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MotoGP | Bulega: "Ho parlato con Toprak e abbiamo sentito le stesse differenze dalla SBK"

Bulega chiude il debutto anticipato in MotoGP con due quindicesimi posti e punti preziosi, un bilancio positivo considerando il contesto e le difficoltà di grip vissute oggi. Un passaggio che sta vivendo anche un altro pilota che proviene dalla Superbike, Toprak Razgatlioglu: parlando, i due hanno riscontrato le medesime sensazioni.

Nicolo Bulega, Ducati Team

Nicolo Bulega, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Due weekend non bastano certo per valutare appieno il potenziale di un pilota, ma il primo assaggio di Nicolò Bulega in MotoGP può senza dubbio essere considerato positivo. È approdato a fine stagione, quando i suoi rivali avevano già alle spalle una ventina di gare con le rispettive moto. Le aspettative non potevano dunque essere elevate, e proprio per questo i segnali positivi emersi assumono un peso ancora maggiore.

Al di là della caduta nella sprint di Portimao, sia nella gara portoghese che in quella odierna di Valencia sono arrivati punti grazie a due quindicesimi posti. Certo, non è un risultato da prima pagina, ma va inserito nel giusto contesto: chiudere senza errori e completare due weekend solidi era l’obiettivo principale, anche per iniziare a conoscere meglio la MotoGP.

Se a questo si aggiunge il doppio arrivo tra i primi quindici, che curiosamente rappresentano anche gli unici punti raccolti dal team ufficiale la domenica da quando Marc Marquez si è fermato per infortunio, il bilancio non può che lasciarlo soddisfatto, al di là di una gara odierna pesantemente condizionata dalla mancanza di grip.

Nicolo Bulega, Ducati Team

Nicolo Bulega, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Nel warm-up Bulega aveva provato una modifica al setup che gli aveva restituito ottime sensazioni, con un feeling migliore e maggiore aderenza. Tuttavia, quelle impressioni non si sono confermate in gara: fin dai primi metri ha faticato, complice un piccolo problema tecnico e una carenza di grip sulla gomma posteriore.

È naturale che, quando manca l’aderenza al posteriore e la gomma continua a scivolare, la fiducia del pilota ne risenta. Bulega, però, è riuscito a non commettere errori rilevanti e a portare a casa un altro punto, pur senza ritrovare le sensazioni positive che lo avevano convinto nel warm-up.

“Stamattina nel warm up abbiamo fatto una modifica che la moto mi è piaciuta. Mi sono trovato subito meglio, ho avuto subito più grip. Quindi stamattina molto bene. Oggi pomeriggio ho fatto un gran casino in partenza. Purtroppo, non mi si è tolto l'aggancio della forcella davanti e ho fatto fino alla curva 5 con la forcella abbassata davanti e sono finito ultimo”, ha commentato Bulega.

Nicolo Bulega, Ducati Team

Nicolo Bulega, Ducati Team

Foto di: Steve Wobser / Getty Images

“Ho provato a ripartire, ma non avevo grip dietro, era come se fossi sul ghiaccio, non riuscivo ad accelerare già dal primo giro, era impressionante. Quindi non sono riuscito ad andare come nel warm-up perché dietro non avevo grip”, ha poi aggiunto l’italiano, in un weekend dove forse ha convinto più nella sprint, chiusa a soli tre secondi dal compagno di squadra, che nella gara lunga della domenica.

Conclusa questa esperienza che lo ha portato al debutto anticipato in MotoGP rispetto ai piani originali, Bulega tornerà ora al doppio impegno: da un lato il Mondiale Superbike, dove si presenta come grande favorito per la prossima stagione, dall’altro il ruolo di tester Ducati MotoGP in vista del 2027, anno in cui una rivoluzione tecnica cambierà radicalmente le moto rispetto a come le conosciamo oggi.

Le moto del futuro saranno molto diverse, sia sul piano tecnico sia per le gomme, con il passaggio dalle Michelin alle Pirelli. In questo senso, l’esperienza accumulata da Bulega nelle ultime due gare potrebbe rivelarsi preziosa: non solo per familiarizzare con certi meccanismi, ma anche per comprendere meglio il metodo di lavoro della MotoGP, dove elettronica, aerodinamica e cura dei dettagli giocano un ruolo decisivo.

Nicolo Bulega, Ducati Team

Nicolo Bulega, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

“Il bilancio era che senza aver mai provato la moto, mentre tutti gli altri hanno già venti gare alle spalle, che tutti gli altri sono fortissimi, era stupido pensare che potessi fare di più. Quindi io sono abbastanza contento. Spero che stando un po' più sopra la moto possa capire molti più meccanismi della MotoGP di oggi”.

“Fare un'esperienza così sicuramente mi aiuterà. Comunque, è un'esperienza importante, farla anche con il team ufficiale ti insegnano tante cose. Però comunque i test che farò il prossimo anno la moto sarà diversa perché non avrà gli abbassatori, avrà le Pirelli, le ali saranno ridimensionate, saranno 850. Quindi non credo che avrò le stesse sensazioni che ho in questo momento”.

Assieme a Toprak Razgatlioglu, Bulega incarna oggi quel filo che unisce MotoGP e Superbike. Se l’italiano tornerà alle derivate di serie, il turco compirà invece il grande salto tra i prototipi con la Yamaha. I due si sono incrociati nel weekend di Valencia, dove Toprak era presente in attesa di provare la moto nei test post-stagionali.

“Ieri [Toprak] è venuto nel camion prima della gara mentre mi cambiavo. È venuto a salutarmi. Abbiamo parlato un po' delle differenze più grosse, dato che abbiamo sentito tutti e due le stesse differenze. Ci dobbiamo adattare tutti e due a tante cose un po' diverse”.

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