MotoGP | Caschi, tute e stivali: che marchi indossano i piloti e quanto vengono pagati?
Le protezioni utilizzate dai piloti della MotoGP sono una parte fondamentale della loro sicurezza, oltre che una fonte di guadagno extra che può superare il milione di euro e che genera un mercato che quest'inverno è stato molto movimentato.
Per regolamento, i piloti della MotoGP sono obbligati a gareggiare con protezioni approvate dalla FIM, siano esse guanti, stivali, tute e, soprattutto, il casco, la parte più importante della sicurezza del pilota sia in pista che fuori.
Le gare sono un banco di prova imbattibile per i produttori di questi prodotti che, come i caschi, sono obbligatori per milioni di persone in tutto il mondo. Sebbene l'obbligo di indossare guanti, stivali e tute non sia così rigoroso al di fuori della pista, la necessità di indossarli sta diventando sempre più un requisito di sicurezza per i normali utenti della strada.
Questo porta i produttori ad investire grandi somme di denaro, sia in ricerca e sviluppo che in promozione attraverso la sponsorizzazione dei piloti, in modo che l'utente finale finisca per acquistare i loro prodotti con i corridori come richiamo.
Jorge Martin è uno dei tre piloti della MotoGP ad indossare un casco Alpinestars.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Oggi sono diversi i produttori di caschi presenti sulla griglia di partenza della MotoGP, tra cui l'italiana AGV, la giapponese Shoei e, dallo scorso anno, Alpinestars, che ha vinto il campionato con Jorge Martin, uno dei tre ambasciatori della classe regina che, a partire dal 2024, utilizzeranno il nuovo casco sviluppato dalla casa di Asolo.
Alpinestars è il leader indiscusso quando si tratta di equipaggiare i piloti della MotoGP, ma in questa stagione, per vari motivi, ci sono stati alcuni cambiamenti interessanti. Ad esempio, Jack Miller, uno degli ambasciatori più riconoscibili del marchio, ha dovuto cambiare il fornitore di tute e stivali con Dainese a causa dell'accordo che il suo nuovo team, Pramac, ha con il marchio di Molvena. Per altri motivi, piloti come Alex Rins e Raul Fernandez, che fino allo scorso anno utilizzavano abbigliamento Alpinestars, sono passati rispettivamente ad Ixon e Dainese.
Ma il caso più inaspettato, senza dubbio, è quello del collaudatore della KTM Dani Pedrosa, che dopo 18 anni di utilizzo di abbigliamento Alpinestars, quest'anno vestirà Dainese, il produttore con cui ha debuttato nella classe regina nel 2006, anche se dall'anno successivo e fino al 2024, è poi rimasto con Alpinestars.
Dopo una vita con Alpinestars, Dani Pedrosa ha fatto una sorpresa al test di Sepang indossando una tuta Dainese.
Foto di: Dorna
Un caso curioso è quello degli stivali. Mentre tutti i piloti che utilizzano tuta e guanti Dainese o Alpinestars completano il loro equipaggiamento con la stessa marca di calzature, altri produttori, come Ixon, Furygan o la giapponese Kushitani, che arriva in MotoGP con il nuovo arrivato Ai Ogura, non hanno questo equipaggiamento omologato. Piloti come Brad Binder e Johann Zarco, che l'anno scorso usavano stivali TCX, sono passati rispettivamente a Sidi e Forma, mentre altri come Rins e Miguel Oliveira, che usano tute e guanti Ixon, li completano con calzature Alpinestars.
Il casco da un milione di euro
Tutti i piloti della griglia di partenza della MotoGP sono pagati per indossare una particolare marca di casco e tuta. Alcuni più di altri, ovviamente.
"In MotoGP tutti i piloti, senza eccezioni, sono pagati per il loro casco e la loro tuta”, ha dichiarato a Motorsport.com uno dei più abili e competenti manager di piloti del paddock. "In Moto2 e Moto3 ci possono essere alcuni piloti che ricevono solo materiale o supporto, ma sono pochi", aggiunge.
Nonostante abbia avuto l'opportunità di migliorare il suo contratto, Marc Marquez ha scelto di rimanere fedele al suo fornitore di caschi.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
"In MotoGP tutti i piloti sono pagati", conferma un altro dirigente esperto in questo tipo di trattative. "Il range, tra casco e tuta, va da 250.000 euro a due milioni di euro", dice.
Per anni, i marchi di caschi giapponesi hanno dominato la griglia del Motomondiale e non pagavano grosse somme, ma nel 2013 Jorge Lorenzo, allora pilota Yamaha e due volte campione della classe regina, annunciò che avrebbe utilizzato i caschi del marchio coreano HJC, che gli pagava un milione di euro all'anno per utilizzare uno dei suoi pezzi.
La notizia ha scosso il mercato delle case produttrici, soprattutto europee e giapponesi, che hanno dovuto iniziare a negoziare con i loro piloti di riferimento per cercare di accaparrarsi il cachet di quelli più appariscenti. Mentre i marchi giapponesi, come Shoei o Arai, non hanno l'abitudine di pagare grandi somme ancora oggi, altri produttori come HJC lo fanno, dato che il loro mercato di repliche è di migliaia di unità all'anno con enormi profitti.
Dopo alcuni anni di moderazione, HJC è tornata all'attacco nel 2023 con Fabio Quartararo che, ad oggi, viene pagato circa 1,2 milioni di euro per utilizzare i caschi del marchio coreano.
Fabio Quartararo è il pilota più pagato in griglia in termini di casco e tuta, oltre ad avere lo stipendio più alto.
Foto di: Yamaha MotoGP
“I piloti di punta della MotoGP in questo momento si aggirano intorno ai 600 o 700 mila euro all'anno”, spiega un manager di piloti. “Nella MotoGP il prezzo si aggira tra questa cifra ed almeno 150.000 euro. A questo bisogna aggiungere tra i 100 e i 500.000 euro per la tuta”, aggiunge.
Questo porterebbe il pilota francese della Yamaha a sfiorare i due milioni di euro all'anno per l'intero pacchetto, rendendolo il pilota più pagato in griglia da questo punto di vista, oltre ad avere lo stipendio più alto dopo il suo rinnovo con la Yamaha all'inizio del 2024.
Marc Marquez, il pilota più popolare del momento, indossa un casco Shoei ed una tuta Alpinestars e, sebbene non sia nota la somma di denaro che riceve da entrambi i produttori, sarebbe superiore ad un milione e mezzo di euro all'anno, come minimo, per l'intero pacchetto, essendo il secondo pilota più pagato.
Jorge Martin, campione in carica della MotoGP, utilizza il casco e la tuta della stessa marca, Alpinestars, e sommando le due cose si arriverebbe ad una cifra compresa tra 1,1 e 1,3 milioni. Un importo simile a quello percepito da Pecco Bagnaia.
A Pedro Acosta vengono garantiti circa 800.000 euro all'anno per l'intero pacchetto casco e tuta, cifra che aumenta in base ai risultati.
Joan Mir, Honda HRC, quest'anno è passato dal suo marchio storico AGV al marchio giapponese Kabuto.
Foto di: Honda Racing
Un altro pilota che quest'anno ha cambiato fornitore di caschi è Joan Mir. Il pilota della Honda, che aveva sempre utilizzato il marchio italiano AGV, ha debuttato lo scorso novembre ai test di Barcellona con un nuovo partner, Kabuto, un produttore leader di caschi per ciclisti che si sta facendo conoscere dai motociclisti. Anche il portoghese Oliveira è passato da Shark a HJC, migliorando in entrambi i casi il contributo finanziario.
Piloti come Maverick Vinales (Arai) o lo stesso Marquez hanno ricevuto ad un certo punto offerte per cambiare fornitore di caschi, ma hanno privilegiato la sicurezza e la qualità, oltre che la fedeltà, rispetto al denaro, anche se attualmente tutti i caschi approvati dalla FIM garantiscono l'integrità dei piloti nel campionato Mondiale.
MotoGP | I cambi di equipaggiamento tra il 2024 ed il 2025
| Pilota |
Casco 2024/25 |
Tuta/Guanti 2024/25 |
Stivali 2024/25 |
|
J. Martín |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
P. Bagnaia |
Suomy/Suomy |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
M. Márquez |
Shoei/Shoei |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
E. Bastianini |
KYT/KYT |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
B. Binder |
HJC/HJC |
Ixon/Ixon |
TCX/Sidi |
|
P. Acosta |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
M. Viñales |
Arai/Arai |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
A. Márquez |
Shoei/Shoei |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
F. Morbidelli |
AGV/AGV |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
F. Di Giannantonio |
Shoei/Shoei |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
M. Bezzecchi |
AGV/AGV |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
F. Quartararo |
HJC/HJC |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Alpinestars |
|
J. Miller |
Alpinestars/Alpinestars |
Alpinestars/Dainese |
Alpinestars/Dainese |
|
M. Oliveira |
Shark/HJC |
Ixon/Ixon |
Alpinestars/Alpinestars |
|
R. Fernández |
Shark/Shark |
Alpinestars/Dainese |
Alpinestars/Dainese |
|
J. Zarco |
Shark/Shark |
Furygan/Furygan |
TCX/Forma |
|
A. Rins |
Scorpion/Scorpion |
Alpinestars/Ixon |
Alpinestars/Alpinestars |
|
J. Mir |
AGV/Kabuto |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
L. Marini |
AGV/AGV |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
F. Aldeguer |
LS2/LS2 |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
Ai Ogura |
Arai/Arai |
Kushitani/Kushitani |
Alpinestars/Alpinestars |
|
D. Pedrosa |
Arai/Arai |
Alpinestars/Dainese |
Alpinestars/Dainese |
|
AGV/AGV |
Dainese/Dainese |
Dainese/Dainese |
|
|
KYT/KYT |
Revit/Revit |
TCX/Alpinestars |
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