rispettare Honda perché è facile pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde, quando non è sempre così”, ha affermato il proprietario di LCR.

Lucio Cecchinello, Team LCR Honda Team Principal, junto a Dan Rossomondo, director comercial de Dorna

Lucio Cecchinello, Team LCR Honda Team Principal, junto a Dan Rossomondo, director comercial de Dorna

Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images

Ma la situazione sportiva in Honda inizia a essere allarmante

“Dobbiamo aspettare. In Honda hanno iniziato a cambiare molte cose negli ultimi mesi. Da quest’anno sono arrivati nuovi ingegneri, responsabili, è cambiato il sistema di lavoro, ma anche il supporto a LCR. Vedo che Honda si sta applicando e sforzando molto, voglio pensare positivo e credere che supereremo le difficoltà. Per questo voglio aspettare un tempo ragionevole, anche se è evidente che ho un’impresa e se le cose non migliorano in un lasso di tempo logico, arriverà il momento di guardare altrove”, ha confessato.

In linea con questi cambiamenti introdotti da Honda, la possibilità che il pilota del team LCR Idemitsu lasci la squadra giapponese se non trova un pilota di livello sufficiente, apre la porta a piloti come Jack Miller o il turco Toprak Razgatlioglu, che sostiene di avere un'offerta da Honda. È vero?

“Storicamente, LCR ha sempre avuto un solo pilota (dal 2006 al 2017), ma mi hanno proposto di mettere una seconda moto, a patto che fosse controllata a livello sportivo da Honda. Quello che so io, al momento, è che il DNA di questo progetto è che le moto di Idemitsu in MotoGP siano la cuspide del percorso dell’Asia Talent Cup e di Honda Asia. Mettere un pilota non asiatico su quella moto va contro la natura del progetto, che è creare un posto per il miglior pilota asiatico del futuro. Penso che Honda voglia continuare ad avere un asiatico. Nakagamu, alla fine, sta facendo gli stessi risultati degli altri piloti Honda, non è peggio, vale tanto quanto gli altri. Cambierà solo se arriverà un giovane con talento, ma nella situazione attuale, Honda ci penserà molto bene prima di mettere qualcuno come Ogura o Chantra. Aspetteranno settembre prima di prendere una decisione che, come di consueto, si annuncerà al Gran Premio del Giappone”, ha spiegato.

“Se chiedi la mia opinione: credo che continuerà a essere un pilota asiatico. Magari sarà Nakagami, di cui abbiamo molto rispetto. Se Honda decide di cambiare, noi aiuteremo al massimo. Non ne ho idea, ma se per qualche motivo Honda decide di mettere un pilota come Miller o Razgatlioglu, come team faremo il massimo per sostenerli, come sempre. Ma è una decisione solo ed esclusivamente di Honda, io qui non posso decidere”, ha concluso Cecchinello.

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