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MotoGP | Bulega: "Con questa aerodinamica è difficilissimo fermare la moto e fare sorpassi"

Bulega ha completato la Sprint di Valencia al 16esimo posto, staccato di 3 secondi da Bagnaia. Le difficoltà principali incontrate sono dovute all'aerodinamica, che gli ha reso difficili i sorpassi per la poca esperienza sulla MotoGP.

Nicolo Bulega, Ducati Team

Nicolo Bulega, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Nicolò Bulega ha concluso oggi la prima Sprint della carriera in MotoGP a Valencia, sede dell'ultimo appuntamento stagionale della classe regina del Motomondiale.

Il pilota chiamato a prendere il posto dell'infortunato Marc Marquez è partito in fondo alla griglia, ma si è tolto la piccola soddisfazione di fare qualche sorpasso e di chiudere a 3 secondi da Francesco Bagnaia, 2 volte campione del mondo di MotoGP e pilota molto più esperto in sella a un prototipo di Borgo Panigale

"Almeno questa Sprint l'ho finita e non ho fatto migliaia di euro di danni! Non pago io, ma a Portimao mi è dispiaciuto molto", ha detto Bulega subito incalzato sul risultato ottenuto nella Sprint di oggi.

Alla fine il romagnolo è arrivato alle spalle della Yamaha M1 ufficiale di Alex Rins, impossibilitato a superarla. Secondo Bulega il suo potenziale avrebbe potuto consentirgli di superare l'ex pilota della Suzuki, ma l'aerodinamica ha giocato un ruolo determinante nella sua gara.

"Non è andata male. All'inizio ho anche fatto qualche sorpasso. Sono stato tutta la gara dietro a Rins e secondo me ne avevo anche un po' di più. Ci ho provato, ma purtroppo non riesco a passare perché non ho confidenza con l'anteriore. Poi con tutta questa aerodinamica si fa davvero fatica a superare. Anche se ne avevo di più non sono riuscito a passarlo. Però qualche posizione l'ho guadagnata, non sono andato pianissimo e piano piano sto migliorando. Ma è difficile, perché fare passi avanti in MotoGP è veramente difficile e soprattutto con la poca esperienza che ho fatico a fare passi avanti grossi. Soprattutto in gara perché non fai prove, vai e basta".

"Alla fine se guardiamo non sono andato male. Alla fine in qualifica ero a poco più di un secondo dalla migliore Ducati, quella di Alex Marquez, che è vice campione del mondo e guida questa moto ormai da anni. Alla fine cos'è un secondo? E' poco, però il problema è che in MotoGP è tantissimo. E prendere un secondo vuol dire partire indietro e hai davvero tante moto davanti a te. In più, se non hai esperienza sulla moto è ancora più difficile. Sto vivendo problemi normali che sapevo avrei avuto".

Nicolo Bulega, Ducati Team

Nicolo Bulega, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Bulega ha continuato a parlare dell'effetto dell'aerodinamica che le MotoGP generano quando sono in scia e ciò che ti costringono a percepire quando si arriva in staccata. E' questo uno degli aspetti che deve capire e migliorare.

"Oggi ho imparato che con queste moto è meglio partire più avanti possibile. Perché quando sei in gruppo la moto non si ferma. Partire più avanti è meglio. Superare è molto difficile. Sono tutte cose che ho sentito dire ma fino a quando non le provi fai fatica a capire qual è la vera sensazione".

"Con questa aerodinamica, quando vai a frenare e hai una moto davanti, vieni risucchiato completamente dalla scia. Tu stia frenando ma la moto non decelera e sembra che tu stia per saltare nel posteriore di chi ti è davanti. Devi frenare prima, devi stare attento soprattutto nei primi giri, quando si hanno tante moto davanti. Sembra di entrare in un tunnel senza vento. E' qualcosa che si sente molto".

"In Superbike c'è molta meno aerodinamica e poi, fortunatamente, sono sempre stato davanti. Quindi non mi sono mai trovato in una situazione in cui ho avuto tante moto davanti che ti risucchiano con la scia. Qui invece purtroppo sono indietro e ne ho tanti davanti. Poi questo effetto con la MotoGP si sente anche di più".

Dal prossimo anno, Nicolò non sarà solo il pilota di punta di Ducati in Superbike, ma sarà anche il tester della Rossa che farà il suo esordio in MotoGP nel 2027, quella che nascerà sotto i dettami del nuovo regolamento tecnico.

"Il fatto di correre in Superbike ed essere tester della Ducati 2027 di MotoGP mi preoccupa, ma fortunatamente credo che le differenze tra le due moto si andranno a ridurre. Le moto 2027 non avranno più gli abbassatori, l'aerodinamica sarà minore e avrò le Pirelli. Penso che per me la moto sarà meno complessa, anche dovendo fare diversi cambi di moto. Magari correrò nel weekend con la Superbike e in mezzo alla settimana potrei provare la MotoGP. Penso che non saranno così diverse le moto come lo sono ora. Penso che saranno più simili tra loro".

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