MotoGP | Campinoti: "Marquez non vuole Pramac? Problema suo, non nostro"
Il CEO del Prima Pramac Racing ha risposto in maniera piuttosto piccata alle dichiarazioni dell'otto volte campione del mondo, che ha detto di non considerare la squadra italiana come un'opzione per il futuro: "Siamo stati 22 anni senza Marquez, credo che possiamo starci anche l'anno prossimo".
La Ducati voleva tenere le voci di mercato piloti lontane dal weekend del Gran Premio d'Italia di MotoGP, ma la disputa tra Jorge Martin e Marc Marquez per diventare il compagno di squadra di Pecco Bagnaia dalla prossima stagione è deflagrata come una vera e propria bomba nel paddock del Mugello.
Prima è emersa un'indiscrezione della Gazzetta dello Sport secondo cui la Casa di Borgo Panigale ha deciso di puntare sull'attuale leader della classifica iridata, che ha dato il via alle ipotesi legate ad un possibile approdo di Marc Marquez nel box del Prima Pramac Racing, dove potrebbe contare su una Desmosedici GP25 uguale a quelle di Pecco e di "Martinator".
Poi, questa idea è stata rispedita al mittente, ed anche piuttosto bruscamente, dall'otto volte campione del mondo, che appena arrivato nel paddock del tracciato toscano ha detto ai microfoni di DAZN: "Pramac è una buona squadra, ma Pramac non è un'opzione per me. Voglio l'ultima versione della moto e, se possibile, con un team ufficiale. Se si ha la moto ufficiale si hanno più agevolazioni, e se in più lo si fa con un team ufficiale, è ancora più facile".
Dopo la conferenza stampa che ha aperto il weekend, ha provato poi ad argomentare ulteriormente questa sua presa di posizione, che sembra dire o Rossa o niente: "Non passerò da un team satellite a un altro. L’anno scorso ho lasciato Honda per andare da Gresini e qui mi sto trovando bene. Era una situazione molto delicata nella mia carriera, ma ora sono competitivo e mi sto divertendo".
Marc Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Parole che Paolo Campinoti, CEO della struttura italiana, non sembra aver digerito particolarmente bene, visto che la sua replica ai microfoni di Sky Sport MotoGP è stata piuttosto piccata: "E' lui che si è chiamato fuori, noi fortunatamente abbiamo il pilota che è in testa al Mondiale. L'anno scorso siamo arrivati secondi all'ultima gara e abbiamo vinto la classifica Mondiale per team. Il problema è il suo, non il nostro".
Poi ha rincarato la dose: "Ha detto di voler stare in un team vincente, credo che noi abbiamo dimostrato di esserlo. Le opzioni B e C che ha non mi sembra che abbiano vinto molti mondiali negli ultimi anni quindi è una sua scelta, non la mia".
Infine, ha ribadito l'orgoglio per i grandi traquardi raggiunti dalla sua squadra nel periodo recente, non senza riservare un'altra stoccata all'otto volte campione del mondo.
"Credo che il team abbia dimostrato negli ultimi anni, e non parlo per me perché vengo qui più da spettatore che da attore, di essere una squadra di punta. Onestamente le attenzioni che stiamo ricevendo sia da diversi costruttori che da tantissimi piloti che vogliono venire con noi ne sono la conferma. Se qualcuno non ci viene volentieri è un problema suo, non nostro. Siamo stati 22 anni senza Marquez, credo che possiamo starci anche l'anno prossimo", ha concluso.
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